Mercoledì, 18 Ottobre 2017 CercaCerca  
Foresta Demaniale Regionale di Giazza

  Faggeto

La Foresta  Demaniale di Giazza si trova all'estremità nord-orientale della provincia di Verona all'interno del Parco Naturale Regionale della Lessinia. Frutto di una grande opera di rimboschimento, è oggi senz'altro il più bel complesso boscato del veronese. E' delimitata a nord dal Gruppo del Carega, ed a ovest dai pascoli dell'alta Lessinia e ad est dalla Catena delle Tre Croci. La foresta di Giazza si estende su un territorio di circa 1904 Ha a cavallo delle province di Verona (comune di Selva di Progno: 1088 Ha), Trento (comune di Ala: 428 Ha) e Vicenza (comune di Crespadoro: 388 Ha). L'Azienda Veneto Agricoltura amministra anche il settore trentino garantendo così un'uniformità di gestione.
Attualmente sul territorio, in considerazione anche della “facilità” orografica, esiste una rete vastissima di itinerari e di sentieri che permette qualsiasi scelta d’itinerario e di livello. Da sempre gestita come un parco naturale, la Foresta Demaniale di Giazza può costituire un esempio di gestione ampliabile all’intero Parco Regionale, di cui fa parte, come all’intero territorio della Lessinia la realizzazione ed il mantenimento di una serie di itinerari escursionistici che permettano anche all’escursionista meno attento la percezione dei vasti valori che l’ambiente naturale sa trasmettere, e l’accorta strategia selvicolturale, sempre più diretta al mantenimento degli ambienti naturali, sono le semplici ma efficaci regole, messe in atto nella Foresta di Giazza ma ampliabili a qualsiasi territorio 

Statua - cultura cimbraLA FORESTA E L’UOMO
La Foresta di Giazza nasce ufficialmente il 10 agosto 1911. La sua costituzione risale alla fine del secolo scorso in adempimento alle leggi del 1877 e del 1910 per la salvaguardia e la valorizzazione forestale dei terreni di montagna.
Il bosco, così come oggi si presenta, è il risultato di un grande intervento di rimboschimento e di sistemazione idraulica iniziato dal Comitato Forestale di Verona agli inizi del secolo e proseguito fino ai nostri giorni. Quando venne intrapresa l'opera di rimboschimento il territorio era costituito da boschi cedui di faggio e da pascoli degradati e si presentava fortemente impoverito per l'intenso sfruttamento. La Foresta prende il nome dal paese che sorge alla confluenza dei torrenti Revolto e Fraselle nell'alta Val d'Illasi.

La "data di nascita" di Giazza non si conosce con precisione; ben note sono invece le popolazioni che per prime occuparono queste zone. Si tratta di popolazioni bavaro-tirolesi (i cosiddetti Cimbri) che alla fine del dodicesimo secolo, grazie ad una concessione del vescovo di Trento Wariga, colonizzarono queste montagne. I primi insediamenti coinvolsero i "sette comuni vicentini", mentre solo in un secondo momento Bartolomeo della Scala, vescovo di Verona, concesse il permesso ad occupare i territori della Curia dando inizio alla colonizzazione di gran parte della Lessinia.
Questi popoli parlavano una lingua di derivazione tedesca, il cimbro, che ha resistito fino al secolo scorso nella parlata locale imponendosi sull'italiano. La sua diffusione, sia pur limitata a queste aree, è testimoniata dai numerosi toponimi locali e dal fatto che a Giazza una parte della popolazione "parla" ancora cimbro.
Le attività principali dei coloni cimbri erano il commercio del legname, la produzione di carbone e ghiaccio e la pastorizia. Con il passare del tempo la cultura cimbra è andata regredendo sempre più fino quasi ad estinguersi. Negli ultimi anni però si è assistito ad un rifiorire di interessi per l'idioma e per le tradizioni legate a questo popolo di cultura germanica come confermano la costruzione del museo etnografico di Giazza e le numerose attività culturali ad esso legate.

GEOLOGIA
paesaggioL'area è costituita essenzialmente da rocce dolomitiche e calacaree dell'Era Mesozoica (tra 225 e 65 milioni di anni fa), la cui formazione più antica è la cosiddetta "Dolomia Principale", costituita da carbonato di calcio e magnesio.

A questa si sovrappongono i calcari grigi, i calcari oolitici, Il Rosso Ammonitico Veronese ed il Biancone. Il territorio è solcato da tre grandi incisioni vallive: la Val di Revolto, la Valle Fraselle e la Val di Chiampo. Data la natura calcarea delle rocce, numerosi sono i fenomeni carsici.



CLIMA
Il clima della Foresta di Giazza è temperato freddo, con estati piuttosto calde ed umide per gli influssi della sottostante pianura padana. La stagione più piovosa è la primavera, mentre le precipitazioni minime si registrano in inverno, in particolare nel mese di dicembre.
L'altezza media delle precipitazioni annue è di circa 1500 mm per il bacino dell'Illasi e di circa 1900 mm per quello del Chiampo. Frequenti sono in estate i temporali, talvolta accompagnati da grandine, dovuti ad infiltrazione di aria instabile che sale dalla pianura. La neve persiste mediamente nella zona da dicembre a marzo.
La temperatura media annua stimata è di 7,5 °C; la media mensile più bassa è quella di gennaio (-3,5 °C) mentre la più alta è quella di luglio (+18,1 °C). 

LA VEGETAZIONE
giglioLa diversa esposizione delle due vallate Revolto e Fraselle e l’elevata escursione altimetrica (dai 759 m di Giazza ai 1641 m di Passo Ristele) delineano un paesaggio che offre una grande varietà di ambienti e di tipologie vegetazionali.

La formazione tipica dei versanti soleggiati di bassa quota è l’orno-ostrieto, rappresentato da boschi generalmente discontinui e interrotti da prati e pascoli. In questa tipologia dominano l’orniello e il carpino nero, spesso associati ad acero campestre, sorbo montano, maggiociondolo e carpino bianco. Nel sottobosco si possono trovare i ciclamini e alcune orchidee (cefalantera ed elleborina comune).
Un’altra formazione diffusa nella foresta di Giazza è la faggeta montana, in cui la specie prevalente, il faggio, si accompagna talvolta ad acero di monte e abete bianco. I boschi di faggio sono molto fitti e impediscono alla luce di filtrare, pertanto il sottobosco è povero di specie, rappresentate prevalentemente da piante che amano l’ombra (sciafile) come l’erba lucciola, la dentaria a 5 foglie e a 9 foglie e l’acetosella.
Salendo di quota è facile trovare formazioni miste in cui sono presenti l’Abete bianco e soprattutto l’abete rosso. La diffusione dell’abete rosso è stata ampiamente favorita dall’uomo e infatti numerosi sono i boschi di origine artificiale (rimboschimenti). Merita una
nota particolare lo splendido bosco di abete bianco, faggio e abete rosso, con piante mature di notevoli dimensioni, posto sotto Malga Terrazzo, nel versante sinistro della Valle di Revolto. Grazie alla buona quantità di luce che filtra attraverso le chiome degli alberi il sottobosco è ricco e ben sviluppato con cespugli di nocciolo, salici, fior di stecco, con rinnovamento della vegetazione arborea e con numerose piante di tasso cresciute spontaneamente. Tra le specie erbacee, la lattuga di bosco, lo sparviere dei boschi e la verga d’oro comune.
Alle quote più elevate, dove si raggiungono i limiti della vegetazione forestale, sono presenti solo esemplari sporadici di abete rosso. Dominano invece gli arbusti tipici dei terreni calcareo-dolomitici come il pino mugo che colonizza interi versanti. Frequenti sono anche i rododendri, l’erica e numerose specie erbacee dai fiori vistosi come il giglio martagone. A quote ancora più elevate, la vegetazione arborea e arbustiva lascia spazio a prati e pascoli che in primavera si tingono di una flora ricca e colorata. Zafferano alpino, primula odorosa, genzianella, nigritella e pulsatilla alpina.
Lungo i corsi d'acqua che scendono dalla Valle di Revolto e dalla Val Fraselle si sviluppa infine una vegetazione caratteristica formata da cespugli di salici (Salix appendiculata, S. eleagnos), ontano bianco (Alnus incana), maggiociondolo (Laburnum alpinum) e nocciolo che in genere sfuma in quella dei boschi limitrofi. 

LA FAUNA
La Foresta Demaniale Regionale di Giazza possiede un patrimonio faunistico estremamente vario ed interessante. La fauna che più comunemente si può osservare durante un'escursione è rappresentata da vertebrati e in modo particolare dagli uccelli che nidificano numerosi durante l'estate; comuni e abbondanti sono comunque anche anfibi, rettili e mammiferi.

marmottaTra i mammiferi, molte specie, pur essendo abbastanza comuni, per le loro piccole dimensioni e per le abitudini quasi esclusivamente notturne, passano facilmente inosservate; fra queste la donnola, la faina, la martora, il tasso, la volpe, la lepre comune, numerosi micromammiferi e diverse specie di pipistrelli.
La marmotta è presente nell'area con numerose colonie soprattutto nel settore orientale della foresta ed è facilmente osservabile nelle praterie alpine nei pressi di Malga Campobrun, di Passo Lora e nell'alta Val Fraselle. Nelle zone rocciose, al limite superiore della vegetazione arborea, è possibile da qualche anno incontrare il camoscio. La specie occupa prevalentemente i costoni rocciosi, ripidi e scoscesi, del versante destro della Valle di Revolto. Il capriolo frequenta invece le aree boscate inframmezzate da radure e da zone ricche di vegetazione arbustiva. Nei boschi misti di latifoglie e conifere si può vedere lo scoiattolo mentre si sposta veloce da un ramo all'altro alla ricerca di cibo.
Sono però gli uccelli i vertebrati che più facilmente si possono incontrare durante un'escursione all'interno della foresta di Giazza, e questo sia per il gran numero di soggetti sia per il canto caratteristico di molte specie.

Tra i rapaci l'incontro più emozionante è senz'altro quello con l'aquila reale. Una coppia frequenta regolarmente l'area e dopo decenni è tornata a nidificare. Abbastanza comuni sono il gheppio e lo sparviere, presenti sono l'astore e la poiana mentre recentemente è stata segnalata la comparsa del raro falco pellegrino. Negli ultimi giorni di agosto e nei primi di settembre inoltre numerosi falchi pecchiaioli sorvolano l'area durante la migrazione dai quartieri di nidificazione a quelli di svernamento. Tra i rapaci notturni sono presenti l'allocco, il gufo comune, la civetta capogrosso e la civetta nana; il gufo reale invece è raro e sembra frequentare l'area solo per motivi trofici.
Tra i galliformi di montagna è facile udire in primavera, tra gli arbusti contorti, al limite della vegetazione arborea, il caratteristico canto del gallo forcello, presente soprattutto nel settore orientale della foresta. Più elusivo e difficile da osservare è il francolino di monte. Presente, anche se poco comune, è la coturnice mentre rare sono le segnalazioni di gallo cedrone.
merlo acquaioloE’ poi presente il picchio nero, molto frequente e diffuso è invece il più piccolo e colorato picchio rosso maggiore.
Tra i corvidi facilmente osservabili nelle zone più aperte sono il confidente gracchio alpino, il possente corvo imperiale, la comune cornacchia grigia e all'interno dei boschi, la chiassosa ghiandaia.
Alle quote più elevate, sulle pareti e sui ripidi costoni rocciosi che sovrastano i pascoli alpini, in estate, si possono osservare le acrobatiche evoluzioni del rondone, della rondine montana, del balestruccio e, del raro picchio muraiolo. Lungo il corso del torrente Fraselle, anche in prossimità dell'abitato di Giazza, nidificano il poco comune merlo acquaiolo e l'elegante ballerina gialla.
Oltre a quelle sopra ricordate, le specie nidificanti nella Foresta Demaniale di Giazza sarebbero molte altre, tra le più comuni e abbondanti si possono ricordare il merlo, il fringuello, il ciuffolotto, il pettirosso, lo scricciolo, alcuni paridi (cinciallegra, cinciarella, cincia mora, cincia bigia alpestre, codibugnolo), il luì piccolo, l'allodola, il codirosso spazzacamino, il culbianco e molti altri.
Tra gli anfibi, negli ambienti più freschi e umidi, frequenti sono la salamandra pezzata, il tritone alpestre, il rospo comune e la rana temporaria. Tra i rettili, nelle aree più aride e sassose, in prossimità dei muretti a secco e tra le pietre al margine di sentieri e mulattiere, le specie più frequenti sono la lucertola muraiola, il ramarro, la vipera comune, il marasso, il biacco e il colubro liscio. L'orbettino e la biscia dal collare prediligono invece i luoghi freschi e umidi. Nelle acque del Torrente Fraselle presente è la trota fario.

Si ricorda che l’area è Sito di Interesse Comunitario (SIC) (DIRETTIVA 92/43/CEE “Habitat”) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) (DIRETTIVA 79/409/CEE “Uccelli”) ed è quindi inserita nella RETE NATURA 2000.

DATI GEOGRAFICI
Province
: Verona e Vicenza
Comunità Montana: Comunità Montana della Lessinia (tel. 045/915155)
Comuni: Selva di Progno, Crespadoro
Superficie totale: 1476 ha
Superficie boscata: 1222 ha
Caratteristiche altimetriche:  -
Altitudine minima: 800 m/slm abitato di Giaza
Altitudine massima: 2259 m/slm Cima Posta

NOTIZIE UTILI
COME SI ARRIVA ALLA FORESTA DEMANIALE DI GIAZZA
Da Verona si arriva a Giazza percorrendo la strada statale 11, in direzione Vicenza, fino a Caldiero dove si imbocca la strada provinciale della Val d'Illasi fino a raggiungere l'abitato di Giazza. Oltrepassato il paese si accede alla foresta percorrendo la strada che sale ai rifugi Boschetto e Revolto, oppure ci si inoltra direttamente a piedi all'interno della foresta imboccando la Val Fraselle. Per chi viene da Vicenza esiste un'altra possibilità: si percorre la strada statale 11. in direzione Verona, fino al Alte Ceccato, si prende quindi la strada provinciale della Val di Chiampo fino ad arrivare, oltrepassati i paesi di Arzignano, Chiampo, Crespadoro e Campodalbero, al rifugio Bertagnoli nel settore vicentino della foresta. Una linea di autocorse collega inoltre Verona a Giazza.

PER PERNOTTARE:
Rifugio Revolto - Selva di Progno (VR) (045/847039)
Rifugio Bertagnoli - Crespadoro (VI) (0444/429011)
Rifugio Boschetto - Selva di Progno (VR) (045/7847005)
Rifugio Passo Pertica - Ala (TN) (045/847011)
Rifugio Scalorbi - Ala (TN) (045/7847029)
Rifugio Fraccaroli - Ala (TN) (045/7050033)

Per Informazioni e materiale informativo:
Veneto Agricoltura - Centro Forestale di Verona
tel. 045/913620 fax 045/917800
e-mail: foreste.verona@venetoagricoltura.org

Comunità Montana della Lessinia tel. 045/915155
Corpo Forestale dello Stato: - Tregnago (VR) tel. 045/8350055 - Selva di Progno (VR) tel. 045/6538050
Azienda di promozione turistica tel. 045/592828