Stato di salute della PAC: presentate le proposte legislative (maggio 2008)


La Commissione europea ha finalmente presentato, il 20 maggio 2008, le tanto attese proposte per il cosiddetto controllo dello stato di salute della PAC (health check). I testi regolamentari riguardano essenzialmente modifiche alle norme che reggono il sistema del pagamento unico, cambiamenti in alcune organizzazioni comuni di mercato e nuove misure per lo sviluppo rurale.

PAGAMENTO UNICO

Innanzitutto, per quanto riguarda il complesso sistema del pagamento unico, le modifiche proposte sono molte, vediamole nel dettaglio.

Disaccoppiamento

La parola chiave é “estensione”: la Commissione vuole arrivare, seppur gradatamente per alcuni comparti (e con alcune deroghe), ad un disaccoppiamento totale generalizzato. Per fare alcuni esempi delle proposte messe sul tavolo da Bruxelles, dal 2010 la Commissione propone l’eliminazione, ove applicato, del pagamento parzialmente accoppiato per seminativi, grano duro, proteine vegetali, olio d’oliva, ecc. Dal 2011 dovranno passare al sistema disaccoppiato totale i produttori di foraggio e i trasformatori di amido di patate. Per quanto riguarda, invece, i risicoltori ed i produttori di amido di patate, viene concesso un periodo transitorio. Periodo transitorio anche per premio bovino, premio alla macellazione, mentre rimangono accoppiati i premi alla vacca nutrice ed il premio per capra. Tra le modifiche alle regole del sistema di pagamento unico, l’eliminazione dell’aiuto alle colture energetiche.

Adattamento del sistema di pagamento unico
Considerato che non sarà possibile in futuro giustificare i pagamenti della PAC su basi storiche che risalgono al periodo 2000-2002, la proposta dà la possibilità allo Stato membro, a certe condizioni ed entro certi limiti, di passare ad un modello regionalizzato. Il passaggio dovrà comunque essere fatto applicando un periodo transitorio e la decisione dovrà intervenire prima del 1° agosto 2009. Ribadiamo il carattere opzionale della scelta: la Commissione non prevede nessun obbligo per lo Stato membro. Allo stesso modo lo Stato membro può, a certe condizioni, rivedere il valore dei titoli pur senza applicazione della regionalizzazione. Infine, novità introdotta all’ultimo momento, viene concessa la possibilità per lo Stato membro di non concedere l’aiuto a società il cui scopo principale non consista nell’esercizio dell’attività agricola.

Ex articolo 69 (articoli da 68 a 70)

Lo Stato membro può decidere di utilizzare un massimo del 10% del plafond nazionale degli aiuti per le seguenti azioni:
• particolari tipologie di agricoltura importanti per la protezione dell’ambiente o per il miglioramento della qualità e della commercializzazione dei prodotti agricoli;
• compensare svantaggi specifici risultanti da modelli di produzione di certe regioni che colpiscono gli agricoltori nei settori lattiero-caseario, delle carni bovine e delle carni ovi-caprine e del riso situati in zone sensibili dal punto di vista ambientale;
• in zone soggette a ristrutturazione e programmi di sviluppo, per evitare l’abbandono dei terreni e/o affrontare svantaggi specifici per gli agricoltori in tali zone;
• contributi ai premi di assicurazione dei raccolti: nel caso di un disastro naturale riconosciuto (grandine, siccità, gelo, brina) dalle autorità competenti;
• fondi comunitari per le epizoozie per compensare le perdite economiche causate dall’insorgenza di un’epizoozia.

Modulazione
Viene aumentata del 2% all’anno fino a raggiungere il 13% nel 2012 (comprensivo del 5% già previsto dall’attuale normativa). Si prevede, inoltre, un aumento ulteriore in funzione delle dimensioni dell’azienda: un 3% in più per premi compresi tra 100.000 e 199.000 euro, un 6% in più per tra 200.000 e 299.000 euro, mentre quando l’aiuto supera i 300.000 euro l’aumento sarà del 9%. Rimane la soglia minima dei 5.000 euro. I fondi risparmiati saranno reindirizzati al Fondo per lo sviluppo rurale e dovranno rimanere nello Stato membro che li ha generati.

Limiti di ammissibilità all’aiuto

Lo Stato membro non deve concedere l’aiuto nei seguenti casi: quanto la somma degli aiuti é inferiore a 250 euro oppure quando la superficie ammissibile é inferiore ad 1 ettaro. Inoltre, si dà la possibilità per lo Stato membro di non concedere l’aiuto a società il cui scopo principale non consiste nell’esercizio dell’attività agricola.
Infine vengono modificate alcune disposizioni relative alla eco-condizionalità ed alle buone pratiche agricole e ambientali.

ORGANIZZAZIONI COMUNI DI MERCATO

Per quanto riguarda le modifiche ad alcune regole delle organizzazioni comuni di mercato si prevede un aumento delle quote latte dell’1% annuo a partire dal 2009/2010 e fino al 2013/2014 in vista della loro eliminazione nel 2015. La quota italiana passerebbe, a regime, a 11 288 542,866 t.
Inoltre viene abolito l’intervento per il grano duro, mentre viene eliminato l’ammasso per i formaggi. Viene eliminato il set-aside. Per altri dettagli si vedano le proposte.

SVILUPPO RURALE

Infine, in materia di sviluppo rurale vengono individuate quattro nuove sfide da inserire negli assi ad oggi esistenti: energie rinnovabili, cambiamento climatico, biodiversità e gestione delle acque.
I testi delle proposte legislative (oltre ad alcuni interessanti studi di impatto e guide pratiche) in lingua inglese o francese possono essere richiesti alla Redazione.

Health check: il calendario

MAGGIO
Il 27 Commissione agricoltura: primo scambio di opinioni (Relatore On. Capoulas Santos, portoghese, PSE).
Il 25-27 Consiglio informale: primo scambio di opinioni.
GIUGNO 
Il 23 prima discussione ufficiale in Consiglio (presidenza slovena)
LUGLIO 
Il 14 presentazione del parere Capoulas Santos in commissione agricoltura Il 15 discussione in Consiglio (presidenza francese)
SETTEMBRE 
Il 9 discussione in commissione agricoltura
Il 21 Consiglio informale
Il 29 discussione in Consiglio
OTTOBRE 
Il 7 adozione del parere in commissione agricoltura
Il 27 discussione in Consiglio (difficile immaginare già un accordo politico)
NOVEMBRE 
Il 17-20 adozione del parere in sessione plenaria
Il 24 accordo politico sulla health check

Health check: cosa si dice in Europa
Come prevedibile la presentazione delle proposte legislative sullo stato di salute della PAC hanno provocato reazioni molto diversificate a livello comunitario. Molto duri i commenti del Copa-Cogeca, l’organizzazione che unisce il Comitato delle Organizzazioni Professionali Agricole dell’UE e la Confederazione Generale delle Cooperative Agricole dell’UE. Dalla bocca del vice Presidente del Copa, il tedesco Sonneleitner, escono parole di fuoco: “Le proposte della Commissione nel quadro della valutazione dello stato di salute non ci aiuteranno a raccogliere le sfide cui è confrontata l’agricoltura”.
“[…] questo non è semplicemente il momento opportuno per trasferire risorse volte a sostenere il ruolo di produzione degli agricoltori europei verso lo sviluppo rurale. Siamo pertanto contrari alla proposta della Commissione attinente alla modulazione. Sosteniamo lo sviluppo rurale ma la nostra priorità deve ora essere quella di assicurare che gli agricoltori siano in grado di ottimizzare il loro potenziale di produzione e, nel contempo, di rispettare le norme estremamente rigorose e costose dell’UE in materia di sicurezza alimentare, di protezione ambientale e di benessere degli animali”, ha spiegato il Vicepresidente (e Presidente della tedesca DBV). Ed ha continuato: “Non è neanche appropriato indebolire maggiormente i pochi meccanismi ancora a nostra disposizione per stabilizzare i mercati e offrire una rete di sicurezza agli agricoltori, come propone la Commissione. Gli ammassi pubblici di cereali nell’UE sono attualmente esauriti e i prezzi sono estremamente volatili. Ne risulta che i consumatori si trovano in una posizione molto vulnerabile”. Molto dura anche la reazione della principale organizzazione agricola francesa, la FNSEA, secondo cui “l’Europa trova le soluzioni sbagliate” e chiede al Ministro Barnier di correggere un testo che “porta diritti a sbattere contro il muro” “della deregolamentazione, braccio armato di un liberalismo distruttore”. Su una linea simile anche Asaja, principale associazione spagnola, secondo la quale “smantellare gli attuali meccanismi di mercato senza proposte alternative mette a rischio la sicurezza alimentare europea”. Tutta all’opposto la reazione oltre manica, dove il presidente della principale organizzazione agricola britannica (NFU), Peter Kendall, pur senza annunci trionfalistici definisce “nella buona direzione” la strada intrapresa dalla health check, anche se ancora poco ambiziosa. Le preoccupazioni maggiori riguardano possibili distorsioni concorrenziali date dal nuovo articolo 69 e da un disaccoppiamento che ancora non é totalmente applicato.

 

Il dibattito sullo Stato di salute della PAC entra nel vivo

Quote latte
Secondo quanto emerso dal primo scambio di opinioni tra i Ministri, le quote latte sono sicuramente il problema più delicato dell’health check. Un buon numero di Paesi (tra cui l’Italia, Spagna, Danimarca, Olanda, Irlanda, Polonia, Svezia e Regno unito) hanno chiesto un aumento maggiore rispetto al 5×1% proposto dalla Commissione (l’Olanda avrebbe chiesto il 5×2 o 3%). In interventi successivi il Ministro italiano ha inoltre messo sul tavolo delle discussioni altre possibili soluzioni, come lo studio di un’abolizione immediata del sistema o di un aumento immediato (anche più importante) invece che dilazionato negli anni.
Più cauti altri Paesi (Francia, Germania e Portogallo) secondo i quali l’aumento non dovrebbe essere fissato in anticipo. Austria, Portogallo, Belgio e Ungheria continuano ad opporsi all’abolizione del regime, nonostante la Fischer Böel abbia chiarito che si tratta di una decisione già presa nel 2003. Anche dalla discussione tecnica in sede di CSA sulle quote latte (sulla base dello studio di impatto) sarebbe emerso che per molti un aumento del 2% annuo risponderebbe meglio dell’1% alla necessità di un “atterraggio morbido”. Collegandosi a questa discussione, Francia, Germania e Austria hanno chiesto misure specifiche di accompagnamento per le aree di produzione lattiera vulnerabili (dalla Germania sarebbe stata espressa la necessità di un “fondo per il latte” compreso tra 0.5 e 2 miliardi di euro).

Articolo 69

Sempre dalla Germania sono state sottolineate difficoltà applicative interne per quanto riguarda il nuovo articolo 69 (articoli da 68 a 70). Il potenziale trasferimento di fondi da un settore all’altro creerebbe problemi in quanto comporterebbe trasferimento di fondi da un Lander all’altro. E allo stesso modo anche la risposta attraverso la modulazione e le nuove sfide dello sviluppo rurale (co-finanziato) creerebbe molti problemi ai ministri delle finanze degli stessi Lander. In termini più generali, comunque, si registrano commenti positivi sul nuovo articolo 69 con alcuni non meglio precisati suggerimenti per un allargamento dei settori che andrebbe a coprire; la Francia sembra inoltre orientata a chiedere un aumento del plafond massimo del 10% da destinare a tali misure.

Disaccoppiamento
Per quanto riguarda l’estensione del disaccoppiamento si confermano le richieste di Finlandia, Danimarca e Svezia per il mantenimento di un aiuto accoppiato al 75% per i premi al bovino maschio e si registrano le richieste dell’Italia per il tabacco, di Olanda e Finlandia per l’amido di patate e per i foraggi essicati. Altri Paesi hanno invece chiesto un disaccoppiamento totale generalizzato al più presto.

Modulazione
Tornando alla modulazione obbligatoria sembra essere più debole l’opposizione di Regno Unito e Germania nei confronti della modulazione progressiva. Varie le reazioni degli altri Ministri sui numeri della modulazione obbligatoria, anche se la maggior parte negative (alcuni hanno dichiarato l’aumento “troppo ambizioso” mentre altri si oppongono totalmente all’aumento oltre il 5% previsto nel 2003).
I testi delle proposte legislative sullo Stato di salute della PAC sono stati pubblicati, anche in lingua italiana, alla pagina web: http://ec.europa.eu/agriculture/healthcheck/index_fr.htm

(notizia del 21 luglio 2008)