03.09.2015 occupati agricoli 2014: Veneto in “calo” gli imprenditori


È però una caratteristica fisiologica e strutturale del sistema, che chiede imprese sempre più strutturate; crescono perciò i dipendenti (+8,1%) ma non gli occupati totali (-27% sul decennio); difficile il ricambio generazionale.

Dopo la consistente ripresa degli addetti registrata nel periodo 2009/12, nel biennio 2013/14 i dati sugli occupati agricoli veneti registrano un calo del 16% rispetto al 2012 e del 27% nell’ultimo decennio. Gli occupati in agricoltura in Veneto nel 2014 sono ulteriormente scesi a poco meno di 63.000 unità (-3,9% rispetto al 2013). Rispetto al dato nazionale, che nel 2014 è rimasto sostanzialmente sugli stessi livelli dell’anno precedente (circa 815 mila occupati agricoli), il Veneto ha subìto una perdita di addetti più consistente.

Sono questi alcuni degli aspetti più interessanti che emergono dal continuo monitoraggio degli occupati nel settore agricolo e dalle analisi realizzate dagli esperti di Veneto Agricoltura sui dati Istat.

La tendenza di fondo degli ultimi dieci anni è quindi sostanzialmente negativa, tranne alcuni anni in cui si sono verificate delle temporanee riprese, a conferma che la perdita di occupati in agricoltura sembra essere una caratteristica fisiologica e strutturale del sistema, al pari della diminuzione delle imprese agricole.

Nel lungo periodo (2004-2014) ciò riguarda in particolare i maschi, che negli ultimi dieci anni sono scesi in Veneto del 28,7%, mentre in Italia sono diminuiti “solo” del 14,1% e gli indipendenti, costituiti quasi del tutto da imprenditori agricoli (-36,5% nella nostra regione, con un risultato sopra la media per i maschi, rispetto ad una flessione del 28,9% a livello italiano).

In controtendenza invece il dato degli occupati dipendenti, che rispetto al 2004 sono aumentati in Veneto del +8,1% (generato da una crescita del 4,8% dei maschi e del 18% delle femmine), mentre in Italia la variazione è negativa (-2,3%).

“La perdita di occupati non è di per sé un dato negativo, va interpretato, affermano gli analisti economici dell’Osservatorio Economico Agroalimentare di Veneto Agricoltura. Ad esempio, il fatto che diminuiscano gli indipendenti e ci sia un “effetto sostituzione” con gli occupati dipendenti, può significare la fuoriuscita dal mercato di quelle aziende agricole più piccole e marginali e con conduttori in età molto avanzata, realtà non in grado di competere e incidere in maniera significativa sulla realtà produttiva e che è una caratteristica strutturale del mercato del lavoro nel settore agricolo veneto”.

Si va quindi verso imprese sempre più strutturate (costituite in forma societaria), che utilizzano manodopera dipendente, con qualche forma di organizzazione e gestione per funzioni aziendali manageriali.

Nel Report 2014 di Veneto Agricoltura (integrale su www.venetoagricoltura.org/basic.php?ID=4938)vengono inoltre analizzati anche i dati forniti da Veneto Lavoro e ricavati dal Silv (Sistema informativo sul lavoro veneto), e dalla banca dati Inps, che fornisce informazioni sugli occupati agricoli dipendenti, autonomi e sulle aziende con dipendenti per regione, oltre che ai dati sull’utilizzo dei voucher lavoro.

Interessante l’analisi sull’età degli occupati in agricoltura: se dal punto di vista del tessuto imprenditoriale c’è un difficile ricambio generazionale e un progressivo invecchiamento dei titolari di aziende, per l’occupazione dipendente l’agricoltura rappresenta ancora un settore di interesse capace di attirare forza lavoro giovane. Infatti mentre i lavoratori autonomi di età inferiore ai 35 anni rappresentano una quota di appena il 10% del totale, e prevalgono gli occupati indipendenti con più di 50 anni (58%), i lavoratori agricoli dipendenti “giovani” con meno di 35 anni sono il 39% del totale (quota invariata nel 2013 rispetto ai 5 anni precedenti) e quelli con più di 50 anni sono solo il 23% (in diminuzione di quattro punti percentuali), mentre prevalgono i lavoratori di età compresa tra 35 e 49 anni (38%).

Ufficio Stampa