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05.07.2013 Nuovi scenari per un’agricoltura veneta sostenibile

Si intensifica la collaborazione tra Veneto Agricoltura e Condifesa Veneto per tutelare il reddito delle imprese agricole e l’ambiente. Un incontro a ValleVecchia per ridurre i trattamenti geodisinfestanti.

Veneto Agricoltura e Condifesa di Veneto e Friuli-Venezia Giulia (l’insieme dei consorzi di difesa delle attività agricole dalle avversità) stanno mettendo a punto, presso l’azienda pilota dimostrativa di ValleVecchia (Caorle-Ve), una serie di progetti sperimentali per testare alcune nuove tecniche utili alla riduzione dell’impatto ambientale e alla salvaguardia del reddito degli agricoltori. Uno di questi, in corso di svolgimento, si pone l’obiettivo di ridurre drasticamente i trattamenti geodisinfestanti nei terreni a seminativo (in particolare di mais e colture erbacee) in modo da diminuire, appunto, l’impatto sull’ambiente e allo stesso tempo i costi di produzione. I tecnici di Veneto Agricoltura e di Condifesa Veneto, si sono incontrati a ValleVecchia per identificare la migliore soluzione mutualistica e assicurativa a tutela del reddito delle imprese agricole che dal 2014 aderiranno a questo progetto. Infatti, alle aziende agricole del Veneto che intendono lavorare in modo sostenibile riducendo la dispersione di agrofarmaci sul suolo, nell’aria e nelle acque, laddove non vi sia l’assoluta necessità di un loro utilizzo, verrà garantita la sicurezza di arrivare “serenamente” alla raccolta. Nel corso del 2013, grazie ad uno specifico protocollo d’intesa con i consorzi, è stata prevista l’estensione a titolo sperimentale alle aziende pilota dimostrative di Veneto Agricoltura del “Fondo Diabrotica” anche ad altre avversità parassitarie, quali elateridi, nottue, fauna selvatica se coerente con l’impostazione originaria del fondo. Il Fondo risarcirà i danni causati da questi parassiti secondo le modalità e nei limiti dei regolamenti. Nel corso dell’incontro svoltosi a ValleVecchia, i tecnici di Veneto Agricoltura e Condifesa hanno potuto constatare che, a investimenti ormai consolidati, il danno economico da insetti è risultato nullo su centinaia di ettari non trattati con geodisinfestanti. La validità e il successo del progetto è suffragata dai dati raccolti in questi anni che spingono ad affermare con sicurezza che quella della riduzione dei geoinsetticidi sul mais e sulle colture erbacee a basso rischio è una strada percorribile dall’agricoltura veneta, che sa distinguersi nel panorama nazionale per innovazione e competenza.

 

Ufficio Stampa