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28.11.2013 Semestre europeo: approfondimento sulla governance economica dell’UE

Gli insegnamenti tratti dalla recente crisi economica, finanziaria e del debito sovrano hanno portato a successive riforme delle norme UE con l’introduzione di nuovi sistemi di sorveglianza nelle politiche economiche e di un nuovo piano di bilancio. Le nuove disposizioni sono state integrate nel calendario decisionale dell’UE, denominato “Semestre europeo” per garantire norme più chiare, un migliore coordinamento delle politiche nazionali nel corso dell’intero anno, una verifica regolare e un’applicazione più rapida di sanzioni in caso d’irregolarità. Gli Stati Membri sono in tal modo sollecitati a rispettare i loro impegni di riforma e di bilancio rendendo così più solida l’Unione economica e monetaria nel suo complesso.

Semestre europeo: confronto tra gli Stati Membri e ruolo della Commissione

Il coordinamento e l’orientamento delle nuove regolamentazioni avviene grazie al ruolo svolto dal programma del “Semestre europeo”, introdotto nel 2010, il quale assicura che gli Stati Membri discutano i loro programmi economici e di bilancio con i partner dell’UE in momenti specifici dell’anno, consentendo loro di fare osservazioni sui programmi altrui e permettendo alla Commissione di offrire un orientamento politico prima che vengano adottate decisioni a livello nazionale. La Commissione verifica, inoltre, l’impegno degli Stati membri nella realizzazione degli obiettivi in materia di occupazione, istruzione, innovazione, clima e riduzione della povertà fissati da Europa 2020, a partire dal mese di novembre, con l’analisi annuale della crescita della Commissione, che fornisce orientamenti politici per l’anno successivo. In seguito, le raccomandazioni specifiche per Paese, pubblicate in primavera, offriranno agli Stati Membri una consulenza specifica sulle riforme strutturali di più vasta portata, mentre il monitoraggio dei bilanci nella zona euro si intensificherà verso la fine dell’anno, quando i Paesi presenteranno i loro documenti programmatici di bilancio che verranno valutati dalla Commissione e discussi dai ministri delle finanze della zona euro.

Il fine ultimo delle nuove riforme: evitare ripercussioni negative sulle economie dei Paesi europei confinanti

 Per quanto riguarda le disposizioni adottate, esse mirano a migliorare l’applicazione delle regole stabilite, grazie ad una sorveglianza rafforzata nella zona euro, poiché la crisi ha dimostrato che le difficoltà in uno Stato Membro possono avere importanti effetti di contagio sui Paesi confinanti. Pertanto, una maggiore tutela è giustificata dall’impegno a contenere i problemi prima che diventino sistemici. Le riforme intraprese negli ultimi tre anni sono senza precedenti, ma la crisi ha dimostrato in che misura è aumentata l’interdipendenza delle nostre economie dalla creazione dell’Unione economica e monetaria. È particolarmente importante, perciò, che i Paesi collaborino più strettamente per adottare decisioni politiche che tengano conto degli interessi degli altri Membri della zona euro. Infine, le idee della Commissione europea per il futuro figurano nel piano per un’Unione economica e monetaria, pubblicato il 28 novembre 2012, che delinea come procedere passo per passo nei prossimi mesi e anni sulla base dell’architettura di cui l’Ue dispone.

Rappresentanza a Milano della Commissione europea