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29.08.2017 ACCORDO ECONOMICO UE/GIAPPONE
In piena estate, e proprio per questo motivo la notizia é passata un po' sotto traccia, l'Unione Europea e il Giappone hanno raggiunto un importante accordo di massima di partenariato economico.

Una volta concluso l'iter, sarà questo il più importante accordo commerciale bilaterale mai concluso dall'UE e in quanto tale prevederà per la prima volta un impegno specifico relativo all'Accordo sul clima di Parigi. Per l'UE e i suoi Stati Membri, l'accordo di partenariato economico eliminerà la maggior parte dei dazi pagati dalle imprese dell'UE, pari a 1 miliardo di euro l'anno, aprirà il mercato giapponese alle principali esportazioni agricole dell'UE e aumenterà le opportunità in vari settori. Stabilisce standard di altissimo livello in termini di lavoro, sicurezza e tutela dell'ambiente e dei consumatori, salvaguarda pienamente i servizi pubblici e contiene un capitolo specifico sullo sviluppo sostenibile. L'accordo riprende inoltre e rafforza gli standard elevati per la protezione dei dati personali che l'UE e il Giappone hanno recentemente consolidato nelle loro leggi in materia di protezione dei dati.
Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e il primo ministro del Giappone Shinzo Abe hanno comunicato la conclusione dell'accordo di massima durante il vertice UE-Giappone.

La parte agricola
Sull'accordo commerciale UE/Giappone non poteva mancare il commento di Phil Hogan, Commissario per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, il quale ha sottolineato che si tratta di un "accordo vantaggioso per entrambi i partner, ma che soprattutto rappresenta una vittoria per l'Europa rurale. E' questo infatti l'accordo più significativo e di più ampia portata mai concluso nel settore primario, stabilendo tra l'altro un nuovo modello di riferimento nel commercio agricolo. I dazi sulle esportazioni vinicole scompariranno dal primo giorno di entrata in vigore. Per i produttori di vino, questo significa un risparmio di 134 milioni di euro l'anno. Allo stesso modo, oltre 200 Indicazioni Geografiche dell'UE potranno beneficiare in Giappone dello stesso livello di protezione di cui godono in Europa".

Esportazioni agricole, l'accordo:
- elimina i dazi su molti formaggi e il vino;
- consentirà all'UE di aumentare in modo consistente le esportazioni di carni bovine verso il Giappone, mentre per quanto riguarda le carni suine, sarà esente da dazi il commercio di carni trasformate e quasi esente da dazi il commercio di carni fresche;
- garantirà la protezione in Giappone di oltre 200 prodotti agricoli europei di elevata qualità, le cosiddette Indicazioni Geografiche.

Inoltre l'accordo:
- aprirà i mercati dei servizi, in particolare i servizi finanziari, delle telecomunicazioni e dei trasporti;
- garantirà alle imprese dell'UE l'accesso ai grandi mercati degli appalti del Giappone in 48 grandi città, ed eliminerà su scala nazionale gli ostacoli agli appalti in un settore economicamente importante come quello ferroviario;
- proteggerà i settori economici sensibili dell'UE, quali ad esempio quello automobilistico, prevedendo un periodo di transizione prima dell'apertura dei mercati.

Prossime tappe
L'accordo di massima copre numerosi aspetti dell'accordo di partenariato economico. In determinati capitoli occorre ancora perfezionare vari dettagli tecnici; alcuni capitoli non sono inoltre compresi nell'accordo di massima. Ad esempio, per quanto riguarda la protezione degli investimenti, l'UE ha proposto il suo sistema giurisdizionale per gli investimenti riformato e inviterà tutti i suoi partner, compreso il Giappone, a collaborare per l'istituzione di una Corte multilaterale per gli investimenti. Tra gli altri settori che richiedono ulteriore lavoro figurano la cooperazione in ambito normativo e i capitoli generali e istituzionali. Sulla base dell'accordo di massima, i negoziatori di entrambe le parti continueranno a lavorare per risolvere tutte le questioni tecniche in sospeso e per giungere al testo definitivo dell'accordo entro la fine del 2017. La Commissione procederà in seguito alla verifica giuridica e alla traduzione dell'accordo in tutte le lingue ufficiali dell'UE, e successivamente lo sottoporrà all'approvazione degli Stati membri dell'UE e del Parlamento europeo.