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29.10.2010 Biodiversità, favorire le produzioni locali di nicchia

A Ceregnano una “gene bank” di melo e pero: ci sono il Pom Ruggine, il Moscatello, la mela Rosa Gentile o il Pero Trentosso. Quasi 200 varietà pomologiche.

In Veneto, fino a pochi decenni fa, la maggior parte delle aziende agricole coltivava pochi alberi di molteplici varietà: oggi queste stanno rapidamente scomparendo. “Progetto di recupero e salvaguardia delle biodiversità frutticole del Veneto” è la pubblicazione che Veneto Agricoltura ha dedicato al recupero delle specie di melo e pero in Veneto. E’ l’Anno internazionale della Biodiversità: ebbene, allo scopo di ovviare alla scomparsa di queste tipiche e tradizionali varietà locali di melo e pero, Veneto Agricoltura, fin dagli anni ’90, ha avviato un programma di reperimento, coltivazione e caratterizzazione del “germoplasma autoctono”, quindi della base genetica delle varietà. Un vero e proprio tesoro conservato presso l’azienda Sasse–Rami di Ceregnano (RO), oggetto continuo di osservazioni e verifiche vegetative, pomologiche e organolettiche.
L’attività di recupero e conservazione dell’Azienda regionale ha portato, fino ad oggi, al reperimento di ben 136 varietà di melo e di 62 di pero; in questo volume sono presentate le cosiddette “schede pomologiche” delle prime 32 varietà di melo e 19 di pero. Tra queste la Rosa Gentile, mela profumata e croccante dell’ area pedemontana, il Pom Ruggine delle Prealpi Vicentine, il Moscatello della provincia di Rovigo, la Madonna delle nevi dei Colli Euganei, il Pero Trentosso della zona della Valpolicella, per citarne alcune.
L’obiettivo di Veneto Agricoltura attraverso il progetto è quello di procedere alla identificazione e valorizzazione delle varietà autoctone di melo e pero nell’ottica di una frutticoltura volta alla riscoperta degli antichi sapori e per la salvaguardia del loro patrimonio genetico. Ovvero costituire una “gene bank” frutticola che risponda a quanto auspicato dalla Convenzione sulla Diversità Biologica di Rio de Janeiro del 5 giugno 1992. Ricorda l’Amministratore Unico Paolo Pizzolato che finalità della conservazione di queste varietà è anche l’utilizzazione delle più interessanti tra di loro per costituire piccoli frutteti per produzioni di nicchia nei luoghi d’origine, valorizzando così le loro potenzialità; altro traguardo, molto concreto, resta quello di poterle utilizzare nei programmi di miglioramento genetico a fini commerciali.

Ufficio stampa