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05.07.2017 OCCORRE PIU’ ATTENZIONE PER I GIOVANI AGRICOLTORI EUROPEI

Secondo una relazione della Corte dei conti europea, la politica di sostegno dell’UE ai giovani agricoltori è inadeguata, manca di risultati e di scenari d’impatto. Dunque va rafforzata per promuovere il ricambio generazionale. Sotto la lente anche l’Italia.

L’audit della Corte si è incentrato sui quattro Stati Membri dell’UE che registrano le spese più rilevanti a favore dei giovani agricoltori (under 40 anni), ovvero: Francia, Spagna, Polonia e Italia. Innanzitutto, la relazione ha rilevato differenze notevoli tra la gestione dei pagamenti del “Primo Pilastro”, che prevedono per i giovani agricoltori l’integrazione dei pagamenti diretti con un ulteriore 25%, e i pagamenti del “Secondo Pilastro” versati ai giovani agricoltori al loro primo insediamento.

Il Primo Pilastro - Nell’ambito del Pilastro 1, è emerso che l’aiuto non si basa su una valida valutazione delle esigenze, non rispecchia l’obiettivo generale di incoraggiare il ricambio generazionale, non è sempre erogato ai giovani agricoltori che ne hanno bisogno ed è talvolta fornito ad aziende in cui i giovani agricoltori svolgono un ruolo soltanto secondario. Inoltre, gli Stati Membri non coordinano i pagamenti del Pilastro 1 con il sostegno del Pilastro 2 ai giovani agricoltori e l’aiuto viene erogato in forma standardizzata, senza rispondere ad altre esigenze specifiche se non quella di fornire un reddito supplementare. Il quadro comune per il monitoraggio e la valutazione non comprende indicatori di risultato.

Il Secondo Pilastro - Da parte sua, il pilastro2, pur essendo basato in linea generale su una valutazione vaga delle esigenze, persegue finalità che, in parte, rispecchiano di fatto l’obiettivo generale di incoraggiare il ricambio generazionale. L’aiuto risponde più direttamente alle esigenze dei giovani agricoltori in materia di accesso alla terra, al capitale e alla conoscenza. L’importo dell’aiuto è generalmente collegato alle esigenze e modulato per incentivare azioni specifiche (ad esempio, l’introduzione dell’agricoltura biologica o di iniziative per il risparmio idrico o energetico). La Corte rileva che i piani aziendali sono strumenti utili, ma la loro qualità varia da uno Stato Membro controllato all’altro. Inoltre, le Autorità di Gestione non sempre hanno applicato procedure di selezione atte a dare priorità ai progetti migliori.

Il commento - “È essenziale che il sostegno ai giovani agricoltori sia efficace se si vuole assicurare un’attività agricola sostenibile per le generazioni a venire - afferma in una nota la Corte. Abbiamo però rilevato scarsi elementi che dimostrino l’effetto di queste misure e se aiutano davvero i giovani agricoltori, soprattutto a causa di una focalizzazione insufficiente e di indicatori di bassa qualità. Nonostante la tardiva introduzione di criteri di selezione nel periodo 2007 2013, questi non hanno consentito di assegnare la priorità ai progetti migliori in quanto le soglie minime erano troppo basse o inesistenti. In alcuni Stati Membri, la dotazione finanziaria è stata subito esaurita all’inizio del periodo di programmazione, il che ha impedito agli agricoltori che si sono insediati successivamente di percepire fondi. Per rendere gli aiuti efficaci, l’UE e gli Stati Membri devono in primo luogo definire meglio chi intendono aiutare e quale risultato debba perseguire l’assistenza europea; in seguito, devono concentrarsi sulla misurazione dei progressi compiuti”.

Le raccomandazioni della Corte - La Corte raccomanda alla Commissione europea e agli Stati Membri di: migliorare la logica di intervento, rafforzando la valutazione delle esigenze e definendo obiettivi che rispecchino l’obiettivo generale di promuovere il ricambio generazionale; rendere più mirate le misure, migliorando la selezione dei progetti e utilizzando piani aziendali; migliorare il monitoraggio e la valutazione attingendo alle migliori pratiche elaborate dagli Stati membri. (