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17.05.2017 CETA UE/CANADA: PROVE TECNICHE DI COLLABORAZIONE

Sotto l'egida del Commissario europeo per l'Agricoltura, Phil Hogan, l’Organizzazione agricola UE Copa-Cogeca ha incontrato gli operatori commerciali e i rappresentanti dell'industria canadesi. Obiettivo: trovare nuovi mercati per le esportazioni agroalimentari e sensibilizzare il pubblico sulle elevate norme europee.

Guidati dal Commissario europeo per l'Agricoltura, Phil Hogan, i rappresentanti di Copa-Cogeca hanno preso parte nei giorni scorsi ad una missione commerciale in Canada, rivelatasi una buona opportunità per trovare nuovi mercati per la produzione europea, dopo che nei mesi scorsi UE e Canada hanno siglato l’accordo di libero scambio CETA. La delegazione (circa 60 dirigenti europei dell'agroalimentare) ha partecipato a numerosi incontri con rappresentanti dei Ministeri, del commercio e dell'industria canadesi.

Si è trattato di una importante occasione per promuovere i prodotti europei, incontrare gli importatori e sensibilizzare il pubblico circa le elevate norme da rispettate dalle aziende dell’UE per garantire l'effettiva applicazione del CETA. Nel corso degli incontri è emerso che questo Accordo possa fornire concreti benefici da entrambi i lati, ammesso che venga gestito adeguatamente e che i contingenti tariffari sulle importazioni di prodotti agricoli vengano gestite in maniera tale da evitare il disfunzionamento del mercato. Per questo é essenziale garantire l'accesso al mercato alle piccole e medie imprese (PMI), comprese le cooperative. Le Organizzazioni agricole europee, da parte loro, hanno chiesto che la burocrazia in Canada venga minimizzata per abbassare la soglia, in modo che le PMI possano avere accesso al mercato canadese.

Occhi aperti sulle carni
In particolare, Copa-Cogeca ha accolto con favore il migliore accesso ai mercati canadesi per i prodotti lattiero-caseari e il vino europei, ma allo stesso tempo ha avvisato che “saranno tenuti gli occhi aperti”, soprattutto rispetto al maggiore accesso al mercato UE per le carni bovine e suine canadesi oggetto dell'accordo. Il divieto di promotori della crescita è altresì un segnale positivo per la produzione di carni bovine, nonché le carni suine prive di ractopamina. Ricordiamo che missioni commerciali analoghe si sono svolte lo scorso anno a ad Hong Kong, in Vietnam, a Singapore, in Indonesia, in Giappone, in Messico e in Colombia, di cui si cominciano a vedere i primi risultati. In particolare, si é già riscontrato un aumento della domanda delle carni bovine UE di alta qualità da parte degli importatori ad Hong Kong, secondo mercato di esportazione per le carni bovine dopo la Turchia, tanto che le importazioni sono aumentate di 12.000 t lo scorso anno, rispetto al 2015. Dopo aver visitato questi Paesi stanno emergendo anche nuove opportunità di mercato nel settore cerealicolo.