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22.12.2008 Il futuro della PAC

In Consiglio agricoltura emergono le prime importanti divergenze. Il dibattito entrerà nel vivo nel prossimo semestre
Il Consiglio agricoltura straordinario non ha raggiunto l’unanimità sul progetto di conclusioni proposto dalla Presidenza francese sul futuro della PAC dopo il 2013. Durante il dibattito sono emerse chiaramente le prime importanti divergenze tra chi vuole “salvare” la PAC ed i suoi storici obiettivi e modalità di finanziamento e chi invece la vuole smantellare. Non stupirà constatate che l’approvazione del documento francese è venuto da Regno unito, Svezia e Lettonia ma anche altri Paesi avrebbero detto un “si” molto condizionato. Il documento non è dunque stato oggetto del vertice europeo dell’11 e 12 dicembre, in cui i 27 Stati membri si sono limitati ad una breve dichiarazione che ha ribadito il ruolo chiave dell’agricoltura per l’indipendenza e la sicurezza alimentare, lo sviluppo territoriale e l’equilibrio ambientale dell’UE. Il dibatto comunque entrerà ancora più nel vivo nel prossimo semestre, che vedrà la Repubblica Ceca come Presidente di turno dell’UE. E a leggere le recenti dichiarazione del Ministro ceco Gandalovic si prospettano momenti molto caldi: “dopo il 2013 la PAC dovrà essere meno cara, più flessibile e più giusta”. Il Consiglio agricolo informale di fine maggio sarà interamente dedicato a questo argomento.