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10.11.2015 fagiolo Gialet, frumento Piave, pecora di Lamon, bianchetta trevigiana… la biodiversità coltivata a scuola

A Legnaro (Corte Benedettina, 12.11.2015 h.9,00) il progetto BIONET e la rete degli Istituti Agrari del Veneto. Salvaguardia del patrimonio vegetale/animale e valorizzazione del territorio. Le esperienze di Feltre, Castelfranco, Padova. Borse di studio.

Giovedì prossimo, 12 novembre alle ore 9.00, presso la Corte Benedettina a Legnaro (Padova), la Rete delle Scuole Agrarie e Forestali del Triveneto e Veneto Agricoltura organizzano un meeting su “Biodiversità coltivata e Scuole Agrarie”. Veneto Agricoltura illustrerà il lavoro svolto col programma BIONET 2013-14, finanziato dalla Regione, evidenziando la quantità delle “risorse” genetiche conservate, di quelle caratterizzate e le pubblicazioni realizzate, che saranno anche disponibili per i partecipanti.

Fondamentale per il progetto è stata la collaborazione con gli Istituti Agrari, con il coinvolgimento dell’Isiss “Della Lucia” di Feltre (BL), l’Isiss “D. Sartor” di Castelfranco Veneto (TV) e l’Isiss“ Duca degli Abruzzi” di Padova.

L’istituto “Della Lucia“ di Feltre rivolge infatti la propria azione prevalentemente verso la conservazione e caratterizzazione di specie vegetali e animali tipiche del territorio montano feltrino-bellunese. In particolare tra le specie vegetali ha avviato azioni di conservazione del mais sponcio e dell’orzo agordino; per le orticole, il fagiolo gialet; per le varietà viticole, la Bianchetta trevigiana. Tra le razze animali, gran parte delle razze avicole venete e la pecora di Lamon.

L’Istituto “D. Sartor” di Castelfranco conserva alcune razze tipiche di faraona, tacchino, pollo e le colture di mais Biancoperla, farro monococcum e frumento Piave.
L’istituto “Duca degli Abruzzi” di Padova conserva razze di avicoli veneti con particolare riguardo alla gallina Padovana e di Polverara. Per le specie vegetali: mais Biancoperla, farro monococcum e frumento Piave.

Cruciale per le scuole è il coinvolgimento, in BIONET, di studenti, docenti e personale tecnico. Come? Gli studenti vengono direttamente implicati in tutte le fasi di allevamento e coltivazione delle specie conservate; i docenti programmano le unità di apprendimento specifiche per promuovere la cultura della biodiversità; il personale tecnico, coadiuva. Infine, molto importante, alcuni studenti sono stati selezionati per l’assegnazione di specifiche borse di studio.