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Bollettino Colture Erbacee n 38/2015 del 23 aprile

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LA DIFESA INTEGRATA A PUNTATE
PRINCIPI E APPLICAZIONI PRATICHE PER LE COLTURE ERBACEE ( 19)

Diserbanti/Infestanti/soia

I principi base della difesa integrata dalle infestanti son stati discussi con il bollettino 11. Si è evidenziato come attualmente l’applicazione della DI si possa concretizzare principalmente nella attuazione di soluzioni fisiche (principalmente meccaniche) oltre che agronomiche (ad es. avvicendamento) essendo le popolazioni nella gran maggioranza dei casi al di sopra della soglia danno per cui con il monitoraggio non si riescono praticamente ad individuare appezzamenti in cui nessun intervento è necessario.

La semina della soia viene eseguita dopo quella del mais, per cui con andamento climatico favorevole ed una opportuna organizzazione si può eseguire almeno una falsa semina che porta ad una riduzione della densità delle malerbe e ad una loro emergenza più ritardata rispetto a quella della coltura. Si può, inoltre, limitare al minimo gli interventi chimici, ciò è possibile se si ha ben chiara quale sarà l’infestazione nella propria azienda in termini di malerbe, epoca di emergenza e densità. Si può utilizzare anche la sarchiatura che va comunque integrata opportunamente nella strategia scelta.

Nel diserbo della soia attualmente si pongono i seguenti 3 problemi:

  1. diffusione di malerbe resistenti agli inibitori dell’ALS ( Amaranthus spp) e dell’ACCasi ( Echinochloa crus-galli)
  2. presenza di malerbe ruderali di difficile eliminazione con il solo post-emergenza ( Cyperus spp, Amaranthus rudis, Galinsoga spp, Acalypha virginica, Datura stramonium …)
  3. presenza delle malerbe classiche in particolare Abutilon theophrasti, Chenopodium album, Digitaria sanguinalis , Sorgum halepense.

Queste 3 situazioni evidenziano l’attuale difficoltà del diserbo della soia e la necessità di organizzare l’ avvicendamento colturale per limitare la complessità delle infestazioni e contrastare con maggiore efficacia nelle diverse colture le varie malerbe.

Le soluzioni di intervento sono strettamente legate all’infestazione presente in azienda ed alla densità della stessa.

Si possono allora immaginare le seguenti soluzioni:

  1. Intervento di pre-emergenza in presenza di a) malerbe resistenti dando la preferenza al metribuzin in presenza di amaranto resistente al metolacloro, e flufenacet in presenza di giavone, b) Acalypha, Bidens ed altre ruderali non sempre controllabili in post-emergenza. Altri prodotti validi in questo contesto sono il pendimetalin, il clomazone, il linuron, l’oxadiazon variamente miscelati. La dose dei prodotti va aggiustata anche in funzione della tessitura del terreno e del contenuto in sostanza organica per evitare danni da fitossicità (più il potere colloidale del terreno è basso più la dose va ridotta).
  2. Intervento solo di post-emergenza con soia allo stadio seconda foglia vera seconda trifogliata e su infestazioni medio-basse con infestanti prevalentemente tradizionali. Le miscele di base sono: a) imazamox+tifensulfuron, non perfettamente selettiva alle dosi più alte, è efficace contro Abutilon, Bidens, Chenopodium, Portulaca, b) imazamox+ bentazone, più adatta ad interventi precoci essendo il bentazone un prodotto di contatto. In presenza di Sorghum halepense, in particolare su nascite tardive da rizoma, si consiglia di intervenire su soia a fila chiusa con un graminicida specifico appartenente alla famiglia degli arilossifenossipropionati (fop).
  3. Intervento di pre+ postemergenza può essere previsto in presenza a) di piante resistenti e flore complesse e molto dense; in questo caso si consiglia di ridurre la complessità delle miscele di pre-emergenza ed anche le dosi, b) di tardive infestazioni di Sorghum halepense.

Per richieste di chiarimento e ricevere i messaggi di allerta sul cellulare, chiama il numero 0498293847 o scrivi a bollettino.erbacee@venetoagricoltura.org. Ulteriori informazioni sul sito di Veneto Agricoltura, alla pagina dedicata al Bollettino colture erbacee.

 


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