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30.06.10 Vino veneto, è già un marchio per l'estero

Il vino veneto, ha sostenuto ieri a Conegliano l’Ass. Reg.le Manzato, ha una forte identità che si difende bene all’estero. Sfida del 2010: investire in qualità e promozione per far fronte alla crisi.

“Il nostro investimento sulla qualità dev’essere costante”. Ha esordito così l’Assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato al meeting di ieri a Conegliano (TV) organizzato da Veneto Agricoltura in collaborazione con Regione e CRA-VIT di Conegliano su “Lo stato del vigneto veneto e prime previsioni produttive per il 2010”. Infatti la qualità dei nostri vini è ormai data per scontata perché il vino veneto è di fatto un marchio che ci rende vincenti sul mercato internazionale. “Per questo la Regione - continua Manzato - sarà vicina alle imprese venete affinché si presentino come una forza unica per rilanciare il comparto vitivinicolo all’estero. I consorzi devono fare sistema per la promozione del prodotto vino. In questo momento di difficoltà infatti dobbiamo aggredire i mercati e non difenderci”. Concorde l’appello di Paolo Pizzolato, Amministratore Unico di Veneto Agricoltura. “Solo creando sinergia - ha detto Pizzolato - riusciamo a proporre qualcosa di nuovo per il Veneto. Dobbiamo lavorare per un futuro che possa dare luce alle aziende venete, che devono presentarsi unite sul mercato estero”. Puntare sulla qualità e fare sistema: è stata questa la voce unanime emersa dal dibattito sull’export che ha visto coinvolti nomi importanti del mondo del vino, quali Vasco Boatto, Università di Padova, Andrea Quattrocchi, ICE, Giancarlo Prevarin, Gruppo Collis, Emilio Pedron, Gruppo Italiano Vini, Raffaele Boscaini, Azienda Masi. Tutti concordi nel dire che il vino veneto è un prodotto di alta qualità, un marchio da difendere, che non va banalizzato sul mercato estero abbassando i prezzi. Che si deve fare allora? Bisogna investire in promozione e comunicazione del prodotto. Senza abbassare la guardia sulla qualità, ormai quasi un prerequisito, puntando sull’identità e sul rapporto con il territorio e la sua storia. Tutto questo al Veneto non manca. Il Prof. Vasco Boatto ha ricordato inoltre che grazie all’OCM Vino la Regione metterà a disposizione 5 milioni di euro per la promozione sui mercati internazionali: si tratta di un’opportunità strategica per il settore vitivinicolo, che la Regione intende sfruttare al massimo.

Ricordiamo infatti che nel 2009 il vigneto veneto ha prodotto 1,1 milioni di tonnellate di uva da vino, nessun’altra regione italiana ha fatto meglio. La produzione di vino e mosto è stata pari a 8,1 milioni di ettolitri, con un aumento di ben il +25% per le produzioni DOCG e DOC. Il Veneto esporta oltre un quarto del vino italiano (28,6%) per un totale che sfiora il miliardo di Euro (992.500.000), soprattutto in Germania, USA e Regno Unito. Il vino made in Veneto rimane dunque uno dei campioni della nostra economia.

L’incontro di ieri si è tenuto presso la nuova Aula Magna dell’Università di Padova a Conegliano (TV, vicino all’Istituto “Cerletti”). Una vera novità, che anticipa senza sostituirlo, quello tradizionale delle Previsioni vendemmiali di Veneto Agricoltura, già programmato per il prossimo 1° settembre.

Ufficio Stampa