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08.09.2011 Mercati ortofrutticoli veneti ancora in difficoltà nel 2010, ma aumenta il valore degli scambi

L’unica nota positiva, che risolleva solo parzialmente il bilancio dell’annata 2010, è che il valore della merce transitata per i mercati ortofrutticoli del Veneto si è riportato a 1,03 miliardi di euro (+3,6%), dopo che nel 2009 era sceso al di sotto del miliardo di euro.

Per il resto, dopo la flessione del 2009, continuano a diminuire le quantità commercializzate, che scendono a circa 1.050.000 tonnellate (-2% rispetto al 2009).

Tra i mercati più importanti, quelli di redistribuzioni, ancora in flessione Verona (circa 410 mila tonnellate, -5,5%), mentre Padova (350 mila tonnellate) e Treviso (115 mila t) hanno registrato un aumento delle quantità commercializzate, rispettivamente del 3% e del 4%. Nel complesso, questi tre mercati concentrano oltre l’83% delle merci che transitano per i mercati all’ingrosso della regione. In notevole flessione i volumi veicolati dai mercati al consumo: se Venezia-Mestre rimane sostanzialmente stabile (circa 44 mila t), Bassano del Grappa (circa 20 mila t) e Vicenza (poco più di 9 mila t) fanno segnare cali di quasi il 20%. Nei mercati alla produzione, nel 2010 le quantità sono scese per la prima volta sotto le 100 mila tonnellate (-5% rispetto al 2009): da segnalare la crescita registrata dai mercati orticoli polesani (Lusia, con 31.500 t, +4% e Rosolina, 14.100 t, +6,6%) e dai mercati cerasicoli veronesi (in particolare San Pietro in Cariano, con 2.800 t, cresce del 55%), mentre vedono diminuire drasticamente le quantità aggregate i mercati veronesi che concentrano la produzione di pesche e altra frutta fresca (kiwi, mele,…), in particolare Valeggio sul Mincio (13.200 t, -23%) e Bussolengo (4.000 t, -35%).

Entrando più nel dettaglio, per quanto riguarda la provenienza delle merci le analisi degli esperti dell’Osservatorio Economico Agroalimentare di Veneto Agricoltura, sui dati forniti dai mercati all’ingrosso, evidenziano una ripresa di quelle provenienti dal territorio regionale (circa 293 mila t, +12%), che nel 2010 rappresentavano il 24% della produzione regionale (nel 2009 erano il 20%) e costituiscono circa il 28% del prodotto immesso nei mercati. Stabili le provenienze estere, principalmente dall’Unione Europea (57%), ma anche dal Centro (18%) e Sud America (14%) e attualmente costituiscono circa il 20% del totale, mentre diminuiscono le merci provenienti da altre regioni d’Italia (51,7%).

Per quanto riguarda le destinazioni, in leggero calo le merci che rimangono dentro i confini regionali per essere consumate (42,1%) e quelle destinate all’estero (35,7%) a conferma delle difficoltà commerciali dovute alla crisi economica internazionale incontrate anche dagli operatori ortofrutticoli del Veneto. È invece in crescita (22,3%) la quantità di merce veicolata a livello nazionale verso altre regioni, in prevalenza Trentino-Alto Adige, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia.

In definitiva, nonostante nel 2010 vi sia stato un calo delle provenienze dalle altre regioni d’Italia, una leggera flessione degli acquisti della Distribuzione Moderna (DM) e una sostanziale stabilità delle spedizioni verso l’estero, nel lungo periodo, proprio la crescita delle esportazioni e degli acquisti della DM portano a considerare i mercati come luoghi fisici di re-distribuzione delle merci e fornitori di servizi che vanno al di là della sola concentrazione del prodotto e formazione del prezzo, ma che riguardano anche altri aspetti quali la logistica, le autorizzazioni fitosanitarie e tutte le problematiche connesse alle pratiche amministrativo-burocratiche necessarie per le spedizioni all’estero.

Trova dunque sempre maggiori conferme la prassi che vede i mercati ortofrutticoli, ma di fatto anche tutti gli operatori privati veneti del comparto, fungere da vere e proprie piattaforme di rilancio dei prodotti ortofrutticoli non solo regionali, ma anche nazionali, verso tutto il nord Italia e soprattutto all’estero, in particolare verso i mercati di sbocco nel nord-est Europa e della Russia.

Flussi entrata e uscita merce nei mercati veneti per area

 

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