Bollettino Colture Erbacee n. 48 del 13.6.19 – CIMICE ASIATICA

CIMICE ASIATICA 
(In collaborazione con Unità Organizzativa Fitosanitario della Regione Veneto e Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse Naturali e Ambiente dell’Università degli Studi di Padova)

La cimice asiatica Halyomorpha halys (Stål) è un insetto originario dell’Asia orientale (Cina, Taiwan, Corea, Giappone) la cui presenza è stata registrata in Veneto nel 2015. La presenza di questa cimice è già stata segnalata in altri paesi europei e negli USA. La forma e le dimensioni sono simili ad altre cimici autoctone, come la cimice verde Nezara viridula, ma la cimice asiatica presenta una colorazione scura grigio-brunastra. Gli adulti e gli stadi giovanili possono essere riconosciuti per il capo a forma “rettangolare”, per la presenza di una banda bianca alla base e all’apice del penultimo segmento antennale e per la presenza di bande biancastre sulle zampe (foto 1). Inoltre gli stadi giovanili non sono alati e presentano delle spine ai lati del capo e del pronoto osservabili con una lente (foto 2).
Lo svernamento avviene allo stadio di adulto in ricoveri naturali o artificiali. In primavera gli adulti lasciano i siti di svernamento e si spostano sulle piante, dove si nutrono e si accoppiano. La fase di ovideposizione di norma inizia a maggio e può durare fino ad agosto. La schiusura delle uova avviene in circa 3-4 giorni e, a 25°C, lo sviluppo da uovo ad adulto si completa in circa 35 giorni. Nelle regioni temperate dell’Asia la cimice può completare una generazione per anno e sviluppare una seconda generazione parziale; nella Cina meridionale sono state riportate fino a sei generazioni annuali. Nell’Italia settentrionale l’insetto può sviluppare fino a due generazioni annuali.
Halyomorpha halys è un fitomizo che si alimenta soprattutto sui frutti in maturazione. Questo insetto rappresenta un problema importante per la frutticoltura, ma sono stati segnalati danni con perdite di produzione anche su seminativi, in particolare su mais e soia. Su mais la presenza della cimice è stata osservata soprattutto a partire dalle fasi di maturazione lattea, mentre su soia l’aumento delle densità d’infestazione si osserva dalla fase R3 formazione e sviluppo del bacello. La cimice può pungere i baccelli e le cariossidi causando perdita di turgore e raggrinzimento. Inoltre le piante di soia infestate subiscono un ritardo nel disseccamento, con conseguente rallentamento nella maturazione. Su queste colture, in particolare su soia, la cimice tende ad aggregarsi ai margini dei campi. L’insetto non rappresenta alcun pericolo per la salute umana, anche se può destare preoccupazione in autunno quando le popolazioni si aggregano per passare l’inverno nelle abitazioni.
E’ stato osservato che gli adulti possono essere catturati nelle trappole luminose in uso per il monitoraggio della piralide del mais.

L’Unità Organizzativa Fitosanitario della Regione Veneto in collaborazione con il Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse Naturali e Ambiente dell’Università degli Studi di Padova ha avviato un’attività di monitoraggio sulla presenza della cimice nel territorio veneto. I risultati relativi alla presenza sulle colture erbacee saranno pubblicati su questo bollettino, per quanto riguarda le altre colture le informazioni sono disponibili sui bollettini fitosanitari redatti dall’Unità Organizzativa Fitosanitario della Regione Veneto (https://www.regione.veneto.it/web/agricoltura-e-foreste/difesa-colture).

Aggiornamento al 12.6.19

La popolazione di cimice asiatica attualmente presente in campo è caratterizzata dalla presenza di adulti svernati in fase di ovideposizione e stadi giovanili di prima età. La presenza della cimice riguarda soprattutto le colture frutticole, mentre è attualmente marginale su colture erbacee.

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