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18.03.2011 Le cooperative agroalimentari venete valorizzano sempre meglio la produzione dei soci

Il numero di cooperative attive in Veneto a fine 2009 raggiungeva le 415 unità, praticamente invariate rispetto al 2005, quando alle quattro centrali cooperative (Fedagri, Legacoop, Agci e Unci) ne risultavano iscritte poco meno di 420.

Il fatturato totale aggregato dal sistema cooperativo regionale supera i 5 miliardi di euro con oltre 75.500 soci (contro i 78.900 del 2005, -3%) e più di 10.000 addetti (+11%).

Il fatturato è indubbiamente il dato più significativo: con una crescita di quasi il 65% rispetto al 2005 e un trend di continuo aumento negli ultimi cinque anni.

A livello provinciale, Verona è quella che presenta la maggior propensione all’aggregazione: si localizzano qui, infatti, il 36% delle cooperative regionali, il 33% delle aziende agricole associate e oltre il 51% del fatturato aggregato. Seguono, per importanza, la provincia di Padova (dove si concentrano il 16% sia delle cooperative, che dei soci e del fatturato) e quella di Treviso, che concentra il 26% delle aziende agricole associate.

Considerando i vari comparti produttivi, il maggior numero di cooperative rientrano nel comparto ortoflorofrutticolo (25%), seguite da quelle di servizi (23%) e lattiero-casearie (19%). In termini di aziende agricole associate, il comparto dei servizi aggrega il 46% di quelle complessivamente associate; un altro 33% delle aziende agricole fa riferimento al comparto vitivinicolo e il 10% rientra nel comparto ortoflorofrutticolo.

In termini di fatturato il 49% viene aggregato dal comparto zootecnico, il 17% da quello vitivinicolo e il 16% dai servizi. Va detto che il dato è fortemente influenzato dalla presenza della più importante realtà cooperativa avicunicola a livello nazionale; escludendo dall’analisi tale cooperativa, sarebbero il comparto vitivinicolo (27%) e dei servizi (26%) ad aggregare la quota maggiore del fatturato realizzato dal mondo cooperativo regionale.

Comparando i dati del 2009 con quelli del 2005, solo apparentemente la situazione è rimasta invariata in termini di numero di cooperative esistenti.

Ma dettagliando l’analisi per classi di fatturato realizzato e numero di soci aggregati, rispetto al 2005 è diminuita la quota di cooperative con meno di 1 milione di euro (passata dal 33% al 26%), mentre sono cresciute quelle con fatturato più alto, in particolare le cooperative con fatturato superiore a 10 milioni di euro (passate dal 14% a quasi il 20% del totale). Questo sembra indicare la tendenza delle strutture cooperative a consolidarsi e a raggiungere delle dimensioni sempre più “consistenti” in termini di produzione aggregata e quindi di fatturato. Per contro l’analisi per numero di soci presenta un dato a prima vista contrastante: infatti aumentano le cooperative con un ridotto numero di soci (la percentuale di quelle con meno di 50 soci è passata dal 49% al 63%), mentre diminuiscono quelle con più di 50 soci e in misura ancora maggiore quelle con più di 100 soci. L’indicazione che sembra emergere è che, a fronte della ricerca di economie di scala, vi sia l’attenzione a mantenere una certa flessibilità ed efficienza dimensionale ed operativa.

Se si considera che la funzione principale della cooperazione è la valorizzazione del prodotto dei soci, la combinazione dei due dati è in definitiva positiva: infatti il fatturato medio per cooperativa è passato da 7,3 milioni di euro nel 2005 a 12 milioni di euro nel 2009. Inoltre, il valore della produzione riconosciuto e liquidato ad ogni singola azienda agricola associata è salito in media da circa 39.000 euro a oltre 66.000 euro nel 2009.

Le cooperative, in questi ultimi cinque anni, sono dunque riuscite a valorizzare meglio la produzione delle aziende agricole aggregate.

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