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25.02.2016 Formaggi DOP veneti sempre più attraenti

 

Nel 2014 gli allevatori e trasformatori veneti hanno destinato oltre il 58% del latte prodotto nella regione per la produzione di formaggi a Denominazione di Origine (DO), pari a circa 630.800 tonnellate. È un’incidenza in leggera ripresa rispetto al 2013, quando tale quota era stata del 55%, in flessione rispetto agli anni precedenti. Se da una parte tale miglioramento “certifica” un trend sostanzialmente in crescita dell’attrattività dei formaggi a DO del Veneto, tuttavia, nel lungo periodo, cioè in un confronto con il 2006 quando era pari al 62,4%, tale propensione risulta essere in leggero calo. Se si considera che oltre ai formaggi a DO, in Veneto vengono prodotti anche molti altri formaggi tradizionali, si può stimare che una quota pari a circa l’80% del latte prodotto negli allevamenti veneti viene utilizzato per la produzione di formaggi e altri prodotti lattiero-caseari (yougurt, burro,...).

Entrando nel dettaglio dell’analisi condotta dagli esperti di Veneto Agricoltura sui dati forniti dalle società di certificazione, in particolare dal Csqa, si evidenzia che la provincia con la maggior propensione a destinare il latte a prodotti a DO è quella di Vicenza, dove circa 304 mila tonnellate di latte viene utilizzato per la produzione di formaggi certificati (il 90% delle oltre 338 mila tonnellate di latte prodotto nella provincia). Seguono la provincia di Belluno, che destina il 60% del latte a tale scopo (circa 29 mila t) e Verona, che ne destina il 50% del totale prodotto (143 mila t su un totale di quasi 285 mila t). Le altre province registrano delle quote comprese tra il 30% e il 40%, ad esclusione di Venezia, dove tale quota non raggiunge l’1% del latte prodotto.

A livello di prodotto, il “campione” di attrattività risulta essere il formaggio Piave DOP, che “raccoglie” circa il 51% del latte prodotto all’interno del territorio previsto dal disciplinare di produzione. Seguono l’Asiago DOP e il Grana Padano DOP, con valori molto vicini, che riescono a convogliare rispettivamente il 34,5% e il 33,9% del latte prodotto nell’area prevista dal loro disciplinare. Va evidenziato, tuttavia, che la parte più rilevante del latte certificato in Veneto viene utilizzata proprio per la produzione di Grana Padano (363.600 t circa, più del 57% del totale regionale) e di Asiago (184.500 t, poco meno del 30% del totale). Solo il rimanente 13% del latte certificato si divide per la produzione degli altri formaggi a DO, ognuno dei quali attrae una quota inferiore al 10% del latte prodotto nei rispettivi areali di produzione definiti dai disciplinari.

A livello nazionale, nonostante un aumento del numero di formaggi che hanno ottenuto il riconoscimento comunitario, passati da 45 a 49 nel biennio 2013-14, il numero di aziende agricole con allevamenti certificate per la produzione di formaggi a Denominazione di Origine (DO) è in continuo calo. Gli ultimi dati Istat evidenziano che il numero di aziende certificate è passato dal massimo di 34.000 unità toccato nel 2008 fino alle 27.190 aziende nel 2013 (-2% rispetto all’anno precedente). Si tratta di una flessione del 36% nel corso degli ultimi cinque anni, in linea con l’andamento del numero di allevamenti nel complesso, che nel periodo 2007-2013 sono scesi a livello nazionale del 38,7%.

La regione Veneto, con 2.791 aziende con allevamenti certificati per la produzione di formaggi a DO, si colloca al terzo posto dietro a Lombardia ed Emilia-Romagna, se si esclude la Sardegna, che con quasi 10.700 aziende detiene circa il 40% del totale nazionale, ma il dato risulta influenzato dalla tipologia di allevamenti rappresentati da piccoli allevamenti famigliari di pecore e ovini.

Il Veneto ha registrato una diminuzione delle aziende certificate del 9,2% nel 2013 rispetto all’anno precedente, un calo superiore alla media, ma inferiore a quello di altre regioni. Tuttavia la nostra regione detiene un poco invidiabile primato: sul lungo periodo, cioè negli ultimi dieci anni, il Veneto registra la maggior flessione in termini relativi (-36%) tra tutte le regioni italiane.

Per consultare il rapporto completo “Le Denominazioni di Origine in Veneto, un’analisi del comparto lattiero-caseario nazionale e veneto: report 2014” e scaricarlo in formato .pdf clicca qui