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17.09.2010 - Riducareflui: in soccorso alla zootecnia

Le difficoltà con la Direttiva Nitrati. Il progetto “RiduCaReflui” di Regione e Veneto Agricoltura, che offre nuovi orizzonti per le aziende zootecniche. Il 23 settembre presentazione del progetto e visita tecnica a Tezze sul Brenta (VI)

Proseguono gli appuntamenti del progetto RiduCaReflui (Riduzione del carico inquinante generato dai reflui zootecnici nell’area del Bacino Scolante della Laguna veneta), una risposta concreta alle esigenze della zootecnia. Il prossimo venerdì 23 settembre, alle ore 09.00, presso il Park Hotel Italia di Tezze sul Brenta (VI), RiduCaReflui verrà presentato insieme alla Sperimentazione sulle Aree Forestali di infiltrazione (AFI) per il ricarico della falda.

Dalle 11.00 si proseguirà con una visita tecnica presso la Società Agricola Agrifloor, sempre a Tezze, dove le deiezioni bovine sono sottoposte a digestione anaerobica in condizioni mesofile, cioè con temperature tra i 20° e i 40° gradi, e dove dal 2009 due ettari di superficie aziendale sono convertite in AFI.

L’appuntamento è rivolto in particolare a tecnici pubblici e privati e imprenditori direttamente coinvolti nelle tematiche della gestione dei reflui zootecnici. Info e Prenotazioni: 049/8293920 – divulgazione.formazione@venetoagricoltura.org.

RiduCaReflui”, come detto, è l’importante progetto di Regione e Veneto Agricoltura nato con l’obiettivo di ridurre i carichi inquinanti derivanti dai reflui zootecnici), nell’area del bacino scolante della Laguna di Venezia; ma anche mirato alla produzione di energia (di biogas, a monte del trattamento dei reflui) o alla valorizzazione agronomica delle deiezioni, cioè il loro uso in campagna (valorizzazione degli effluenti con trattamenti conservativi dell’azoto).

Sullo sfondo l’applicazione della cosiddetta Direttiva Nitrati (676/91/CE), emanata dalla UE per regolamentare lo spargimento dei reflui zootecnici nei terreni agricoli, al fine di ridurre l’inquinamento da nitrati nelle acque superficiali e profonde. Direttiva recepita a livello nazionale e applicata con specifici provvedimenti regionali. E proprio per questo motivo un utilizzo diverso del “digestato”, analizzato e divulgato col progetto “Riducareflui”, potrebbe agevolare le aziende zootecniche, prospettando alle stesse soluzioni logistiche, tecnologiche e contrattuali più convenienti per il trattamento degli “effluenti animali”, e compatibili con i parametri di Bruxelles.

 

Ufficio Stampa