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07.09.2015 Mercati ortofrutticoli in Veneto: nel 2014 per la prima volta le spedizioni all’estero prima destinazione delle merci

La merce scambiata nei mercati ortofrutticoli veneti nel 2014 si è mantenuta al di sotto della soglia psicologica del milione di tonnellate: la quantità totale è stata pari a circa 913 mila tonnellate, il livello più basso dal 2000 ad oggi. Per quanto riguarda la merce oggetto di scambio, prevalgono gli ortaggi (466 mila tonnellate, -1,7%), con una quota pari al 51% degli scambi, seguiti dalla frutta fresca (298 mila t, -4,2%) con una quota del 32,6% sul totale delle quantità veicolate.

Il valore delle merci scambiate è sceso a circa 780 milioni di euro (-15%), risentendo in maniera sfavorevole della flessione dei prezzi registrati nei mercati, che in media sono diminuiti del 12,5%, ovviamente con variazioni anche notevolmente differenti tra loro a seconda del prodotto e del mercato.

Sono questi i dati più significativi che emergono dalle analisi effettuate dagli esperti di Veneto Agricoltura sui dati forniti dagli stessi mercati ortofrutticoli regionali.

L’analisi per tipologia di mercato, evidenzia che, dopo un trend negativo delle quantità scambiate, registrato negli ultimi cinque anni a partire dal 2008, nel 2014 torna a salire il volume degli scambi nei mercati di redistribuzione (Verona, Padova e Treviso), grazie soprattutto ad un aumento delle quantità veicolate nel mercato di Padova (339.000 t, +4%), mentre Verona rimane sostanzialmente invariata (354.000 t, +0,4%) e Treviso fa segnare un calo del -8% (101.500 t). Per quanto riguarda i mercati alla produzione, nel 2014 il volume delle merci scambiate è risalito a circa 72 mila tonnellate (+8% rispetto al 2013), interrompendo così un trend negativo che durava dal 2004, grazie soprattutto al buon andamento delle commercializzazioni registrato nei mercati frutticoli veronesi. I cinque mercati principali (Lusia, Chioggia, Rosolina, Villafranca di Verona e Valeggio sul Mincio), che insieme veicolano quasi l’85% del totale della categoria, registrano un aumento degli scambi meno rilevante (60.222 tonnellate, +3,6%), a causa del pessimo andamento del mercato di Valeggio, mentre i mercati orticoli registrano tutti un incremento delle quantità scambiate, in particolare il mercato di Brondolo di Chioggia (+11%). Tra i mercati al consumo, va evidenziato il consistente incremento delle quantità scambiate nel mercato di Vicenza (20.000 t circa, +23% rispetto al 2013).

Dal punto di vista della provenienza delle merci, la quantità di prodotto proveniente dal territorio regionale (compreso le provenienze comunali e provinciali), che costituisce il 22,6% del totale delle merci scambiate nei mercati ortofrutticoli del Veneto, è stata di circa 206 mila tonnellate, in calo rispetto all’anno precedente (-3,1%). Gli arrivi dal territorio nazionale subiscono ancora un ulteriore calo e scendono a 479 mila tonnellate (-3,1% rispetto al 2013), diminuendo il loro peso relativo sul totale degli scambi (da 53,1% dell’anno precedente a 52,5% del 2014). Al contrario le merci provenienti dall’estero registrano un aumento, seppure di modeste dimensioni (228 mila t, +1,5%), e di conseguenza anche la quota relativa sale al 25% del totale. Per la maggior parte provengono dall’Unione Europea (circa il 62% del totale in particolare da Spagna e Paesi Bassi), dal Sud America (13%, in particolare da Argentina e Cile) e dall’America Centrale (10%), che soddisfano le esigenze di frutta e prodotti nei periodi di contro stagionalità.

Per quanto riguarda le destinazioni, per la prima volta la maggior parte delle merci viene spedita all’estero (40%), mentre solo una quota del 37% rimane nel territorio regionale e il rimanente 23% viene destinato ad altre regioni entro in confini nazionali, soprattutto verso le altre regioni del nord Italia. I principali mercati di sbocco sono le nazioni vicine al nostro paese (Croazia, Germania, Slovenia e Austria), verso le quali viene destinato il 56% delle merci in uscita, che per il resto vengono inviate verso l’est e il nord Europa (da sottolineare che una quota del 9% viene destinata verso la Russia)..

Gli attori principali del mercato nel ruolo di fornitori, con una quota sostanzialmente invariata, sono sempre i commercianti (41% delle merci introdotte) e i grossisti (20,5%), seguiti dalle OP/cooperative (22%) e direttamente dai produttori (13,7%). Commercianti e grossisti sono anche i principali acquirenti delle merci in uscita dai mercati, con una quota, in leggero aumento, del 58% del totale di merci in uscita. In leggera crescita la quota acquisita dalla distribuzione moderna (21%), mentre è in calo la merce destinata al dettaglio fisso e ambulante (16%).

 

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