Recupero della popolazione autoctona

 

Studio della possibilita’ di recupero della razza bovina da latte “Burlina” al fine di un suo maggior utilizzo in alpeggio. Avvio di un programma di caratterizzazione genetica della popolazione per la valutazione del livello di consanguineita’ e meticciamento con altre razze, Bruna e Frisona in particolare. Differenziazione del latte e formaggio di Burlina rispetto ai prodotti ottenuti da razze maggiormante selezionate.

StagionaturaPer evitare il degrado del territorio montano, legato anche all’introduzione di sistemi di allevamento dei bovini scarsamente indirizzati all’utilizzo del pascolo, la Provincia di Vicenza intende attuare un piano di recupero di una razza bovina autoctona-negletta quale la Burlina, al fine di un suo inserimento in ambiente montano per la preservazione-conservazione dei cotici erbosi. Questa razza era ampiamente diffusa nella montagna veneta fino al 1930 proprio in virtù della sua rusticità, ma ha visto un progressivo regresso per effetto della diffusione di razze più produttive, quali la Bruna alpina e la Frisona.
Attraverso questo progetto si intende studiare, in modo articolato, le reali possibilità di recupero di questa razza puntando sul suo miglioramento genetico e sulla identificazione di caratteristiche peculiari di qualità del latte e dei formaggi. Infatti, una valorizzazione economica della razza potrebbe derivare da una produzione lattiero casearia di nicchia considerata più sicura perchè realizzata nel rispetto dell’ambiente, dell’animale e della salute dell’uomo. Non va infine dimenticato che la salvaguardia delle risorse genetiche è essenziale per la continuità dell’operato in agricoltura poichè le poco accorte politiche intraprese da molte multinazionali stanno portando ad una pericolosa riduzione della variabilità biologica sia nel campo vegetale che animale, non più correggibile senza una adeguata conservazione del patrimonio genetico locale. In tal senso, la zootecnia da latte fino ad ora ha perseguito esclusivamente l’obiettivo di massimizzare la quantità di latte prodotto e ha portato alla selezione di poche razze cosmopolite ad elevata potenzialità produttiva come la Bruna alpina e la Frisona.
FramontPertanto, il progetto di ricerca si propone di:
* recuperare la razza Burlina al fine di un suo maggior utilizzo in aree montane particolarmente difficili con l’avvio di un programma di selezione per migliorare le sue performance di rusticità, frugalità e produttività; questo nell’ottica di aumentare la variabilità genetica della popolazione sia riducendo il livello di consanguineità, sia riselezionando per eliminare il meticciamento;
* quantificare i servizi ambientali offerti dall’azienda zootecnica che utilizza questa razza in montagna;
*differenziare dal punto di vista chimico, fisico ed organolettico il latte ed il formaggio di Burlina rispetto a quello ottenuto con bovine di razze maggiormente selezionate.

Descrizione dei risultati fino ad oggi conseguiti
Sono state pressochè ultimate le valutazioni sensoriale e reologica dei formaggi prodotti e stagionati nel 2003 (formaggio tipo asiago), utilizzando latti delle diverse razze coinvolte nella sperimentazione, mentre sono attualmente in corso quelle relative alle produzioni del 2004. E’ proseguita la caratterizzazione, mediante controlli mensili, dell’attitudine alla caseificazione, dei parametri chimici ed igienico sanitari del latte delle diverse razze e la valutazione chimica e microbiologica dei formaggi ottenuti dalle caseificazioni sperimentali.

Progetto finanziato da: Regione del Veneto
Coordinatore: Dipartimento di Scienze Zootecniche – Università di Padova
Partner operativi: Veneto Agricoltura – Istituto per la Qualità e le Tecnologie Agroalimentari, Provincia di Vicenza – Azienda Agricola Sperimentale di Montecchio Precalcino e con la collaborazione dell’Associazione Provinciale Alllevatori di Treviso

Per informazioni:
Annalisa Fellin
mailto:annalisa.fellin@venetoagricoltura.org