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31.08.2015 Sempre meno occupati agricoli in Veneto nel 2014: i dipendenti più giovani degli autonomi

Gli occupati in agricoltura in Veneto nel 2014 sono ulteriormente scesi a poco meno di 63.000 unità (-3,9% rispetto al 2013): dopo la consistente ripresa degli addetti registrata nel periodo 2009/12, nel biennio 2013/14 gli occupati agricoli hanno avuto un calo del 16% rispetto al 2012 e del 27% nell’ultimo decennio.

Rispetto al dato nazionale, che nel 2014 è rimasto sostanzialmente sugli stessi livelli dell’anno precedente (circa 815 mila occupati agricoli), il Veneto ha subito una perdita di addetti più consistente. Nel lungo periodo (2004-2014) ciò riguarda in particolare i maschi, che negli ultimi dieci anni sono scesi in Veneto del 28,7%, mentre in Italia sono diminuiti “solo” del 14,1% e gli indipendenti (-36,5% nella nostra regione, con un risultato sopra la media per i maschi, rispetto ad una flessione del 28,9% a livello italiano). In controtendenza invece il dato degli occupati dipendenti, che rispetto al 2004 sono aumentati in Veneto dell’8,1% (generato da una crescita del 4,8% dei maschi e del 18% delle femmine), mentre in Italia la variazione è negativa (-2,3%).

Sono questi alcuni degli aspetti più interessanti che emergono dal continuo monitoraggio degli occupati nel settore agricolo e dalle analisi realizzate dagli esperti di Veneto Agricoltura sui dati Istat.

Tranne alcuni anni in cui si sono verificate delle temporanee riprese, la tendenza di fondo (linea blu) degli ultimi dieci anni è comunque fortemente negativa, a conferma che la perdita di occupati in agricoltura sembra essere una caratteristica fisiologica e strutturale del sistema, al pari della diminuzione delle imprese agricole.

 

figura 01 Ultima notizia_numero occupati addetti per tipologia

 

“La perdita di occupati non è di per sé un dato negativo, va interpretato, affermano gli analisti economici dell’Osservatorio Economico Agroalimentare di Veneto Agricoltura Ad esempio, il fatto che diminuiscano gli indipendenti e ci sia un “effetto sostituzione” con gli occupati dipendenti, può significare la fuoriuscita dal mercato di quelle aziende agricole più piccole e marginali e con conduttori in età molto avanzata, realtà non in grado di competere e incidere in maniera significativa sulla realtà produttiva e che è una caratteristica strutturale del mercato del lavoro nel settore agricolo veneto. Tra quelle che rimangono, la prospettiva imposta dall’evoluzione competitiva è verso imprese sempre più strutturate (costituite in forma societaria), che utilizzano manodopera dipendente, con qualche forma di organizzazione e gestione per funzioni aziendali manageriali.”

Nel report 2014 vengono inoltre analizzati in maniera dettagliata anche i dati forniti da Veneto Lavoro e ricavati dal Silv (Sistema informativo sul lavoro veneto), ma soprattutto viene proposta una analisi molto interessante dei dati ricavabili dalla banca dati Inps, che fornisce informazioni sugli occupati agricoli dipendenti, autonomi e sulle aziende con dipendenti per regione, oltre che ai dati sull’utilizzo dei voucher lavoro.

Tra i dati più interessanti, quello relativo all’età degli occupati in agricoltura: mentre i lavoratori autonomi di età inferiore ai 35 anni rappresentano una quota di appena il 10% del totale, e prevalgono gli occupati indipendenti con più di 50 anni (58%), i lavoratori agricoli dipendenti “giovani” con meno di 35 anni costituiscono una quota del 39% del totale (invariata nel 2013 rispetto ai cinque anni precedenti) e quelli con più di 50 anni sono solo il 23% (in diminuzione di quattro punti percentuali) mentre prevalgono i lavoratori di età compresa tra 35 e 49 anni (38%).

Se dunque dal punto di vista del tessuto imprenditoriale c’è un difficile ricambio generazionale e un progressivo invecchiamento dei titolari di aziende, dal punto di vista dell’occupazione dipendente l’agricoltura rappresenta ancora un settore di interesse capace di attirare forza lavoro giovane.