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Bollettino Colture Erbacee n. 175 del 23 settembre 2013

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COLZA: in caso non siano ancora state completate le semine, si ricorda che è opportuno procedere entro pochissimi giorni. Un ritardo dell’operazione comporta perdite di produzione e nel caso di freddi intensi, la perdita della coltura  (la resistenza al freddo è proporzionale allo sviluppo della pianta). L’80% della buona riuscita della coltura è legata alla semina che, per quanto riguarda gli appezzamenti dell’azione 2 della sottomisura 214i e quelli in convenzionale, deve necessariamente essere effettuata su terreni ben affinati e freschi, posizionando il seme superficialmente. Si sconsiglia di seminare in prossimità di precipitazioni piovose intense che potrebbero portare alla formazione di crosta che impedirebbe una regolare emergenza delle piantine  mentre può essere consigliabile una leggera rullatura nel caso di previsione di mancate precipitazioni. Per il controllo delle infestanti autunnali, invernali, diserbare entro tre giorni dalla semina con prodotti a base di Metazaclor alla dose 1, 1,5 l/ha con la dose più bassa su terreni sciolti. Attenzione che tutti i prodotti in commercio a base di Metazaclor riportano una limitazione in etichetta che limita l’impiego del prodotto sullo stesso campo, ad ogni tre anni con un max di 2 l/ha. Le piantine emerse possono essere attaccate dall’altica, Psylliodes chrisocefala; L.(Coleoptera, Chrisomelidae), dalle nottue (principalmente Agrostis spp., bisso moro) ed altri lepidotteri e dal tentrenide Athalia rosae L. Si consiglia di verificare tempestivamente le presenze di tali parassiti appena emerse le piantine; non sono disponibili soglie definite nel nostro ambiente ma sulla base di quanto conosciuto, in considerazione delle attuali temperature, la presenza di oltre due esemplari in media per pianta piccola di altica appare rappresentare un pericolo apprezzabile per l’investimento e consiglia un intervento insetticida in tempi stretti

MAIS: come evidenziato nel precedente bollettino sono in corso monitoraggi per prevedere i livelli di micotossine; le analisi micologiche degli stimmi eseguite dal Dipartimento TESAF su materiale derivante da semine fino a metà maggio, confermano un rischio più elevato per il mais NON IRRIGUO di zone con assenza di piogge significative in giugno – luglio (presenze significative sia di Fusarium .spp. (fumonisine) sia di Aspergillus spp. (aflatossine). Ciò comporta il rischio che alla raccolta la granella risulti sensibilmente contaminata da queste tossine e ciò potrebbe successivamente comportare, oltre ai problemi economici legati alla commercializzazione, la comparsa di problemi negli allevamenti, soprattutto in quelli da latte. Si confermano i consigli forniti con il precedente bollettino, a partire, per i mais che hanno subito stress, in primis idrici, dal raccogliere il prima possibile, evitare di causare lesioni alla granella durante la trebbiatura (regolazioni della trebbia, velocità di trebbiatura...), evitare soste prolungate tra raccolta ed essiccazione e spingere al massimo le operazioni di pulizia della granella. Oltre a ciò sarebbe opportuno preventivamente valutare i fattori di rischio della granella (in particolare la presenza dei fattori di stress durante il ciclo colturale) ed effettuare dei test di screening rapido per avere una idea sulla contaminazione del prodotto che si sta immagazzinando e quindi sulla più appropriata gestione delle partite con le procedure già indicate. .

Per richieste di chiarimento e ricevere i messaggi di allerta sul cellulare chiama il numero 0498293847 o scrivi a bollettino.erbacee@venetoagricoltura.org. Ulteriori informazioni sul sito di Veneto Agricoltura alla pagina dedicata al "Bollettino colture erbacee".

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

          

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