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Bollettino Colture Erbacee n. 80/2016 del 13 settembre
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NUOVE AVVERSITA'- CIMICE ASIATICA 

La cimice asiatica Halyomorpha halys (Stål) è un insetto originario dell’Asia orientale (Cina, Taiwan, Corea, Giappone) la cui presenza è stata registrata in Veneto nel 2015. La presenza di questa cimice è già stata segnalata in altri paesi europei e negli USA.
La forma e le dimensioni sono simili ad altre cimici autoctone, come la cimice verde Nezara viridula, ma la cimice asiatica presenta una colorazione scura grigio-brunastra. Gli adulti e gli stadi giovanili possono essere riconosciuti per il capo a forma “rettangolare”, per la presenza di una banda bianca alla base e all’apice del penultimo segmento antennale e per la presenza di bande biancastre sulle zampe (foto 1). Inoltre gli stadi giovanili non sono alati e presentano delle spine ai lati del capo e del pronoto osservabili con una lente (foto 2).
Le conoscenze sulla biologia della cimice asiatica derivano soprattutto da studi eseguiti negli USA. Lo svernamento avviene allo stadio di adulto in ricoveri naturali o artificiali. In primavera gli adulti lasciano i siti di svernamento e si spostano sulle piante, dove si nutrono e si accoppiano. La fase di ovideposizione di norma inizia a maggio e può durare fino ad agosto. La schiusura delle uova avviene in circa 3-4 giorni e, a 25°C, lo sviluppo da uovo ad adulto si completa in circa 30 giorni. Nelle regioni temperate dell’Asia la cimice può completare una generazione per anno e sviluppare una seconda generazione parziale; nella Cina meridionale sono state riportate fino a sei generazioni annuali. Nell’Italia settentrionale l’insetto sembra poter sviluppare fino a due generazioni annuali.
Halyomorpha halys è un fitomizo che si alimenta soprattutto sui frutti in maturazione. Questo insetto rappresenta un problema importante per la frutticoltura, ma negli USA sono stati segnalati danni con perdite di produzione anche su seminativi, in particolare su mais e soia. La cimice può pungere i baccelli e le cariossidi causando perdita di turgore e raggrinzimento. Inoltre le piante di soia infestate subiscono un ritardo nel disseccamento con conseguente rallentamento nella maturazione. Su queste colture, in particolare su soia, la cimice tende ad aggregarsi ai margini dei campi e la presenza di piante che non disseccano ai margini degli appezzamenti può rappresentare un segnale della presenza di elevati livelli d’infestazione. L’insetto non rappresenta alcun pericolo per la salute umana, anche se può destare preoccupazione in autunno quando le popolazioni si aggregano per passare l’inverno nelle abitazioni. 
E’ stato osservato che gli adulti possono essere catturati nelle trappole luminose in uso per il monitoraggio della piralide del mais.
Il Settore Fitosanitario della Regione Veneto in collaborazione con il Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse Naturali e Ambiente dell’Università degli Studi di Padova ha avviato un’attività di monitoraggio sulla presenza della cimice nel territorio veneto. E’ possibile richiedere altre informazioni e inviare segnalazioni (possibilmente corredate con foto di un esemplare) al dott. Alberto Pozzebon (alberto.pozzebon@unipd.it) e dott. Gabriele Zecchin (gabriele.zecchin@regione.veneto.it).




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