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05.10.2015 Expo, Veneto leader: il “sistema cerealicolo” e quello “del legno”

Domani al Padiglione delle Regioni, in vetrina i cereali, dove Venezia è leader nazionale per numero di aziende e superfici coltivate a mais (per la soia anche europeo!), al secondo posto per frumento tenero e barbabietola. Due IGP, il riso Vialone nano veronese e quello del Delta del Po. Tre presìdi Slowfood. Veneta la prima pasta di grano duro di filiera tutta italiana.

Per il legno, la filiera veneta genera export per oltre 3mld/€. Sono oltre 400.000 gli ettari di bosco: si preleva il 30%, molto meno dell’incremento annuo dei boschi.

Fino a giovedì 8 Ottobre, a MilanoExpo2015, è la settimana dedicata al Veneto.

La Regione Veneto propone alla kermesse internazionale il suo “Mondo Novo”, una serie di eventi in programma presso il Padiglione delle Regioni - sul Cardo, prima di Palazzo Italia, volti a valorizzare il territorio e le eccellenze, comprese quelle del settore agroalimentare. Otto sono gli incontri dedicati ad altrettante filiere agroalimentari che vedono coinvolta anche Veneto Agricoltura.

Domani, martedì 6 Ottobre, sono in calendario due presentazioni, la prima sulla filiera cerealicola (ore 11, sempre presso il Padiglione delle Regioni) e quella sul legno (ore 17), due vere perle per la nostra regione.

Vediamo perché attraverso alcuni dei dati che verranno diffusi domani dai tecnici dell’Azienda regionale.

Delle circa 111.000 aziende agricole venete, oltre 70.000 coltivano cereali, delle quali 20.000 frumento tenero e oltre 55.000 mais; 19.000 circa hanno invece investito in colture industriali, specie soia. Dei circa 800.000 ettari di SAU (superficie agricola utilizzabile) in Veneto nel 2014: 336.000 sono destinati a cereali (84.500 a frumento tenero e 233.700 a mais) e 140.000 a colture industriali (121.400 a soia, 14.000 a barbabietola). Il Veneto è al secondo posto in Italia per aziende e superfici e produzione (540.000 t) di frumento tenero. È invece leader nazionale per quanto riguarda il numero di aziende e le superfici coltivate a mais. Il 2014 è stato un anno record per la produzione veneta, che ha superato i 2,8 milioni di t, scalzando dal primo posto la Lombardia. La nostra regione è anche leader indiscussa per quanto riguarda la produzione di soia: 120.000 ettari investiti, 500.000 t prodotte nel 2014.

Oltre la metà dell’intera produzione nazionale proviene dal Veneto. E considerando che si produce in Italia i 2/3 della soia UE, il Veneto è anche leader europeo. La nostra regione è al secondo posto per quanto riguarda anche la produzione di barbabietola da zucchero.

La reale valorizzazione delle produzioni cerealicole avviene con il loro utilizzo per l’alimentazione animale negli allevamenti di bovini da carne e da latte, oltre che degli avicoli e suinicoli, per alcuni dei quali il Veneto è leader produttivo a livello nazionale. Il 70% del frumento tenero veneto viene destinato ai molini per la produzione di farine alimentari; il rimanente per il 20% va a mangimifici e per il 10% circa ad amiderie. L’80% del mais veneto e circa il 25% della soia viene destinato ai mangimifici per la produzione di alimenti animali; la maggior parte della soia (75%) viene utilizzata per la produzione di olii.

Due sono i prodotti cerealicoli veneti a denominazione di origine IGP (su 5 in Italia): riso vialone nano veronese e riso del Delta del Po. Tre presidi Slowfood (su 4 in Italia): mais biancoperla, riso di Grumolo delle Abbadesse, antico orzo delle Valli bellunesi; oltre 70 prodotti tradizionali tra prodotti freschi e soprattutto trasformati (biscotti, dolci, pane, frittelle, torte…). Numerose produzioni biologiche lavorate e trasformate (in farine, dolci, panetteria, snack,…), venduti direttamente dalle aziende agricole; l’industria di trasformazione: il Veneto è leader nazionale nella produzione di pasta fresca, è il più grande produttore mondiale di pasta; è Veneta la prima pasta di grano duro di filiera tutto italiano.

La filiera del legno in Regione Veneto, è un mercato significativo; è infatti pari a circa 3 miliardi di Euro il valore dell’export mondiale dei prodotti legnosi trasformati, specie mobili. La superficie boscata regionale è pari a circa 414.000 ettari,con una ripartizione tra superficie privata e pubblica rispettivamente pari al 67% ed al restante 33%. Attualmente viene tagliato il 30% circa di quanto annualmente il bosco produce per un prelievo complessivo annuo di circa 200.000 metri cubi per la fustaia e circa 900.000 q.li di legna da ardere per i cedui. Vanno infine segnalate le esperienze consociative in atto che mirano ad una valorizzazione del prodotto legnoso locale, quale quella del Consorzio Legno veneto.

I prossimi incontri in programma:

La filiera della pesca e dell’acquacoltura (mercoledì 7/10 dalle 11.00 alle 12.30). La filiera ortofrutticola e il progetto Vero Veneto” (giovedì 8/10 dalle 11.00 alle 13.00).

Il C. Ufficio Stampa