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31.08.2017 Macellazioni venete: continua la crescita del settore

Continua la crescita del settore della carne veneto, che ormai si protrae da diversi anni, con un aumento sia del numero che del peso dei capi macellati in regione. È questo uno degli aspetti più significativi che emerge dagli ultimi dati messi a disposizione dall’Istat (aggiornati al 2015) e analizzati dagli esperti economici di Veneto Agricoltura, l’Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore Primario.

Anche il 2016 si è contraddistinto per l’ottimo andamento del comparto avicolo, in particolare, sono stati raggiunti i 250 milioni di unità macellate, a cui corrisponde un peso morto leggermente superiore ai 6 milioni di quintali, pari a quasi metà (44%) del totale nazionale. Negli ultimi 10 anni si è osservata una forte crescita soprattutto nella categoria polli e galline, sia come numero di capi (+50%) che come peso (+60%), mentre per i tacchini l’incremento è stato più graduale per ambedue i parametri (circa +15%), con una leggera riduzione nel periodo 2010-2015 in controtendenza rispetto al dato nazionale. Rispetto al 2015, si rileva una buona crescita sia per i polli che per i tacchini, con tassi di incremento attorno al 3% per il numero di capi e circa il 5/8% per il peso.

Per quanto concerne la composizione della carne macellata nelle regioni italiane si rileva che il Veneto sta continuando a sviluppare i propri punti di forza nel settore avicolo che anche nel 2015 ha continuato ad aumentare la propria quota di incidenza sulla produzione regionale (circa 70%), seguiti dai bovini (21% in diminuzione) e dai suini 6,6%. Si evidenzia, quindi, la presenza di un fenomeno di sostituzione della carne bovina in favore di quella avicola, generalmente ritenuta più salutare e meno impattante per l’ambiente. Viceversa a livello nazionale la composizione è un mix abbastanza equilibrato di pollame (37%), suini (41%) e bovini (22%).

Nel complesso, nel 2015 la crescita delle macellazioni ha subito un’importante accelerazione, raggiungendo un peso dopo la macellazione pari a oltre 8 milioni di tonnellate (+7% rispetto al 2014), il valore più alto dopo il picco del 2010. Complessivamente, i risultati raggiunti in Veneto sono in linea con la tendenza nazionale, anch’essa in forte ripresa negli ultimi anni, con una produzione di carne che si è attestata a 36 milioni di quintali nel 2015 (+10% rispetto al 2014). Ne deriva che il Veneto è la terza regione in Italia per peso macellato, con una quota di poco superiore al 22%, preceduta a breve distanza da Emilia-Romagna (25%) e Lombardia (26%), mentre le altre regioni italiane si spartiscono il restante 26% con quote medie molto ridotte.

La forte accelerazione registrata nel 2015 è stata trainata dalla crescita registrata nel comparto bovino (+25% rispetto al 2014), in cui sono stati macellati quasi 600.000 capi, ma comunque si rileva una forte riduzione rispetto al 2010 (-40%). Questa tendenza, di crescita nel breve periodo e di diminuzione nel medio periodo, è presente anche nei dati a livello nazionale i quali, tuttavia, mostrano una minore variabilità. A soffrire nel medio periodo in Veneto sono state soprattutto le macellazioni di vitelli (-44%), seguite da quelle di vitelloni (-36,5%) e infine di vacche (-27%), mentre la ripresa recente è stata abbastanza uniforme tra tutte le categorie. Dei capi macellati in regione circa il 70% sono di provenienza interna, mentre la parte rimanente è importata dalle altre regioni o paesi. Quasi metà di queste macellazioni sono avvenute nella provincia di Verona, seguita da Treviso (32%) e da Padova (15%).

Al contrario di altre regioni italiane, in particolare Emilia-Romagna e Lombardia, l’allevamento di suini non riveste una particolare importanza in Veneto, dove costituisce solamente il 7% del peso macellato, un dato notevolmente inferiore rispetto alla media nazionale del 42%. Ciononostante nel 2015 sono stati macellati in regione circa 465.000 suini, con un notevole aumento sia rispetto al 2010 (+17,4%) che al 2014 (+4.6%), in contrasto con la tendenza nazionale che ha visto diminuire di quasi il 18% il numero di capi macellati.

Per i prossimi anni le previsioni della Commissione Europea per il settore della carne prospettano una situazione sostanzialmente stazionaria nei paesi avanzati, con una leggera diminuzione del consumo pro-capite compensata dall’aumento della popolazione. Tuttavia, questo non sarà vero per tutti i comparti, in quanto dovrebbe accentuarsi il fenomeno sostitutivo della carne bovina in favore di quella avicola, per cui si prevede un graduale ridimensionamento del comparto della carne bovina e una buona crescita per quella avicola.

 Per consultare e scaricare il report completo “Allevamento e macellazioni di capi bovini, suini e avicoli in Veneto - Report 2016” clicca qui