Domenica, 19 Novembre 2017 CercaCerca  
14.11.08 Ulderigo Bernardi: agropolitano, il territorio veneto ha profonde le sue radici

Non solo fabbriche e capannoni: l’operoso Veneto, quello delle imprese familiari che esportano in tutto il mondo, è prima di tutto un territorio “agropolitano”, frutto di una millenaria cultura rurale da cui gli stessi veneti traggono linfa per emergere con creatività e caparbietà nel mondo globale.

A coniare il neologismo “agropolinato” è il prof. Udelrico Bernardi che oggi, alla presentazione del libro “Attraverso il Veneto”, edito da Regione e Veneto Agricoltura all’interno del programma comunitario “Leader” e di cui il sociologo è anche uno degli autori, usa questo termine per contrapporlo al concetto di “agglomerato metropolitano” affibbiato, a torto, alla realtà veneta.

Dalle Dolomiti all’Adriatico, dal Mincio al Tagliamento, resistono al progresso vaste aree rurali di indubbio valore ambientale e culturale: una molteplicità di borghi, paesaggi, valli e soprattutto floride campagne, tasselli di un panorama variegato, ben descritto nelle pagine del libro, che gli stessi GAL (Gruppi di Azione Locale), realtà pubblico-private beneficiarie dei fondi del programma “Leader”, hanno contribuito a valorizzare e promuovere grazie a centinaia di progetti di sviluppo realizzati nel territorio mediante i fondi “start off” del programma comunitario.

Dal 1989, da quando sono partite le iniziative europee Leader per lo sviluppo delle aree rurali, i GAL sono riusciti ad animare attori pubblici e privati e veicolare fondi comunitari per incentivare la crescita delle realtà agricole, attraverso progetti di recupero ambientale, formazione, valorizzazione turistica e promozione del territorio, nonché dei prodotti tipici e delle tradizioni culturali. A quest’opera ha contribuito anche Veneto Agricoltura mediante iniziative di informazione e comunicazione per far conoscere, anche grazie a questa pubblicazione conclusiva del programma Leader, quanto il Veneto sia ancora prevalentemente e caparbiamente “agropolitano”.

 

 

Ufficio Stampa