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Bollettino Colture Erbacee n. 13/2016 del 15 febbraio

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LA DIFESA INTEGRATA A PUNTATE
PRINCIPI E APPLICAZIONI PRATICHE PER LE COLTURE ERBACEE

Nematocidi-fungicidi/parassiti del terreno/colture diverse (3)

Fornite le informazioni generali sulla problematica delle malattie delle piante derivanti da parassiti del terreno e le modalità per valutare se le popolazioni sono al di sopra della soglia di danno, si descrivono le strategie di difesa disponibili per le superfici in cui effettivamente è stata individuata la necessità di strategie di Difesa.

B) VALUTAZIONE DELLA DISPONIBILITÁ DI SOLUZIONI AGRONOMICHE, BIOLOGICHE, FISICHE O COMUNQUE NON CHIMICHE PER SOSTITUIRE IL TRATTAMENTO CHIMICO OVE NECESSARIO INTERVENIRE

Le potenziali strategie di difesa “non-chimica” si possono raggruppare in diverse categorie:

  • Tecniche agronomiche

- Avvicendamento: con interruzione della specie considerata variabile a seconda della malattia e del livello di infestazione;

- Innesto erbaceo (diffuso soprattutto per Solanacee e Cucurbitacee);

- Sovesci con piante trappola (Raphanus sativus, Eruca sativa, Sinapis alba) attrattivi verso i nematodi che non riescono a completare il ciclo; ciclo colturale 40-60 gg;

- Sovesci ad azione biofumigante (Brassica juncea, Eruca sativa) ad elevato contenuto in glucosinolati che una volta trinciati producono isotiocianati, sostanze volatili con effetto disinfestante, nel suolo;

- Aumento in generale del livello di sostanza del terreno;

- Coltivazioni fuori suolo o idroponiche.

  • Mezzi fisici

- Solarizzazione - surriscaldamento del terreno per un periodo di 30-50 gg, applicabile solo in estate, nei mesi di luglio-agosto con stesura di polietilene in serra, previo inumidimento del terreno (efficace solo nei primi 10-15 cm di terreno);

- Surriscaldamento del terreno - con vapore a 100°C per pochi minuti, costi elevati, giustificabile solo da colture ad alto reddito, IV gamma.

- Allagamento (Flooding) – può provocare l’asfissia e morte dei nematodi liberi nel suolo, il danneggiamento delle uova e la schiusura delle cisti.

  • Trattamenti biologici pre-impianto o con coltura in atto

- Nematocidi biologici/naturali ( estratti di aglio: da incorporare nel suolo alla semina o trapianto; Azadiractina A: non più autorizzata in fertirrigazione ma solo per controllo degli insetti; pellet di farine disoleate di semi di Brassica carinata (liberano isotiocianati);

- Biostimolanti e prodotti a base di miscugli di vari microrganismi.

Tra questi ultimi possiamo distinguere 2 categorie:

1) Microrganismi antagonisti dei Nematodi registrati come prodotti fitosanitari:

Bacillus firmus: è un bacillo del suolo nematocida, insetticida e fungicida attraverso produzione di tossine; si consigliano applicazioni per manichetta con colture in atto, mantenendo successivamente umido il terreno.

Paecilomyces lilacinus: su tutte le colture a rischio Meloidogyne, trattamento del terreno in pre-impianto e anche in post trapianto.

2) Prodotti ammendanti e biostimolanti (non registrati come prodotti fitosanitari ma come fertilizzanti): contrastano indirettamente i nematodi creando un ambiente a loro sfavorevole e stimolando le difese della pianta; sono miscugli di sostanze nutritive, agenti chelanti, amminoacidi, fitostimolanti, antagonisti e micorrize del genere Glomus, Trichoderma spp.

Funghi micorrizici e micorrizo-simili antagonisti di:

- Patogeni radicali ( genere Trichoderma, Clonostachys): agiscono con diverse modalità tra cui antagonismo, parassitizzazione, fitostimolazione, produzione di metaboliti secondari, mobilizzazione dei fosfati; potenzialmente in grado di attaccare anche nematodi e insetti.

- Nematodi ( genere Pochonia, Arthrobostrys): il primo è un fungo del suolo, parassita di uova e ovisaccchi di nematodi galligeni e cisticoli; il secondo è un fungo degradatore di sostanza organica, esercita attività simile alle micorrize, promuovendo lo sviluppo dell’apparato radicale.

Tannini: fanno parte anch’essi della categoria corroboranti e ammendanti, sono principalmente nematostatici, a dosi elevate sono anche nematocidi, migliorano la capacità di nutrizione della pianta e creano un ambiente acido inospitale ai nematodi.

L’efficacia delle singole soluzioni è molto variabile e può aumentare con l’adozione contemporanea di più strategie.

 

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