Mercoledì, 22 Novembre 2017 CercaCerca  
Analisi dei mercati ortofrutticoli veneti 2016 [1]

Anche nel 2016, per il sesto anno consecutivo, la quantità totale commercializzata dai mercati ortofrutticoli della Regione Veneto si mantiene al di sotto del milione di tonnellate, scendendo nuovamente a circa 933 mila tonnellate, in flessione (-1,3%) rispetto al 2015 (fig. 1). Il calo risente, tuttavia, della mancanza, nell’analisi, dei dati del mercato di Vicenza che, per difficoltà legate ad un cambiamento gestionale, non ha potuto fornire i dati per il 2016. Dal 2006 il trend delle quantità veicolate dai mercati ortofrutticoli regionali è tendenzialmente in flessione: ad esclusione di alcuni anni a crescita leggermente positiva (2008, 2012 e 2014), negli altri l’andamento è stato negativo, con perdite di volume più consistenti nel 2009 e nel 2013. 

Per quanto riguarda la merce oggetto di scambio, anche nel 2016, gli ortaggi si confermano al primo posto (poco più di 470 mila tonnellate, in riduzione dell’ 1,6% rispetto all’anno precedente), con una quota pari al 50,6% degli scambi. Seguono la frutta fresca (quasi 312 mila tonnellate, -2,2% rispetto al 2015), con una quota del 33,4% e gli agrumi (142 mila tonnellate, +1,8%) che rappresentano il 15,2% delle merci scambiate. Rimane ancora del tutto residuale (pari neanche all’1%) la quota detenuta dalla frutta secca (meno di 7 mila tonnellate), le cui quantità scambiate sono leggermente aumentata (+0,8%).

Il valore degli scambi viene stimata in calo a circa 920 milioni di euro (-4,7%), anche in questo caso influenzato dalla mancanza dei dati del mercato di Vicenza; ad influire su tale perfomance, oltre alla diminuzione delle merci, ha inciso negativamente la flessione del prezzo medio delle merci scambiate nei mercati, sceso a 1,02 euro/kg (-3,6% rispetto all’anno precedente).

 

report analisi mercati ortofrutticoli RV 2016_fig 1 merci scambiate

 

L’analisi dell’ andamento degli scambi, distinto per tipologia e per singolo mercato [2] permette di effettuare delle sottolineature interessanti (fig. 2). A partire dal 2008, il volume degli scambi nei mercati di redistribuzione (Verona, Padova e Treviso) sta sperimentando una fase di recessione, con cali nelle quantità scambiate intervallate da lievi riprese in alcuni anni. Nel 2016, seppur contenuta, c’è stata una leggera ripresa dei volumi scambiati, dovuta alla flessione dei mercati di Padova (-1,5%) e Treviso (-2%), più che controbilanciata dall’aumento dei volumi scambiati nel mercato di Verona (+2,4%). Tra i mercati alla produzione, i cinque principali (Lusia, Chioggia, Rosolina, Villafranca di Verona e Valeggio sul Mincio), che insieme veicolano l’87% del totale della categoria, registrano un leggero aumento degli scambi nel 2016 (60.776 tonnellate, +1,2%). Nel complesso, questa tipologia registra un aumento simile delle merci scambiate (69.561 tonnellate, +1,2%). Da segnalare la variazione positiva di Valeggio (+31%), che tuttavia è stata controbilanciata da quelle negative di Villafranca di Verona (-10,7%) e Rosolina (-12%). Buone performance anche per il mercato di Lusia (+5%) mentre è in leggero calo il mercato di Chioggia (-2,7%). Per quanto riguarda i mercati al consumo, nel 2014 e nel 2015 hanno evidenziato un nuovo impulso, dopo la lunga serie negativa del periodo 2001-2010, quando questa tipologia ha perso quasi la metà dei volumi di merce scambiata. Nel 2016 il volume delle quantità scambiate è influenzato dalla mancanza del dato di Vicenza, per cui non è confrontabile con quello dell’anno precedente. Per quanto riguarda gli altri mercati, si sottolinea la dinamica positiva registrata sia da quello di Venezia-Mestre (+7%) che da quello di Bassano del Grappa (+3%). Riguardo alla provenienza delle merci (fig. 2), nel 2014 la quantità di prodotto proveniente dal territorio regionale (compreso le provenienze comunali e provinciali) è stata di circa 206 mila tonnellate, in calo rispetto all’anno precedente (-3,1%) e costituisce il 22,6% del totale delle merci scambiate nei mercati ortofrutticoli del Veneto. Gli arrivi dal territorio nazionale subiscono ancora un ulteriore calo e scendono a 479 mila tonnellate (-3,1% rispetto al 2013), diminuendo il loro peso relativo sul totale degli scambi (da 53,1% dell’anno precedente a 52,5% del 2014). Al contrario le merci provenienti dall’estero registrano un aumento, seppure di modeste dimensioni (228 mila t, +1,5%), e di conseguenza anche la quota relativa sale al 25% del totale, +0,9% rispetto all’anno precedente.

 

report analisi mercati ortofrutticoli RV 2016_fig 2 andamento scambi per tipologia mercati

 

Riguardo alla provenienza delle merci (fig. 3), nel 2016 la quantità di prodotto proveniente dal territorio regionale (compreso quindi quelle comunali e provinciali) è stata di circa 211 mila tonnellate (in diminuzione del 3,5% rispetto all’anno precedente) e costituisce il 22,7% del totale delle merci scambiate nei mercati ortofrutticoli del Veneto. Gli arrivi dal territorio nazionale, circa 510 mila tonnellate sono aumentati (+4,4%) rispetto al 2015, e di conseguenza è cresciuto anche il loro peso relativo sul totale degli scambi, che passa dal 51,7% dell’anno precedente al 54,7% nel 2016. Le quantità provenienti dai mercati esteri, 211 mila tonnellate, registrano una flessione rispetto al 2015 (-10,9%), con un relativo calo della quota detenuta sul totale degli scambi, che passa dal 25,1% al 22,6%.

 

report analisi mercati ortofrutticoli RV 2016_fig 3 provenienza merci

 

Per quanto riguarda il dettaglio per regione, la merce italiana proviene per oltre la metà da Sicilia (23%), Puglia (18%) e Campania (12%); se si considerano anche Emilia-Romagna, Lazio e Calabria, da queste sei regioni arriva quasi l’80% della merci in entrata nei mercati regionali (fig.4). Riguardo alle importazioni dall’ estero, la maggior parte, circa il 60% (127 mila tonnellate), proviene dall’Unione Europea, una quota sostanzialmente invariata rispetto al 2015: di questa, l’80% proviene da Spagna e Paesi Bassi, che da soli effettuano quasi il 50% delle spedizioni di frutta verso i mercati veneti. In crescita rispetto all’anno precedente le importazioni dal Sud America e dall’America centrale (circa 52 mila tonnellate,+4,7%), che soddisfano le esigenze di frutta e prodotti nei periodi di controstagionalità. Seppur in leggero calo (21,5 mila tonnellate, -1%) rimane sostanzialmente stabile la quota di merce proveniente dai paesi dell’Africa (10,2%). Residuali quelle provenienti dall’Asia e dall’Oceania (rispettivamente con una quota del 2% e meno dell’1% sul totale delle provenienze).

 

report analisi mercati ortofrutticoli RV 2016_fig 4 dettaglio provenienza merci

 

Rispetto alla destinazione (fig. 5), i dati evidenziano un aumento delle merci inviate all’export rispetto all’anno precedente (371 mila tonnellate, +10%), la cui quota sul totale in uscita cresce fino a toccare quasi il 40%. Le spedizioni indirizzate in ambito nazionale (ad esclusione del Veneto) sono in calo (-4,6%), attestandosi su un valore pari a circa 177 mila tonnellate. Brusca riduzione rispetto all’anno precedente delle merci che rimangono all’interno dei confini regionali (-8,9%), che si attestano a circa 385 mila tonnellate e la cui quota sul totale passa dal 45% al 41%.

 

report analisi mercati ortofrutticoli RV 2016_fig4 destinazione merci in uscita

 

Analizzando il dettaglio per regione (fig. 6) si può notare che la merce commercializzata a livello nazionale viene indirizzata per la maggior parte verso le regioni confinanti del nord Italia, in particolar modo verso il Trentino-Alto Adige (61%), Lombardia (14%) e l’Emilia-Romagna (13%). Le esportazioni sono orientate principalmente verso i paesi di prossima vicinanza all’Italia, e quindi Croazia (16%), Germania (15%) e Slovenia (15%). Tra le “altre” destinazioni estere, la maggior parte sono rivolte verso paesi dell’Europa dell’Est, quali Ucraina, Repubbliche baltiche, Polonia e Repubblica Ceca.

 
 
report analisi mercati ortofrutticoli RV 2016_fig 6 dettaglio destinazione merci

 

I commercianti si confermano i principali “ fornitori” che introducono merce in mercato (fig. 7), fornendo più del 40% delle merci scambiate, seppur con una quota in leggero calo. Ne beneficiano le OP/Cooperative, la cui quota di merce introdotta continua a salire superando il 24%, mantenendosi così al secondo posto seguite dai grossisti e dai produttori,che presentano anch’essi una quota in leggera crescita rispettivamente pari al 18,8% e del 13,2%. I commercianti/grossisti sono anche i principali acquirenti delle merci che escono dai mercati (fig. 8), con una quota che rimane quasi invariata rispetto al 2015 (57%). In leggero aumento la merce destinata alla Distribuzione Moderna (da 19,5% a 20,4%), e quella destinata al dettaglio ambulante (da 7,2% a 7,4%); in leggero calo invece la merce destinata al dettaglio fisso (da 11% a 10,5%), così come quelle residuali destinate alle altre tipologie di acquirenti (ho.re.ca., privati e industria).


  report analisi mercati ortofrutticoli RV 2016_ fig 7 fornitori merci in entrata mercati

  report analisi mercati ortofrutticoli RV2016_fig 8 clienti merci in uscita

Per il trasporto della merce in entrata aumenta leggermente l’utilizzo del bilico (66,3%), mentre diminuisce la merce trasportata con autocarro, la cui quota scende al 24,3%; in crescita invece le merci introdotte con altri mezzi di trasporto quali ad esempio trattori agricoli o furgoni (9,4%), che rimangono tuttavia una categoria residuale. Dinamica simile per il trasporto della merce inuscita, il bilico e l’autocarro si confermano i due principali mezzi di trasporto, rispettivamente con una quota del 47,5% (+2 punti percentuali rispetto al 2015) e del 41,2% (-0,9 punti percentuali rispetto al 2015), mentre la quota di utilizzo di altri mezzi (furgoni e furgoncini…) è scesa di oltre un punto percentuale, arrivando all’11,3% sul totale. 

 


Conclusioni

I dati forniti dai mercati agroalimentari, raccolti e analizzati negli ultimi anni dagli esperti dell’Osservatorio Economico Agroalimentare di Veneto Agricoltura, evidenziano un trend in flessione delle merci scambiate nei mercati ortofrutticoli regionali a partire dal 2011, che rimangono al di sotto della “soglia psicologica” del milione di tonnellate. La tendenza di medio-lungo periodo conferma che i mercati di redistribuzione sorreggono gli scambi mercatali con una quota dell’84% del totale della merce veicolata, registrando un lieve aumento in questo ultimo anno. Per quanto riguarda i mercati alla produzione le merci scambiate si attestano sulle 69 mila tonnellate di merci, in lieve aumento rispetto al 2015(+1,2%). Il confronto tra flussi in e out di merce per territorio di provenienza e destinazione (fig. 9) evidenzia un calo delle provenienze comunali e provinciali a favore degli arrivi dal territorio regionale e soprattutto nazionale (escluso il Veneto) la cui quota sul totale passa dal 51,7% al 54,7%. In calo anche gli arrivi provenienti dall’estero, la cui quota scende dal 25,1% al 22,6% del totale.


report analisi mercati ortofrutticoli RV2016_fig 9 flussi in-out merci


In termini di destinazioni, il Veneto continua perciò a svolgere in maniera sempre maggiore un ruolo di piattaforma di rilancio dei prodotti ortofrutticoli, ricevendo le merci provenienti a livello nazionale, per la maggior parte dal Sud Italia ed effettuando una loro redistribuzione principalmente verso l’ estero, la cui quota è aumentata dal 35,7% al 39,8% nel 2016, a scapito delle spedizioni verso il territorio nazionale delle regioni confinanti (dal 21,3 al 19%) e delle merci che rimangono all’interno dei confini regionali, la cui quota nel complesso scende al 41%. Da segnalare, tuttavia, il leggero aumento delle merci che rimangono all’interno del comune e della provincia rispetto alla sede dei mercati (la cui quota sale da 13,7% al 16,1%) a conferma di un rinnovato ruolo di fornitura del mercato locale svolta dai mercati al consumo. Una dinamica che replica quella registrata nel 2015 e che sembra segnalare un rinnovato interesse da parte di una certa tipologia di acquirenti (dettaglianti fissi e ambulanti, ho.re.ca, …), a rifornirsi direttamente presso i mercati ortofrutticoli all’ingrosso presenti sul territorio regionale.
 

Per scaricare il report "Analisi dei mercati ortofrutticoli regionali 2016" in formato pdf clicca qui



[1] Il report è stato realizzato da Renzo Rossetto; ha collaborato Deborah Buttaro, stagista dell’Università di Padova (corso di laurea in Economia e Finanza) presso il settore Economia, Mercati e Competitività di Veneto Agricoltura.

[2] La legge regionale che disciplina i mercati all’ingrosso (L.R. n. 36 del 31 luglio 1984), distingue tra: mercati alla produzione, in cui le merci sono offerte esclusivamente da produttori singoli o associati; mercati di re-distribuzione (o di transito), in cui gli acquisti sono effettuati prevalentemente da commercianti all’ingrosso e al dettaglio; mercati al consumo (o terminali) in cui gli acquisti sono effettuati prevalentemente da commercianti al dettaglio.