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Bollettino Colture Erbacee n. 09/2016 del 1 febbraio

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LA DIFESA INTEGRATA A PUNTATE
PRINCIPI E APPLICAZIONI PRATICHE PER LE COLTURE ERBACEE

Geodisinfestanti/fitofagi terricoli-elateridi/mais

Molte sono le specie del terreno che potenzialmente possono danneggiare il mais nelle prime fasi di sviluppo; la gran parte tuttavia raramente raggiunge livelli tali da causare danni significativi alle piante. Mantenuta sotto il livello di danno la diabrotica con le strategie agronomiche, presentazione usualmente la valutazione del livello delle popolazioni delle principali specie terricole in grado di danneggiare il mais, in particolare gli elateridi ( Agriotes spp.) è sufficiente a stabilire l’effettivo rischio di danno.

A) INDIVIDUAZIONE AREE CON POPOLAZIONI SOPRA E SOTTO LA SOGLIA DI DANNO: VALUTAZIONE RISCHIO, MONITORAGGIO, CONFRONTO CON LE SOGLIE DI DANNO

L’incidenza dei danni significativi è bassa; in base alle osservazioni di oltre 30 anni su terreni non trattati con geodisinfestanti e/o concianti insetticidi nelle aree maidicole di Veneto e Friuli l’incidenza media di danni apprezzabili (> 15% piante danneggiate) è inferiore al 5% della superficie.

Sono disponibili metodi pratici per la valutazione dell’effettivo livello del rischio e delle popolazioni nonché le soglie di indifferenza; vi sono quindi le condizioni per applicare efficacemente i primi principi della DI: valutazione dei livelli di popolazione e individuazione delle superfici da non trattare in quanto caratterizzate da livelli di popolazione al di sotto della soglia di indifferenza. La procedura prevede innanzitutto la valutazione dei fattori di rischio. Le osservazioni condotte estesamente per trenta anni hanno evidenziato quali principali fattori di rischio: a) il contenuto di sostanza organica, (valori elevati, > 5% aumentano significativamente il rischio di danno); b) il cattivo drenaggio dei terreni; terreni per esempio ancora sistemati a cavino con superfici che in modo prolungato rimangono umide anche in superficie presentano un rischio di danno superiore; c) la precessione colturale: gli avvicendamenti che comprendono prati e secondi raccolti quali loiessa-mais, colza-sorgo, … (copertura continua del terreno) aumentano la percentuale di sopravvivenza degli stadi di sviluppo più suscettibili e quindi il rischio (che resta comunque non elevato – mediamente nella maggior dei casi le popolazioni comunque restano sotto la soglia di danno); d) le specie presenti: Agriotes brevis risulta nettamente più pericolosa rispetto ad Agriotes ustulatus mentre Agriotes sordidus si colloca in posizione intermedia. Popolazioni elevate, in particolare di A. brevis e A. sordidus, valutate ad esempio con le trappole a feromoni YATLORf rappresentano un rischio maggiore, soprattutto se associate ad altri fattori di rischio; anche la presenza significativa di zone a prato, incolte che favoriscono il mantenimento di popolazioni consistenti (inoculo) possono alzare il livello di rischio.

In assenza di fattori di rischio la probabilità di una riduzione di produzione dovuta ad attacchi è molto bassa (inferiore allo 0,2 % in oltre trenta anni di osservazioni, con gran parte delle superfici in cui mai è stato registrato un danno tale da ridurre la produzione).

In assenza di fattori di rischio si procederà alla semina del mais senza insetticidi microgranulari o come concianti; l’adesione al fondo mutualistico mais copre eventuali danni, comunque poco probabili, molto più efficacemente ed economicamente dell’uso di insetticidi. In caso di stipula di una copertura assicurativa per avversità atmosferiche tramite i Consorzi di difesa del Veneto e Friuli V. G. la copertura è automatica oppure può essere richiesta utilizzando il modulo allegato. Nel caso di presenza di uno o più fattori di rischio e in assenza di altre informazioni/rilievi precedenti, si potrà procedere al monitoraggio con trappole per larve; il processo della Difesa integrata è sintetizzato nello schema allegato. Anche in questo caso il Fondo mutualistico coprirà i rischi di applicazione della Difesa Integrata garantendo il reddito netto aziendale.

In assenza di fattori di rischio l’applicazione della Difesa Integrata del mais nelle prime fasi di sviluppo comporta un target di superficie trattata con insetticidi microgranulari o concianti pari a ZERO; in presenza di fattori di rischio il target di superficie trattata prevede un valore massimo del 10%.

I rischi dell’applicazione della DI possono essere coperti aderendo al Fondo mutualistico mais che ha un costo ad ettaro molto inferiore all’uso di qualsiasi insetticida.

B) VALUTAZIONE DELLA DISPONIBILITÁ DI SOLUZIONI AGRONOMICHE, BIOLOGICHE, FISICHE O COMUNQUE NON CHIMICHE PER SOSTITUIRE IL TRATTAMENTO CHIMICO OVE NECESSARIO INTERVENIRE

Numerose sono le soluzioni disponibili da adattare a seconda delle zone e degli indirizzi colturali. a) Agronomiche: ad esempio, pianificazione dell’avvicendamento in modo che il mais sia collocato in posizione a minor rischio derivante dalle precessioni colturali, semina a maggior densità determinando condizioni favorenti la crescita veloce - concimazione localizzata, biostimolanti, in caso di accertata presenza sopra la soglia; b) fisiche-meccaniche: ad es. sarchiature nell’anno precedente nei periodi di volo delle specie A. brevis e A. sordidus; c) biologiche: l’interramento di piante biocide può ridurre significativamente le popolazioni se correttamente collocato; per le soluzioni biologiche oggi possibili e le attuali linee di ricerca per la messa a punto di strategie efficaci in tale ambito si veda la presentazione allegata.

 

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Per richieste di chiarimento e ricevere i messaggi di allerta sul cellulare scrivi a bollettino.erbacee@venetoagricoltura.org o per approfondimento sui fondi a condifesa.veneto@asnacodi.it

Ulteriori informazioni sul sito di Veneto Agricoltura, alla pagina dedicata al Bollettino colture erbacee.


 

 

 

 

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