Politica di Coesione 2007 – 2013: via libera alla strategia dell’Italia


L’Italia ha concordato con la Commissione europea le priorità della propria strategia d’investimento per la Coesione nel prossimo settennio. Nel Quadro di Riferimento Strategico Nazionale (QRSN), le autorità italiane descrivono i modi in cui intendono investire il finanziamento comunitario di 28,8 miliardi di euro in sette anni, in adesione alla Strategia di Lisbona per la Crescita e l’Occupazione.

“Mi congratulo con le autorità italiane per questo accordo, e spero che si possano presto approvare i primi programmi operativi che da esso discendono. In particolare, mi ha positivamente colpito l’impegno italiano a investire una notevole parte delle risorse nell’efficienza energetica e nelle fonti d’energia rinnovabili. Si tratta di un impegno molto importante perché quello dell’energia è uno dei problemi centrali che l’Europa dovrà affrontare nell’immediato futuro” ha detto Danuta Hübner, Commissario per la Politica regionale.

Il documento strategico definisce 4 campi prioritari: sviluppare circuiti di conoscenza; incrementare il tenore di vita, i livelli di sicurezza, l’integrazione sociale; promuovere i gruppi di imprese, i servizi e la concorrenza; internazionalizzare e modernizzare l’economia. Ciò comprende, ad esempio, l’aumento della qualità della vita e dell’attrattività del territorio (potenziando le condizioni di sicurezza per la gente e gli investitori); la diversificazione del turismo e l’allungamento della stagione turistica; la priorità da dare ai corridoi delle reti transeuropee; la particolare attenzione accordata ai regimi di ingegneria finanziari destinati alle piccole e medie imprese. Il documento sottolinea anche l’importanza della politica di coesione nello sviluppo delle capacità istituzionali della pubblica amministrazione italiana. Gli obiettivi nazionali verranno conseguiti attraverso programmi operativi:
– 19 nell’ambito dell’obiettivo “Convergenza”, riguardante anche il ritiro graduale dell’assistenza (“phasing-out”) alla regione Basilicata (che beneficerà del sostegno transitorio);
– 33 nell’ambito dell’obiettivo “Competitività regionale e occupazione”;
– 4 nell’ambito dell’obiettivo della “Cooperazione territoriale europea”.

Le Regioni dell’obiettivo “Convergenza” (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Basilicata) sono le principali beneficiarie della Strategia italiana. L’obiettivo “Competitività regionale e occupazione” riguarda un gruppo eterogeneo di Regioni, formato da alcune Regioni settentrionali con un prodotto interno lordo (PIL) pro-capite molto più alto della media UE e da Regioni meridionali che non rientrano più nell’obiettivo “Convergenza” ma hanno ancora un PIL pro-capite notevolmente inferiore alla media UE. Ogni Stato membro elabora il proprio Quadro di Riferimento Strategico Nazionale (QRSN), coerente con gli Orientamenti Strategici Comunitari per il periodo 2007-2013, nel corso di un dialogo continuo con la Commissione. Tale documento definisce la strategia scelta dallo Stato interessato e propone un elenco di Programmi Operativi (PO) che esso intende realizzare. I negoziati tra le Autorità italiane e la Commissione europea sono in una fase già molto avanzata. Tutti i PO saranno probabilmente approvati entro la fine del 2007. Attualmente, la Commissione ha approvato ufficialmente i QRSN di 17 Paesi.

L’Agenda di Lisbona è un Piano d’Azione e di Sviluppo per una serie di riforme adottato al Consiglio europeo di Lisbona nel marzo 2000. Le riforme sono destinate ad attuare l’obiettivo strategico dell’UE di divenire l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, capace di crescita economica sostenibile, caratterizzata da posti di lavoro più numerosi e migliori e da una maggior coesione sociale. I passi avanti dell’Agenda sono verificati regolarmente in occasione dei Consigli europei di primavera.

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