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06.06.2017 LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA BOCCIA L’USO SCORRETTO DELLE DENOMINAZIONI

L’Organo europeo ricorda che i nomi di latte e derivati sono riservati a prodotti di origine animale. L’europarlamentare Paolo De Castro auspica ora una normativa che salvaguardi anche le denominazioni a base di carne.


“Dopo la sentenza della Corte UE che fa chiarezza sull’impiego delle denominazioni di latte e prodotti derivati per alimenti puramente vegetali, speriamo che presto tocchi anche ai prodotti a base di carne”. E’ questa la dichiarazione del Primo Vice Presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, dopo la decisione della Corte di giustizia che ricorda come i nomi di latte e derivati siano riservati a prodotti di origine animale. “La commercializzazione di beni che si richiamano in modo improprio a prodotti universalmente conosciuti come sinonimo di qualità, genuinità e provenienza localizzata – prosegue De Castro – è molto frequente nel mercato agroalimentare e appare doveroso domandarsi se sia giusto orientare l’acquisto dei consumatori di questi prodotti, aventi determinate caratteristiche (nutrizionali e non solo), denominati però in modo scorretto”. “Con questa sentenza – conclude l’europarlamentare – la Corte fa un passo decisivo contro l’uso scorretto delle denominazioni e speriamo che al più presto sia possibile predisporre una normativa europea per salvaguardare le denominazioni dei prodotti a base di carne, come ‘bresaola’ o ‘mortadella’”.