Domenica, 19 Novembre 2017 CercaCerca  
13.06.08 Mestre, acque pulite e sicurezza idraulica con "Nicolas"

Presentati da Veneto Agricoltura e dal Consorzio di Bonifica Dese Sile, gli eccellenti risultati di un progetto di fitodepurazione realizzato dai due enti.

Si chiama “Nicolas”, (acronimo di Nitrogen Control by Landscape Structures in Agricultural Environment) il progetto di fitodepurazione naturale sviluppato da Veneto Agricoltura e dal Consorzio Dese Sile che analizza l’azione benefica di alcune specifiche piante e siepi utilizzate per contrastare l’effetto dell’azoto sulla salubrità dell’acqua dei nostri fiumi. Ottimi i risultati ottenuti dalla sperimentazione e presentati oggi a Mestre presso la sede Consorzio di Bonifica Dese Sile: Paolo Dalla Vecchia presidente del Consorzio e Giustino Mezzalira Direttore Sezione Ricerca e Sperimentazione di Veneto Agricoltura hanno illustrato alla stampa quanto il rimboschimento selettivo lungo i corsi d’acqua possa concretamente ostacolare l’azione dannosa di sostanze inquinanti come l’azoto. Il progetto è stato realizzato dai ricercatori Bruna Gumiero e Bruno Boz incaricati dal Consorzio che ha anche curato la gestione idraulica del sito, mentre Veneto Agricoltura, oltre a mettere a disposizione i terreni, ha seguito la realizzazione e la gestione degli impianti forestali.

Nei primi anni di monitoraggio, i ricercatori hanno evidenziato quanto le fasce arboree-tampone piantumate nell’azienda agricola sperimentale “Diana” di Veneto Agricoltura a Mogliano Veneto abbiano trattenuto oltre il 60% dell’azoto totale presente nelle acque del Fiume Zero. Il dato quindi conferma ampiamente la funzionalità dei sistemi forestali nella depurazione delle acque e mostra inoltre una potenziale capacità di sottrazione ben superiore a quella effettivamente riscontrata, tanto che nel corso dei prossimi anni si proverà ad aumentare i volumi di immissione al fine di stabilire la capacità massima depurante del sistema.

I dati raccolti verranno poi impiegati anche per implementare e tarare il cosiddetto modello REMM (Riparian Ecosystem Management Model), uno strumento che consente di stimare in anticipo l’efficacia di ritenuta degli inquinanti da parte dei sistemi vegetali di depurazione.

Da sottolineare che questo sistema di depurazione è assolutamente “naturale”, i cui effetti positivi di riflettono anche sull’ambiente. In primo luogo le siepi e le aree boscate determinano il miglioramento del paesaggio agricolo, risultato estremamente importante nel contesto fortemente urbanizzato del nostro territorio. In particolare le aree forestali lungo i corsi d’acqua assolvono anche un’efficace azione di riqualificazione fluviale aumentando inoltre la sicurezza idraulica. E’ stata incrementata la biodiversità del territorio, considerato che le specie arboree impiagate sono state scelte tra quelle tipiche della nostra regione. Inoltre, la gestione di aree forestali come quella dell’azienda Diana di Mogliano riesce a garantire periodicamente la produzione di biomassa da destinare alla produzione di energia rinnovabile alternativa ai combustibili fossili.

Ufficio Stampa