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12.06.09 Ortofrutticolo 2008, bene i mercati di VR, PD e TV, ma...

Cresce dell’11% il volume degli scambi veneti. Più forti i grossisti e distribuzione moderna, ma diminuiscono i prodotti veneti.

 

Aumentano le quantità commercializzate nei mercati ortofrutticoli del Veneto, ma diminuiscono i prodotti di origine regionale, mentre aumentano le spedizioni verso l’estero di prodotti provenienti da altre regioni italiane.

È questo in sintesi quello che emerge dai dati forniti dai mercati all’ingrosso, raccolti ed analizzati dagli esperti dell’Osservatorio Economico di Veneto Agricoltura . Gli scambi hanno raggiunto, nel 2008, circa 1.234.300 tonnellate ( +11% rispetto al 2007), principalmente concentrati nei mercati di Verona , Padova e Treviso , che assieme veicolano oltre l’ 80% delle merci introdotte nei mercati veneti. Il 57% delle merci proviene da altre regioni italiane (principalmente agrumi dal Sud Italia), mentre solo il 24% delle merci proviene dal territorio regionale (circa 295 mila tonnellate). Questo valore rappresenta solo il 22% della produzione ortofrutticola regionale realizzata nel 2008, mentre nel 1980 la quota di prodotto veneto veicolata attraverso i mercati era del 43% , dato sintomatico della crescita dei grossisti : i principali “fornitori” dei mercati infatti, non sono più i produttori agricoli singoli o organizzati in OP e cooperative, ma altri commercianti e grossisti.

Cambiano anche le destinazioni delle merci: si attenua l’importanza delle spedizioni nazionali, a favore di quelle che rimangono entro i confini regionali. Balzo in avanti invece per le esportazioni, salite a oltre 450 mila tonnellate (+25% rispetto al 2007), costituendo ormai il 38% delle merci vendute attraverso i mercati.

L’analisi di Veneto Agricoltura conferma dunque il ruolo dei grossisti, principali acquirenti delle merci, anche se la quota di prodotto da essi concentrata è passata negli ultimi cinque anni dal 62% al 56%. In forte crescita invece la quota che viene acquistata dalle strutture della Distribuzione Moderna (23% nel 2008, quasi raddoppiata rispetto al 2004). Residuali e in generale flessione gli acquisti dei dettaglianti (fissi e ambulanti), dell’Ho.re.ca. (hotel, ristoranti, catering) o di altri soggetti (privati cittadini, industria, ecc.).

Emerge inoltre che solo i mercati di redistribuzione (Verona, Padova e Treviso) presentano una costante crescita degli scambi, che dal 2000 sono aumentati di oltre il 33%. Le altre due tipologie di mercati evidenziano un andamento negativo. In particolare quelli al consumo (Venezia-Mestre, Vicenza e Bassano del Grappa), registrano un certo ridimensionamento: nel 2008 la quantità di merce scambiata è diminuita del 40% rispetto al 2000. Anche i mercati alla produzione presentano un calo che tuttavia sembra essersi abbastanza stabilizzato a partire dal 2003; nel 2008 la flessione degli scambi è stata pari al 26% rispetto al 2000.

I mercati stanno dunque diventando delle vere e proprie piattaforme di rilancio dei prodotti ortofrutticoli non solo regionali, ma anche nazionali, verso tutto il nord Italia e soprattutto all’estero.

 

Ufficio Stampa