Occupati nel settore agricolo veneto: report 2011


Gli occupati in agricoltura in Veneto nel 2011 sono circa 70.000 (+23% nell’ultimo biennio) ma dal 2000 la perdita di occupati è una caratteristica fisiologica e strutturale del sistema.

Secondo i dati Istat, diminuiscono in maniera più accentuata gli indipendenti (circa 46.000, – 32% rispetto al 2004), che continuano comunque a predominare, essendo il 67% degli occupati agricoli, a vantaggio di un continuo incremento dei dipendenti (23.500, +27% rispetto al 2004). A livello provinciale, gli occupati agricoli si concentrano prevalentemente a Verona (circa 21.900 addetti, 31% del totale regionale), seguita da Vicenza (11.000 unità, 15,7%).

Dall’analisi dei dati e dei report di Veneto Lavoro, l’agenzia veneta che gestisce la banca dati amministrativa Silv (Sistema informativo del lavoro veneto), emerge che negli ultimi tre anni (2009-2011) l’agricoltura ha presentato un saldo occupazionale positivo (assunzioni/cessazioni) per 451 unità, con un comportamento anti-ciclico rispetto agli altri settori lavorativi. Tuttavia, il saldo positivo dell’agricoltura corrisponde solo all’1% della perdita complessiva di occupati registrata nello stesso periodo a livello regionale (-68.200 addetti). Il saldo positivo è determinato in maniera esclusiva dall’aumento della manodopera straniera, mentre la componente italiana presenta un saldo negativo.

Altrettanto in controtendenza è peraltro il numero dei giovani imprenditori che si insediano nel primario, con un incremento costante sostenuto dal Programma di Sviluppo Rurale: negli ultimi tre anni sono stati 1.500 i nuovi imprenditori under 40 ad aver iniziato una nuova attività agricola in Veneto. 

Le assunzioni in agricoltura costituiscono circa il 6% del totale regionale e presentano una forte caratteristica di stagionalità(raccolta di frutta estiva e vendemmia autunnale). Per la quasi totalità si tratta di contratti di dipendenza (98,3% del totale delle assunzioni) a tempo determinato (95%): riguardano in prevalenza maschi, stranieri (62,3%), nella fascia di età (30-54 anni); e si concentrano soprattutto nella provincia di Verona (56,4%). Esse riguardano per la maggior parte lavoro operaio, in prevalenza manodopera non qualificata (70% dei casi) e in misura meno rilevante personale specializzato (20%).

Si tratta per lo più di braccianti agricoli da impiegare nelle attività stagionali. La durata dei contratti, infatti, per il 20% non supera 1 mese di lavoro, il 60% si conclude entro tre mesi, per l’80% non supera i sei mesi. Distinguendo tra figure professionali richieste, hanno saldi occupazionali positivi nel periodo 2008-2010 gli operatori agricoli, i giardinieri, gli operatori di vinificazione e delle lavorazioni lattiero-casearie; presentano saldi negativi soprattutto gli operatori del verde e quelli agro-alimentari.

L’utilizzo dei voucher lavoro è in aumento. Nel 2011 il 60% del totale dei voucher è stato utilizzato in agricoltura: 591 mila per attività agricole stagionali e 463 mila per non stagionali. A livello provinciale vengono utilizzati in prevalenza a Treviso (26% del totale), Vicenza (19%) e Padova (16%) con un picco nei mesi estivi. I voucher corrispondono a circa 210.000 giornate/uomo di lavoro (stima Inps), pari a circa 930 lavoratori a tempo pieno/ anno; pari all’8% delle giornate lavorative dei dipendenti agricoli a tempo determinato.

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occupati agricoli in Veneto