Lunedì, 23 Ottobre 2017 CercaCerca  
21.04.2011 AIF 2011, la montagna ha bisogno di piantine

Nel rispetto della biodiversità, Veneto Agricoltura, opera con due suoi Centri (Montecchio Precalcino-VI e Tambre- BL) per la conservazione del germoplasma e la valorizzazione e gestione delle cenosi.

Il 2011 è l’Anno Internazionale delle Foreste (AIF). Il 2010 è stato l’Anno internazionale della biodiversità. Se è vero che nel nostro territorio si ha un avanzamento del bosco, il problema vero è quello della gestione. Ecco perché Veneto Agricoltura, attraverso il suo Centro per la Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta (a Montecchio Precalcino-VI), istituzionalmente incaricato della produzione vivaistica forestale nella Regione Veneto, ha pubblicato il manuale “La produzione di piantine forestali per gli ambienti montani e alpini”.

Molte sono le specie e le varietà in produzione a Montecchio. Rivolto alla gestione del territorio montano per fornire informazioni sulle tecniche di produzione e sulle caratteristiche del materiale vivaistico, il volumetto permette di scoprire le varietà vegetali trattate e, in quanto Centro per la biodiversità, tutelate dal vivaio. Il fine è la conservazione del germoplasma delle specie legnose indigene, le tecniche utilizzate per la loro produzione e conservazione. Inoltre, sulla base delle esigenze climatico-ambientali delle specie, vengono consigliate le più adatte da utilizzare negli interventi di ingegneria naturalistica e di riqualificazione in ambiente alpino.

Il Centro si articola attraverso due vivai dislocati sul territorio regionale: uno nell’alta pianura vicentina a Montecchio Precalcino, dedito alla produzione di specie di pianura e collina; e un secondo situato in località Pian dei Spini di Tambre d’Alpago-BL a 1000 m s.l.m., specializzato nella produzione di specie montane.

“Quella del Centro - afferma Paolo Pizzolato, Amministratore Unico di Veneto Agricoltura - è una missione fondamentale, soprattutto nell’ambiente montano e alpino, di norma contraddistinto da equilibri fragili e ricco di biocenosi (i boschi) singolari, ma allo stesso tempo molto vulnerabili”.