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Fattorie didattiche in Veneto

 

Sono 243 le fattorie didattiche riconosciute dalla Regione Veneto nell’ultimo elenco del 2013, un numero in aumento di 5 unità (+2%) rispetto al 2012, dopo che negli ultimi quattro anni era cresciuto di sole 10 unità. A partire dal 2003, anno in cui è stato istituito il registro regionale e sono stati definiti i criteri e le regole per poter esserne iscritti, il numero di aziende che hanno integrato la loro attività agricola con quella didattica è quadruplicato, passando dalle iniziali 52 nel 2003 alle 243 operative a giugno 2013. Il Veneto rappresenta circa l’11,5% delle oltre 2.100 fattorie didattiche accreditate in Italia secondo i dati forniti dai singoli enti regionali (fig. 1).

Sono distribuite principalmente nella provincia di Vicenza (65 fattorie, il 27% del totale regionale), che registra una crescita del 6,5%, seguita da Padova (41 fattorie, 17%), la provincia dove sono aumentate in maniera più consistente (+17% rispetto al 2011), Venezia (39 fattorie, 16%) l’unica provincia che fa segnare un calo delle fattorie attive (-9%) e Treviso (37 fattorie, 15%) (fig. 2).

 

tema Fattorie Didattiche_fig1 andamento numero in Veneto

 

tema Fattorie Didattiche_fig2 distribuzione provinciale

 

 Le informazioni disponibili nella Guida alle Fattorie Didattiche presente sul sito della Regione Veneto e aggiornata al 2010 consentono di distinguere tra percorsi didattici, a loro volta classificati in base al tema proposto (prodotti, ambiente, allevamenti, tradizione e cultura contadina), laboratori didattici e attività integrative. La maggior parte delle fattorie (70%) offre dai 2 ai 4 percorsi didattici, il 24% ne propone 5 o più e solo il 6% solo 1 (fig. 1). I percorsi riguardano prevalentemente i prodotti (31%), ma anche l’allevamento o l’ambiente (28% ciascuno), mentre sono in numero inferiore quelli che affrontano le tematiche della tradizione e della cultura contadina (13%). Per quanto riguarda i laboratori didattici, più impegnativi e dispendiosi nella preparazione e gestione, il 13% delle fattorie non ne ha predisposto nessuno, il 50% ne svolge 1 o 2 e il rimanente 37% ne propone 3 o più. Essi riguardano prevalentemente il lavoro, la vita e il territorio rurale (34%), seguiti da laboratori relativi alla lavorazione di cereali o ortofrutta (20% ciascuno). L’80% delle fattorie offre anche della attività integrative, che consistono principalmente in visite didattiche a gruppi non scolastici, famiglie, anziani e diversamente abili (25%) o laboratori e settimane estive per bambini (23%), seguite da attività legate al turismo (passeggiate in ambiente rurale o visite guidate, proposte dal 20% delle fattorie), attività culturali, spettacoli o attività sportive e legate alla natura.

 

tema Fattorie Didattiche_fig3 percorsi didattici

 

L’analisi dei dati dell’ultimo Censimento dell’Agricoltura e soprattutto l’indagine diretta presso le fattorie didattiche effettuata nel 2012 da Veneto Agricoltura, realizzata raccogliendo 135 questionari sulle 233 aziende riconosciute e svolgendo una decina di interviste dirette ai “best case”, i casi di successo regionali, ha consentito di raccogliere dei dati originali che delineano in maniera più precisa la realtà delle fattorie didattiche venete. Emerge che esse sono mediamente di dimensioni maggiori rispetto alle aziende agricole (25 ettari contro i 6,7 ettari del totale regionale), sono condotte da imprenditori di età più giovane rispetto alla media regionale (prevalgono le fasce di età da 40 a 50 e da 50 a 65 anni, laddove è generalmente maggioritaria la fascia over 65 anni) e con un titolo di studio più elevato. Prevalgono infatti gli imprenditori in possesso di licenza superiore (46%) e laurea (18%), laddove quelli con licenza elementare o media sono la maggioranza (75% del totale regionale). Relativamente all’attività didattica, l’indagine ha evidenziato degli aspetti in chiaroscuro: sono oltre 3.100 le visite didattiche effettuate annualmente, quasi 130.000 i visitatori (con una media di circa 540 presenze per azienda) e un giro d’affari stimato in circa 1,2 milioni di euro all’anno proveniente per circa due terzi dalle visite didattiche scolastiche (con un giro di affari medio di 3.500 euro per azienda) e per il restante terzo da visite extra-scolastiche (iniziative culturali rivolte a gruppi, famiglie e anziani, centri estivi e settimane verdi, agri-nido, ecc.) che permettono di realizzare un ricavo medio annuo di 11.900 euro per azienda. Tuttavia, il 40% delle aziende effettua meno di 5 visite didattiche all’anno, il 22% tra 5 e 15, e solo il 18% effettua più di 30 visite all’anno. Ragionando in termini di numero di visitatori accolti, il divario si fa ancora maggiore: il 20% delle fattorie didattiche è in grado di ospitare oltre l’80% dei visitatori totali e il 60% delle presenze avviene in appena l’8% delle fattorie didattiche (meno di 20 aziende) (fig. 4). La differenza si concretizza nell’incidenza che l’attività didattica ha sul fatturato aziendale: per circa il 75% delle aziende non supera il 5% dei ricavi aziendali e in media è di circa 3.500 euro all’anno. Ma per un 16% incide tra il 5% e il 20% e per il 7% l’attività didattica copre oltre il 20% dei ricavi aziendali (fig. 5).

 

  tema Fattorie Didattiche_fig4 distribuzione provinciale per numero visite

tema Fattorie Didattiche_fig5 distribuzione percentuale per ricavi aziendali

 

Le fattorie didattiche in Veneto sono una realtà apprezzata e in continua crescita, offrono un prodotto e un servizio di qualità, promuovendo l’immagine dell’azienda agricola non più solo come centro di attività produttive, ma anche di riscoperta della natura, cura e tutela del paesaggio, della biodiversità, dell’ambiente. Ma questo non basta: si è evidenziato che l’attività didattica permette di conseguire i maggiori risultati positivi se viene effettuata in maniera sinergica con altre attività connesse, quali, in particolare, l’attività agrituristica e la vendita diretta (esercitate da circa il 58% delle fattorie) e la trasformazione dei prodotti, attuata da circa il 66% delle fattorie didattiche (conserve e marmellate, salumi e insaccati i principali prodotti realizzati).

 

tema Fattorie Didattiche_fig6 incidenza percentuale attività connesse

tema Fattorie Didattiche_fig7 incidenza percentuale prodotti realizzati

 

Non mancano le difficoltà, legate al trend relativamente stabile, e talvolta in diminuzione, delle visite scolastiche, come dichiarato rispettivamente dal 41% e dal 35% delle aziende (fig. 8). A questo si aggiungono le problematiche legate al trattamento fiscale dell’attività didattica (considerata esente IVA), all’adeguamento e alla manutenzione dei locali, alle difficoltà organizzative e di gestione delle attività didattiche e nel contempo di quelle agricole. Oltre alle problematiche legate alle spese promozionali e del personale o al rispetto dei requisiti richiesti o legate ad aspetti amministrativi e burocratici (fig. 9). In generale, comunque, la maggioranza delle fattorie (75%) valuta in maniera positiva l’esperienza e un 23% la ritiene molto positiva.

 

tema Fattorie Didattiche_fig8 andamento visite scolastiche

tema Fattorie Didattiche_fig9 incidenza percentuale problemi e criticità

 

In conclusione, da quanto rilevato il mercato dell’offerta didattica da parte delle aziende agricole sembra aver raggiunto il livello di saturazione, confermato anche dalla ridotta crescita numerica degli ultimi anni rispetto al periodo 2003-2008. Inoltre l’offerta presenta caratteristiche di elevata concentrazione, dove la differenza tra i “best case” e la media delle fattorie didattiche è dato da un mix di capacità imprenditoriali, caratteristiche aziendali e dell’ambiente interno ed esterno (ad esempio vicinanza a grossi centri urbani, presenza in prossimità o all’interno dell’azienda di attrattive naturalistiche) e caratteristiche dell’offerta didattica. Esistono infatti realtà molto professionali, dove l’offerta didattica è molto ampia e originale, viene progettata e curata nel dettaglio, viene presentata e promossa in maniera spinta presso le scuole e realizzata con grande cura all’organizzazione della visita, all’accoglienza, al clima, alla sicurezza dei luoghi.

Per il futuro, tuttavia, diventa sempre più necessario fare rete sia tra fattorie che tra queste e i relativi stakeholder (scuole e insegnanti, operatori e formatori professionali, imprese di servizi promozionali, ecc.). Inoltre, l’attuale contesto socio-economico spinge sempre più verso una maggiore diversificazione dei servizi offerti, che cominciano ad ampliarsi con successo alle attività di agri-nido, centri estivi, iniziative culturali e visite didattiche extra-scolastiche rivolte a una clientela più vasta.

 

Per consultare e scaricare la pubblicazione Fattorie Didattiche in Veneto, con l’analisi dei dati raccolti con l’indagine diretta realizzata da Veneto Agricoltura, clicca qui.

 

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