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17.10.2011 In aumento i prezzi delle uve

Conclusa la vendemmia 2011, per il settore vitivinicolo veneto è già tempo di primi bilanci. L’andamento climatico è stato quanto mai bizzarro con notevoli sbalzi di temperatura e piovosità durante quasi tutta la stagione vegetativa. Le operazioni di raccolta sono iniziate il 16 agosto per le uve precoci, a causa dell’anticipo del ciclo vegetativo di circa 7 giorni rispetto alla media. Il gran caldo registrato nella seconda metà di agosto ha creato sovente delle condizioni di stress per i vigneti rallentando la maturazione e determinando una conclusione delle operazioni di vendemmia in date più vicine alla norma.

Vi è da ritenere che le varietà raccolte in anticipo abbiano subìto un calo produttivo a causa della ridotta dimensione dei grappoli, mentre le varietà raccolte in settembre, avendo beneficiato di condizioni climatiche più favorevoli, siano risultate più produttive. Si osserva ad esempio una contrazione delle quantità di Pinot grigio e Prosecco, pari al 5-10% rispetto allo scorso anno, mentre la Garganega registra un incremento del 5%. Secondo le prime stime di Assoenologi la quantità complessivamente raccolta in Veneto dovrebbe essere grosso modo pari a quella ottenuta lo scorso anno, quando si produssero 11 milioni di quintali di uva trasformati in 8,3 milioni di ettolitri di vino.

Dal punto di vista qualitativo, i bianchi potrebbero avere sofferto il caldo di agosto, che ha causato la riduzione dei valori acidici e talvolta l’appiattimento della complessità aromatica, mentre per i rossi il 2011 dovrebbe rivelarsi una grande annata, considerando che le maturazioni tecnologiche e fenoliche sono state portate a termine con valori eccezionali. Straordinario anche lo stato sanitario delle uve, probabilmente dovuto a un maggiore ispessimento della buccia, e ciò ha consentito di ottimizzare l’epoca di raccolta di molte varietà.

Ma forse il dato più significativo della vendemmia 2011 riguarda l’andamento commerciale, in ulteriore crescita rispetto al trend positivo riscontrato lo scorso anno, dopo 3 annate consecutive (2007-2009) di ribassi generalizzati che avevano messo a dura prova la redditività di molte aziende viticole. I dati desunti dalle borse merci delle Camere di commercio di Treviso, Verona, Padova e Venezia, mostrano incrementi dei listini per tutte le aree di produzione e per quasi tutte le tipologie di uva. Complessivamente si osserva in Veneto un aumento del prezzo medio delle uve del 27% rispetto al 2010, salendo da 44 a 56 centesimi al kg, ma gli incrementi per alcune varietà superano il 30-40%.

prezzi uve 2005-2011

In provincia di Treviso l’aumento del prezzo medio è pari al 14%, al quale ha contribuito in buona misura anche il Prosecco (+23% per il DOC, +21% per il DOCG e +16% per il Cartizze). Più significativo l’incremento dei listini a Verona (+30,5%) in cui tra le uve DOC spiccano i risultati di Recioto e Amarone (+42%) e del Durello (+32%). Andamenti analoghi per le uve prodotte in provincia di Padova, che registrano complessivamente un aumento del 31%, con l’ottima performance del Moscato, sia DOC (+60%) che IGT (+62%). Gli incrementi mediamente più elevati si osservano comunque in provincia di Venezia (+48%), i cui margini di miglioramento erano tuttavia più ampi rispetto ad altre province, partendo da quotazioni inferiori. Da notare la significativa ripresa del Pinot grigio (+55% per il DOC Piave e +61% per il DOC Lison-Pramaggiore, le due denominazioni recentemente confluite nella DOC Venezia) e ottimi i risultati anche per le varietà a bacca nera.

Come interpretare questi andamenti al rialzo? Innanzitutto sembrano avere inciso alcune flessioni produttive, soprattutto nella prima parte della vendemmia, ma potrebbe essere stata determinante anche la corretta gestione delle giacenze attuata da Consorzi e Cantine sociali. Il governo della base produttiva, e quindi delle quantità di vino da immettere sul mercato, si sarebbe pertanto rivelato uno strumento fondamentale per poter assicurare ai produttori quotazioni adeguate durante la vendemmia.

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