Fagiano torquato. Rilascio in ambiente agrario


Si vuole provare l’adattabilità di questo fagiano, più rustico e con maggiori tratti di selvaticità rispetto al mongolico, nelle realtà agrarie del veneto.

Piantina sediNel 2004 è iniziato un progetto di studio riguardante il Fagiano torquato (Phasianus colchicus torquatus). Lo scopo principale di questo progetto è quello di valutare se questo fagiano si adatta facilmente alla realtà agraria del Veneto e se risulta gradito al mondo venatorio, poiché ha caratteri più rustici di adattabilità ed è allevato da meno tempo rispetto al mongolico, si vuole vedere se riesce a conservare un livello di selvaticità superiore.
Il progetto si propone di intraprendere delle prove di allevamento (la prova sperimentale di allevamento è specificata nei progetti riguardanti la Zootecnia) e studi di adattabilità del fagiano torquato in alcune realtà del Veneto al fine di verificare e paragonare, con le sottospecie attualmente presenti nel territorio, la sua durata nel territorio. Congiuntamente ai rilasci si sono intraprese opere di miglioramento ambientale (rilascio di fasce di prodotto agricolo, incolto faunistico, erbai a sfalcio tardivo ecc.).

PanoramaTesta del maschioFemminaMaschioLA SPECIE: in Italia, in epoche diverse, sono stati e continuano ad essere introdotti soggetti appartenenti alle sottospecie dei gruppi “colchicus”, “mongolicus” e “torquatus”. Per tale motivo l’attuale popolazione italiana è costituita da ibridi e la maggior parte degli individui ha caratteristiche intermedie tra le diverse sottospecie, sebbene la sottospecie più diffusa sia il “mongolicus”. I continui e massicci lanci di fagiani prodotti in cattività, effettuati negli ultimi trent’anni, uniti al peggioramento delle condizioni ambientali delle campagne, hanno determinato una sostanziale riduzione sia del grado di selvaticità di questo animale sia della sua capacità di riproduzione spontanea.
Il progetto si sviluppa in diverse fasi tra cui prove di allevamento, attraverso il reperimento di alcuni capi di riproduttori nei pochi centri in Italia che allevano in purezza il fagiano torquato, e prove di reintroduzione seguita da studi di adattabilità della specie.
Per la localizzazione degli esemplari rilasciati si utilizza la tecnica del radiotracking integrata con avvistamenti.
Nel territorio regionale sono state individuate due aree di studio nelle quali effettuare le prove di reintroduzione della specie. Una prima area è localizzata nella bassa padovana, nella zona del montagnanese, e corrisponde alla ZRC Campagnazza-Paiette, la seconda area è la ZRC Cà Mello in provincia di Rovigo; in ognuna di esse sono stati coinvolti nel progetto, come parte attiva, gli Ambiti Territoriali di Caccia competenti.

Monitoraggio mediante tecniche di radiotracking
Al momento della reintroduzione, alcuni esemplari verranno muniti di radiocollare per essere sottoposti a monitoraggio almeno fino al termine dell’inverno successivo. Gli scopi di tale monitoraggio sono i seguenti:
– individuare le preferenze ambientali della specie e gli erratismi che essa compie;
– valutare il tasso di sopravvivenza del contingente reintrodotto.
Al fine di ridurre al minimo i fastidi agli esemplari muniti di radiotrasmittente, si è scelto di utilizzare il montaggio tipo necklace con antenna a frusta. Inoltre il peso complessivo dello strumento risulterà inferiore al 3% del peso animale, soglia massima oltre la quale gli animali verrebbero ostacolati nello svolgimento delle loro attività vitali.
Il monitoraggio viene effettuato ad intervalli di 5 giorni, eccettuata la decade iniziale dopo la liberazione, in cui il rilevamento ha carattere giornaliero.
Oltre al monitoraggio tramite radiotracking ogni animale sarà munito di un anello colorato, utile per il riconoscimento della specie a distanza e per la sua differenziazione dagli altri fagiani già presenti in loco.

Monitoraggio a vista
In collaborazione con il personale degli ATC coinvolto vengono programmati dei censimenti a vista in battuta ed eventualmente anche con l’ausilio di cani da ferma. In periodo di caccia è stato chiesto agli ATC di raccogliere i dati sui capi di fagiano torquato abbattuti fuori dell’area del rilascio (località di abbattimento ed eventuali misure biometriche).

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