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15.03.2011 Mercato dei cereali attualmente in flessione: si riprenderà

L’evoluzione del mercato dei cereali ha registrato, negli ultimi mesi, un rinnovato trend di crescita dei prezzi dei futures di frumento, mais e soia sui principali mercati internazionali. Dopo la flessione di novembre, con le fisiologiche “prese di posizione” degli operatori che hanno monetizzato i rialzi dei mesi precedenti, a partire dal mese di dicembre è iniziato un rally ascendente che è continuato fino allo scorso mese di febbraio.

Gli incrementi possono essere ricondotti ad un maggior interesse della domanda, intenzionata a “coprirsi” per “l’avanti”, cioè a garantirsi la disponibilità del prodotto per i mesi futuri.

Gli effetti del raggiungimento di tale obiettivo si sono notati nello scorso mese di febbraio, quando, una volta effettuate le scorte per i mesi successivi, la domanda è stata meno rilevante traducendosi in un calo delle quotazioni nell’ultimo mese. Su tale dinamica hanno inciso, in parte, anche le recenti evoluzioni politiche che hanno coinvolto i paesi del Nord Africa, tradizionali acquirenti di grano, la cui domanda di prodotto sul mercato internazionale è in diminuzione.

Ritornando ai fondamentali del mercato, e quindi alla domanda e offerta, le ultime stime dello USDA (Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti) indicano:

- per il frumento, la produzione a fine campagna commerciale 2010-2011 dovrebbe attestarsi a circa 647 milioni di tonnellate, in calo del 5% rispetto alla campagna 2009-2010 ma soprattutto inferiore di circa 15 milioni di t rispetto ai consumi, stimati a circa 663 milioni di t. Le scorte tuttavia si mantengono su livelli elevati a circa 182 milioni di tonnellate. Rispetto alle precedenti stime, nell’ultimo mese l’offerta mondiale è stata rivista al rialzo, in virtù di un miglioramento delle rese di produzione, che innalzano di un milione di tonnellate le quantità previste per il prossimo raccolto in Australia (26 milioni di t) e in Argentina (15 milioni di t).

- per il mais, la produzione mondiale a fine campagna 2010-2011 è attesa a circa 814 milioni di tonnellate, un dato invariato rispetto alle precedenti stime e praticamente sullo stesso livello della campagna 2009-2010. Il dato è frutto di una variazione negativa prevista per il raccolto messicano (22 milioni di t, -2 milioni di t) controbilanciata da un miglioramento delle stime per quello del Brasile, dove l’incremento delle superfici coltivate e delle rese produttive fa stimare un raccolto che dovrebbe attestarsi a circa 53 milioni di tonnellate. Tuttavia anche per il mais, il continuo incremento dei consumi, previsti (835 milioni di t, +2,5 rispetto al 2009-2010) superano di oltre 20 milioni le quantità prodotte, riducendo le scorte finali attese a fine campagna a circa 123 milioni di t (-14,5% rispetto alla precedente campagna commerciale).

- per la soia, la produzione per la campagna 2010-2011 viene stimata in aumento di circa 2 milioni di tonnellate e dovrebbe attestarsi a circa 258 milioni di tonnellate, sugli stessi livelli della precedente campagna 2009-2010. L’incremento è da imputarsi al miglioramento delle rese produttive in Brasile, dove è atteso un raccolto a livello record di circa 70 milioni di tonnellate (+1,5 milioni di t) e in Cina (oltre 15 milioni di t). L’aumento più che proporzionale dei consumi (257 milioni di t, +8% rispetto al 2009-2010) lascia comunque invariati gli stock a fine campagna, attesi a circa 58 milioni di t).

Come sempre, fare previsioni per il futuro diventa molto complesso, per il numero di fattori e variabili che possono incidere sul mercato. A questo punto della campagna, tuttavia, rilevanti sconvolgimenti nelle stime di produzione, commercio, consumo e scorte finali sono sempre meno probabili, a meno di eventi esterni al normale andamento agricolo, che attengono alla situazione politica, all’economia, ad eventi naturali di carattere generale.

La situazione di mercato per il breve periodo, visto anche le confermate disponibilità di prodotto, sembra definita da un tendenziale raffreddamento della domanda, che potrebbe durare per i prossimi mesi, in quella che potremmo definire la classica fase di attesa pre-raccolto. A movimentare le quotazioni potrebbero contribuire le prime stime produttive per la nuova campagna commerciale di frumento (che inizierà a luglio 2011): eventuali preoccupazioni per una nuova minor disponibilità di prodotto potrebbe trasferirsi sul mercato causando tensioni e una ripresa dei listini, che attualmente sono in decisa flessione.

A livello nazionale e locale, le previsioni rilasciate dall’Istat sulle intenzioni di semina, indicano una diminuzione delle superfici investite a livello nazionale sia a frumento tenero (-5%) che a frumento duro (-13,5%) e al contrario un incremento degli ettari coltivati a mais (+6% circa) e soia (+15%).

Per quanto riguarda la regione Veneto, le indicazioni raccolte presso gli operatori locali indicano variazioni ancora più accentuate a causa delle pessime condizioni climatiche dello scorso autunno (piogge abbondanti e eventi alluvionali), che hanno di fatto impedito le operazioni di semina. È possibile prevedere una diminuzione delle superfici investite a cereali autunno-vernini superiore al 30% (in maniera indifferenziata tra frumento tenero, duro, colza e orzo). Tenuto conto che, in alcuni areali produttivi, i terreni danneggiati potrebbero essere inutilizzabili anche per le semine primaverili, e tenuto conto che anche gli investimenti a barbabietola da zucchero sono in calo, è lecito attendersi un consistente aumento delle superfici coltivate a mais (stimabile nell’ordine del +5/10%) e soprattutto a soia (+20/30%).