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Vallevecchia


Il Piano Territoriale Regionale di Coordinamento, massimo strumento di pianificazione territoriale della Regione Veneto approvato nel 1991, prevedeva per l’area di Valle Vecchia un vincolo ad area di tutela paesaggistica. Nel 1998 il Piano d’Area determinava invece un preciso indirizzo di valorizzazione ambientale, nel segno della riqualificazione e della fruizione, ammettendo tra l’altro: agricoltura ecocompatibile, ampliamento delle aree salmastre e delle aree boscate, percorsi ciclabili, equestri e naturalistici, nonchè aree di sosta. Tutto ciò in linea con le esigenze di tutela sancite dalle Direttive Comunitarie “Uccelli” e “Habitat” che includono Valle Vecchia fra le Zone di Protezione Speciale ed i Siti di Importanza Comunitaria. La progettazione esecutiva dell’intervento era comunque stata avviata già nel 1994, mediante un Progetto d’indirizzo seguito da un Progetto di primo stralcio. Quest’ultimo prevedeva la realizzazione del canale delimitatore del bosco litoraneo, un’area umida di 30 ha e l’estensione del bosco e delle siepi ripariali all’area agraria. Il primo stralcio d’intervento è stato seguito, a sua volta, da un secondo stralcio, avviato nel 1998 e concluso nel 2000. Le opere realizzate hanno portato all’estensione del bosco litoraneo, delle aree umide, alla realizzazione di vasche destinate all’acquacoltura sperimentale, di percorsi, di aree di sosta e strutture didattico-naturalistiche. Nel 2003 si è concluso il 3° stralcio esecutivo che ha permesso un’ulteriore estensione di boschi, zone umide, siepi e percorsi e la predisposizione di fasce tampone boscate per la fitobiodepurazione delle acque. Oggi Valle Vecchia ha assunto le caratteristiche di area sperimentale, destinata a progetti pilota di agricoltura ecocompatibile, all’itticoltura ed al turismo naturalistico, alla didattica delle scienze naturali ed alla ricerca naturalistica, oltre che al turismo balneare.


 

La riqualificazione ambientale di Valle Vecchia ha avuto inizio alla fine degli anni ’80 con alcuni interventi di sottopiantagione con latifoglie nella pineta litoranea. L’effetto di questi impianti è visibile negli esemplari di roverella, orniello e leccio più grandi che si possono osservare nelle zone di pineta vicine ai sentieri di accesso alla spiaggia. Il primo consistente intervento di riqualificazione ambientale è stato avviato nel 1993, con la forestazione di due zone per una superficie complessiva di 14 ettari e la realizzazione di una rete di siepi campestri nell’area del Dossetto, lunga circa 3 Km. Il progetto generale di riqualificazione ambientale è datato 1994 e a distanza di 6 anni è ormai avviato il terzo stralcio esecutivo. Alcuni semplici dati possono dare un’idea della complessità e della ricaduta sul territorio delle azioni intraprese in questi primi tre stralci:

 

  • circa 30 mila piante di latifoglie dell’orno lecceta poste a dimora in pineta in seguito ai tagli di diradamento eseguiti anche a scopo fitosanitario;

  • 100 ettari di nuovi boschi planiziali litoranei e 9 ettari di nuovi boschi ripariali;

  • 18 Km di siepi campestri;

  • messa a dimora di otre 600 piante a pronto effetto;

  • 11 ettari di zone umide boscate con funzione di fitobiodepurazione;

  • circa 60 ettari di zone riallagate con acqua salmastra e acqua dolce.

 

Sono state inoltre avviate importanti azioni volte a favorire la visita e la fruizione del comprensorio, quali ad esempio l’allestimento di un Centro Visitatori, di un punto informazioni e la predisposizione di cartellonistica informativa.

 

 

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