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11.10.2007 “Stato di salute” della PAC: le prime indiscrezioni

Plafonamento, degressività, modulazione… sono solo alcuni dei termini che con più frequenza si sentono ripetere nei corridoi di Bruxelles relativamente alla prossima “Health Check” o “Stato di salute della PAC”. Cominciano, infatti, ad emergere i primi particolari relativi alla Comunicazione che la Commissione europea presenterà il prossimo 20 novembre. Non sembrano esserci ancora cifre e dettagli importanti, però, in generale potrebbe disegnarsi uno scenario in cui tutti i pagamenti (o quasi) sarebbero disaccoppiati dalla produzione (si salverebbe l’aiuto alla vacca nutrice, che rimarrebbe ancora accoppiato, e forse altri aiuti specifici). Inoltre, secondo le intenzioni di Bruxelles, le aziende agricole di dimensioni maggiori potrebbero subire un taglio degressivo agli aiuti, attraverso il cosiddetto plafonamento, mentre aumenterà la percentuale di modulazione obbligatoria. Per quanto riguarda la degressività degli aiuti, la Commissione sarebbe intenzionata a proporre un taglio degli stessi a seconda della grandezza dell’azienda: in base all’esempio che sarebbe riportato nella Comunicazione, le aziende che oggi ricevono più di 100.000 euro potrebbero subire un taglio del 10%, quelle che percepiscono più di 200.000 euro perderebbero il 25% degli aiuti, quelle al di sopra dei 300.000 euro di contributi vedrebbero ridotti del 45% i fondi comunitari oggi a disposizione. In materia di modulazione, invece, se gli annunci degli ultimi mesi indicavano un aumento progressivo che avrebbe portato al 10% la percentuale dei fondi del primo pilastro (spese di mercato) obbligatoriamente incanalati nel secondo (sviluppo rurale), rispetto al 5% attuale, la Fischer Böel avrebbe l’intenzione di innalzare tale percentuale fino al 13%. In che modo? Attraverso un aumento progressivo, dal 2009 al 2013, del 2% annuo. Per quanto riguarda altri settori specifici, si conferma l’intenzione di abolire in via definitiva il set-aside obbligatorio e la volontà di introdurre misure transitorie verso l’abbandono del sistema delle quote latte, che entrerebbe a regime dopo il 2015: la più gettonata sarebbe l’aumento delle quote, peraltro già richiesto per l’anno in corso da alcuni Paesi. É importante ricordare che non si tratta di una proposta legislativa ma di una Comunicazione (peraltro ancora interna alla Commissione e quindi suscettibile di numerose modifiche), che ha il compito di lanciare il dibattito. La prossima primavera dovrebbero essere presentate le diverse proposta legislative.
(Fonte: Europe Direct Carrefour del Veneto)