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14.11.2013 più alberi, più ambiente, migliore agricoltura

Domani meeting internazionale presso la Corte Benedettina di Veneto Agricoltura (Legnaro, PD, ore 9,00), sui ”I sistemi agroforestali, in Europa e in Italia”. L’intensificazione ecologica.

E’ il periodo del cosiddetto ”foliage”. Il colore delle foglie delle alberature vira dal verde al rosso, un incanto nei boschi, lungo le strade, nei campi! Possiamo pensare ad un paesaggio, anche di pianura, senza alberi? Possiamo pensare ad un’agricoltura senza querce, pioppi, frassini, aceri, etc.?

”I sistemi agroforestali, ieri, oggi e domani, in Europa e in Italia”, è il tema del meeting internazionale di domani 15 Novembre p.v. (ore 9,00), che si terrà presso la Corte Benedettina di Veneto Agricoltura a Legnaro (PD). La mattina Viviana Ferrario (IUAV Venezia), Giustino Mezzalira (Veneto Agricoltura), Alain Canet (della francese AFAF), Piero Paris (CNR) e Adolfo Rosati (CRA), approfondiranno sui sistemi agroforestali tradizionali, moderni, le esperienze in Francia ed Europa e quelle italiane; nel pomeriggio prevista anche la presentazione della costituenda Associazione Italiana di Agroforestazione.

Nel tempo recente della nostra agricoltura l’agroforestazione appare, curiosamente, come un’idea innovatrice, contro corrente rispetto alla ricerca del massimo profitto in tempi brevi. Ma se ripercorriamo la storia di qualche secolo, scopriremo che l’agroforestazione è stata pratica corrente. Da tre o quattro generazioni si è imparato a coltivare senza gli alberi; l’agricoltore infatti ne ha dimenticato il valore agronomico. Qualche esempio? Per fertilizzare e lottare contro i parassiti si è diffusa l’utilizzazione di apporti chimici e gli agricoltori delle pianure cerealicole non sanno più quale specie arborea è quella adatta ai loro terreni e quali i suoi potenziali utilizzi.

Il microclima creato dagli alberi è positivo per le colture o l’allevamento, mentre la struttura del suolo verrà migliorata dagli apparati radicali. Gli alberi sono anche rifugio per gli insetti cosiddetti ”ausiliari delle colture”; questa sorta di simbiosi permette nel tempo di ridurre l’uso degli insetticidi. Lavorando sulla gestione dei terreni e la diversificazione delle specie, si può passare da un sistema intensivo che richiede apporti esterni (energia, chimica) ad un sistema che valorizza le risorse naturali disponibili.Questo miglioramento della produttività associata alla riduzione dei costi può trasformarsi in un guadagno economico e migliorare l’ambiente, in sintesi il concetto di ”intensificazione ecologica” al centro dei lavori del meeting di domani.