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Bollettino Colture Erbacee n. 11/2015 del 11 febbraio
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LA DIFESA INTEGRATA A PUNTATE
PRINCIPI E APPLICAZIONI PRATICHE PER LE COLTURE ERBACEE (9)

Diserbanti/Infestanti/colture erbacee a interfila larga

A) VALUTAZIONE APPLICABILITA’ DELLA INDIVIDUAZIONE DI APPEZZAMENTI SOTTO LA SOGLIA DI DANNO E SOPRA LA SOGLIA DI DANNO

Il mais e le altre colture estive a interfila larga soffrono molto la competizione delle malerbe soprattutto quando la loro emergenza è contemporanea a quella della coltura. E’ generale per queste colture, con poche eccezioni, la presenza di popolazioni di infestanti sopra la soglia di danno. Senza diserbo la perdita di resa mediamente va dal 30 al 50%.

B) VALUTAZIONE DELLA DISPONIBILITA’ DI SOLUZIONI AGRONOMICHE, BIOLOGICHE, FISICHE O COMUNQUE NON CHIMICHE PER SOSTITUIRE IL TRATTAMENTO CHIMICO OVE NECESSARIO INTERVENIRE

L’individuazione di alternative “non chimiche”, a partire dalla “progettazione” di processi produttivi che riescano a ridurre la pressione delle infestanti e a controllarle riducendo il ricorso a erbicidi (Produzione Integrata), rappresenta allo stato la parte fattibile della Difesa Integrata.

Elementi strategici della Difesa integrata (DI) alle malerbe

I parametri competitivi temporali da considerare sono (fig. 1) la Durata della Competizione Tollerata (DCT) che è tanto più corta quanto più precoce e densa è l’infestazione e il Periodo Richiesto di Assenza dalle Malerbe(PRAM) che è tanto più breve quanto più la coltura emerge velocemente e velocemente copre la fila. Il terzo parametro competitivo è il Periodo Critico (PC) che rappresenta l’intervallo durante il quale se la coltura resta libera da malerbe la produzione non scende al di sotto di una determinata % di perdita di resa solitamente fissata attorno al 5% . Questa soglia identifica il cosiddetto Punto di Pareggio espresso in % di perdita di resa; in sostanza il valore economico del 5% della produzione è pari al costo dell’intervento di controllo.

Cosa fare è già implicito nell’interpretazione di questi parametri. Bisogna 1) ridurre e ritardare l’emergenza delle malerbe e 2) aumentare la competizione della coltura per accorciare il PC. E’ bene ricordare subito che è più facile ridurre il PRAM che allungare la DCT.

Riducendo e ritardando l’emergenza delle malerbe si allunga la DCT. Un minor numero di emergenze si ottiene riducendo lo stock di semi. Per conseguire questo risultato il mezzo più efficace è l’avvicendamento colturale, soprattutto l’alternanza di colture invernali e estive. Già solo con questa manovra si può ridurre anche del 30% la densità dell’infestazione. E’ possibile ritardare l’emergenza delle malerbe con la falsa semina e con l’impiego di cover crops distrutte a ridosso della semina della coltura. In questo caso il ritardo è dovuto non solo all’azione pacciamante della cover ma anche al rilascio nel terreno di sostanze allelopatiche.

Il PRAM si accorcia garantendo al mais una rapida copertura della fila mettendo in essere un insieme di scelte ( epoca, profondità, densità di semina, spaziatura, concimazione localizzata, scelta dell’ibrido). Nella logica della DI questo insieme di attenzioni è fondamentale.

Nella gestione delle malerbe la valutazione della soglia economica di intervento, nonostante siano stati messi a punto Sistemi di Supporto alle Decisioni (SSD) specifici ( es. GESTINF), non è mai decollata per la difficoltà del monitoraggio che richiede uno scouting quali-quantitativo complesso ed un tempo di realizzazione che, nel caso di una limitata conoscenza delle malerbe allo stadio di plantula, può essere molto lungo e quindi non economico.

Conviene allora puntare su una generica riduzione dello stock da attuarsi oltre che con l’avvicendamento colturale con una serie di interventi da attuare durante l’intercoltura quando la gamma di possibilità è molto superiore rispetto a quelle che si possono mettere in essere con coltura in atto. Durante i periodi di intercoltura bisogna cercare di bonificare i terreni dalle piante perennanti (Sorghum halepense, Cirsium arvense, Equisetum arvense..).

Elementi tattici della DI alle malerbe che consentono la riduzione dell’impiego degli erbicidi garantendo elevata efficacia

Localizzazione del diserbo sulla fila

La tattica più efficace è la localizzazione del diserbo sulla fila e l’eliminazione delle malerbe sull’interfila con mezzi meccanici. L’abbinamento di guida assistita e GPS può consentire di ottimizzare al massimo l’ area di azione dell’intervento meccanico riducendo anche del 90 % la quantità di erbicida utilizzato. Utile anche l’impiego dei sarchia-rincalzatori che mortificano l’infestazione lungo la fila coprendola di terreno.

Anche in post-emergenza si può ricorrere alla localizzazione dell’erbicida e al controllo meccanico sull’interfila. In questa opzione si deve valutare bene il momento dell’intervento per non dover poi ritrattare. Il ricorso a modelli previsionali come Alertinf può consigliare all’agricoltore il momento ottimale per trattare.

Le possibili combinazioni sono le seguenti:

  • Mezzo chimico+ mezzo meccanico
  • Mezzo chimico + mezzo meccanico+ guida assistita e GPS (già possibile in pratica –si veda come il 12 febbraio 2015 a Legnaro corte Benedettina (programma in dettaglio)
  • Mezzo chimico + mezzo meccanico + modello Alertinf

Il pirodiserbo trova un utilizzo economicamente valido ad integrazione dell’intervento meccanico tra le file. In questo caso la fiamma è rivolta contro lo stocco del mais dopo che è stata raggiunta l’altezza di circa 30 cm.

11 feb

NB: Il Periodo critico in generarle inizia attorno alle 4-5 foglie vere del mais e si proluna pe runa ventina di giorni. Con alte densità tale soglia temporale si può abbassare fino allo stadio di 3 foglie vere. 

 

 
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