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18.10.2012 Sempre meno merci nei mercati ortofrutticoli del Veneto

Continua la flessione delle quantità di merce scambiate nei mercati ortofrutticoli veneti, che nel 2011 scendono al di sotto del milione di tonnellate (-2% rispetto al 2010), il valore più basso dal 2000 ad oggi.

Il valore delle merci scambiate scende a 715 milioni di euro (-28%), risentendo fortemente dello sfavorevole andamento dei prezzi, che registrano un calo del 20% rispetto al 2010.

Sono questi i dati più significativi che emergono dalle analisi effettuate dagli esperti di Veneto Agricoltura sui dati forniti dagli stessi mercati ortofrutticoli regionali.

Analizzando le dinamiche per tipologia e singolo mercato, si evidenzia come siano i mercati di redistribuzione (Verona, Padova e Treviso) a sostenere il sistema mercatale regionale, veicolando circa l’80% delle merci che transitano nei mercati, pari a circa 831 mila tonnellate. La flessione delle merci scambiate rispetto al 2010 è minima (1,8%), ma la più consistente in valore assoluto (circa 16.000 t.). I mercati alla produzione, infatti, pur registrando una perdita di circa il 14%, di fatto hanno visto diminuire le merci di circa 14.000 tonnellate. Il calo va attribuito soprattutto alle minori merce transitate nei mercati frutticoli alla produzione del veronese, con Villafranca di Verona (-32%) e Valeggio sul Mincio (42%) che da soli contribuiscono a circa i due terzi alla variazione negativa totale della categoria. I mercati orticoli del rodigino evidenziano perdite più lievi (Lusia -2,5% e Rosolina -5%), mentre il mercato di Chioggia è l’unico a registrare un leggero incremento (+0,2%). I mercati al consumo (Venezia-Mestre, Bassano del Grappa e Vicenza), in controtendenza rispetto all’andamento generale, hanno registrato addirittura un incremento delle merci scambiate, salite a 80 mila tonnellate (+9,4%).

Osservando la provenienza delle merci, mentre gli arrivi dal territorio regionale e nazionale sono in continua flessione, quelli esteri registrano un +4%. I principali paesi da cui importiamo sono l’Unione Europea (per il 70%), rilevanti anche le importazioni da America centrale (12%) e Sud America (11%%).

Per quanto riguarda le destinazioni, dai mercati emerge che la maggior parte delle merci rimangono nel territorio regionale (43%), con una piccola crescita (+0,6%) dei volumi con destinazione entro il comune dove si trova il mercato. Un 36% delle merci viene spedito all’estero, per il 57% verso nazioni vicine al nostro paese (Germania, Slovenia, Croazia e Austria) e per il resto principalmente verso l’est e il nord Europa (da sottolineare che una quota del 9% viene destinata verso la Russia). Il rimanente 21% viene destinato ad altre regioni entro in confini nazionali, soprattutto verso le regioni del nord Italia.

Gli attori principali del mercato nel ruolo di fornitori sono sempre più i commercianti e i grossisti, che vedono le loro quote in aumento rispettivamente al 41% e al 20%, mentre cala la merce introdotta direttamente dai produttori. Sono ancora commercianti e grossisti ad essere i principali acquirenti delle merci in uscita dai mercati nonostante la loro quota rispetto allo scorso anno sia calata, come quella acquisita dalla distribuzione moderna, mentre è in leggero aumento la merce destinata al dettaglio (fisso e ambulante) e al canale Ho.re.ca.

Nel complesso, il Veneto conferma le proprie capacità di interscambio e di rilancio dei prodotti ortofrutticoli, che provengono per la maggior parte dal sud Italia e che riesce a ridistribuire in maniera efficiente soprattutto verso le regioni del nord Italia e l’estero.

Tuttavia va segnalata la diminuita capacità di attrazione soprattutto delle merci di provenienza regionale, che si traduce in aumento dell’utilizzo dei canali commerciali del “fuori mercato” nel flusso fisico delle merci dai produttori ai consumatori. Questo dato non è da leggersi in maniera del tutto negativa: cioè significa, infatti, che i produttori regionali, sempre più aggregati in OP, by-passano il transito per i mercati e riescono a rivolgersi direttamente ai propri clienti finali.

UN mercati 2011_figura flussi merci in e out

 

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