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21.08.09 Ambiente, ValleVecchia (Caorle), ancora danni

Ignoti hanno rubato nei giorni scorsi a ValleVecchia (Caorle – Ve) due pannelli solari fotovoltaici e delle strumentazioni in grado di regolare la salinità dell’acqua usate nell’ambito delle attività sperimentali di Veneto Agricoltura, l’Azienda Regionale che ha in gestione l’area.

Il materiale prelevato ha un valore di circa 3.500 €, ma il danno maggiore è il durissimo colpo alla funzionalità del sistema sperimentale, unico in Italia, realizzato da Veneto Agricoltura ed i cui risultati stanno interessando centri di ricerca in tutta Europa, facendo di Vallevecchia uno straordinario laboratorio a scala territoriale in cui si studiano temi di grandissima rilevanza ambientale ed agricola.

È stata presentata denuncia per furto aggravato presso la stazione dei Carabinieri di Villanova di Fossalta di Portogruaro (VE), e nei prossimi giorni, in occasione di un incontro programmato con il locale Consorzio di Bonifica e con il Comune di Caorle, l’Amministratore Unico di Veneto Agricoltura, Paolo Pizzolato, tornerà a chiedere con forza la chiusura delle strade interne del comprensorio per cercare di creare un deterrente al manifestarsi sempre più preoccupante di atti vandalici.
Ricordiamo che presso l’Azienda Pilota e Dimostrativa ValleVecchia di Veneto Agricoltura (Azienda Regionale per i Settori Agricolo Forestale e Agro-alimentare) di Caorle (VE) è in atto una importante esperienza di utilizzo delle acque piovane dilavate dai campi, che dopo processi di fitodepurazione vengono rimesse in circolo nel comprensorio.
L’attività di ricerca e sperimentazione nel comprensorio di ValleVecchia ha lo scopo di quantificare i benefici ambientali attesi in seguito all’entrata in funzione di nuove opere, mediante il proseguimento del monitoraggio della qualità delle acque superficiali aziendali.
Dal 2006 sono stati realizzati un sostegno idraulico (paratoia a doppia soglia) sul Canale Sbregavalle per incrementarne il livello medio e una nuova area umida con funzioni di bacino di accumulo di acqua di sgrondo. Queste opere, gestite con continuità e in funzione delle precipitazioni, consentono di ottenere una riduzione del deficit irriguo aziendale, di contrastare le infiltrazioni delle falde saline, provocate dalla vicinanza del litorale e di limitare i volumi d’acqua scaricati dall’idrovora aziendale comportando una diminuzione dei carichi di inquinanti versati nel Canale Cavanella.
Gli effetti di miglioramento ambientale potranno essere verificati e quantificati grazie alla prosecuzione, per alcuni anni, del monitoraggio condotto negli anni scorsi. Questi atti vandalici compromettono le sperimentazioni in atto.

 

Ufficio Stampa