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04.01.2017 AZIONE DELL’UE PER IL CLIMA: A RISCHIO IL TARGET DI SPESA DEL 20%

Secondo la Corte dei Conti europea vi è un serio rischio che l’obiettivo UE di spendere almeno un euro su cinque del proprio bilancio a favore dell’azione per il clima tra il 2014 e il 2020 non venga raggiunto. Sotto la lente agricoltura, sviluppo rurale, pesca e Fondo sociale europeo.

Nonostante i progressi compiuti, la Corte avvisa che sono necessari ulteriori sforzi per assicurare una “svolta concreta” a favore dell’azione per il clima. Ricordiamo che in risposta ai cambiamenti climatici, l’UE ha deciso di spendere a favore dell’azione per il clima almeno il 20% del proprio bilancio per il periodo 2014 2020. Questo target dovrebbe essere raggiunto integrando l’azione per il clima nei vari settori d’intervento e nei fondi previsti dal bilancio dell’UE. La Corte ha verificato se sia probabile che il target venga conseguito e che l’approccio della Commissione europea porti a finanziamenti più cospicui e mirati a favore dell’azione per il clima. La Corte ha anche osservato che i lavori in corso sono ambiziosi e che sono stati compiuti dei progressi, ma che in assenza di maggiori sforzi rimane alto il rischio di mancato target. Nel Fondo europeo di sviluppo regionale e nel Fondo di coesione l’attuazione del target ha comportato interventi più attenti e mirati all’azione per il clima. Nei settori dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca, nonché nel Fondo sociale europeo non vi è stata, invece, una svolta significativa in tale direzione.

Possibili correttivi
Secondo la Commissione, la percentuale di finanziamenti dedicata all’azione per il clima tra il 2014 e il 2016 è stata in media del 17,6 %. Per raggiungere il target globale fissato per il bilancio UE entro la fine del 2020, la Corte stima che sarebbe necessario aumentare a una media del 22% il tasso di finanziamento per il clima nel periodo dal 2017 al 2020 compresi.

Agricoltura e Sviluppo rurale
Dall’audit della Corte è emerso che le stime della Commissione sono basate su ipotesi della spesa agricola destinata all’azione per il clima che portano a sopravvalutazioni e sono inficiate dalla mancanza di un’adeguata giustificazione. La Corte ha calcolato che, se si applicano le metodologie adottate a livello internazionale alla spesa per l’attività agricola e lo sviluppo rurale, il contributo previsto di questi settori risulterebbe inferiore di circa 33 miliardi nel periodo 2014 2020, pari a circa il 15% del target complessivo.

Ricerca
Nel settore della ricerca, il programma Orizzonte 2020 è in ritardo rispetto al proprio target di destinare il 35% all’azione per il clima, poiché il suo contributo si colloca attualmente al 24% per il periodo 2014 2017. A detta della Corte, la Commissione non dispone di un piano d’azione dettagliato che stabilisca come recuperare terreno.

Le raccomandazioni alla Commissione
Nelle raccomandazioni alla Commissione, la Corte segnala la necessità di un solido esercizio di consolidamento pluriennale per avanzare verso il target del 20%, di una rendicontazione organica e di un monitoraggio dei risultati, nonché di una valutazione solida e realistica delle esigenze connesse ai cambiamenti climatici. Raccomanda inoltre di correggere le stime in eccesso relative alla spesa per lo Sviluppo rurale e di redigere piani d’azione per i settori in ritardo. Infine, raccomanda di sondare tutte le opportunità potenziali per assicurare una più decisa e concreta svolta a favore dell’azione per il clima. La Commissione ha stimato che complessivamente tra il 2014 e il 2020 verrebbe speso per l’azione per il clima il 18,9% del bilancio UE, ossia un livello inferiore all’obiettivo del 20%.