Nuova etichettatura dei prodotti alimentari


Come fornire ai consumatori informazioni chiare sull’origine dei prodotti che acquistano

Bando alle scritte piccole e incomprensibili sulle etichette dei prodotti alimentari. In un prossimo futuro potranno essere più semplici e fornire informazioni non solo sugli ingredienti ma anche sulle componenti potenzialmente dannose per la salute, come i grassi transgenici o gli allergeni. Finalmente, la Commissione Ambiente, Sanità pubblica e Sicurezza alimentare ha dato il via libera al Rapporto sulle informazioni alimentari ai consumatori, per aiutare chi acquista a fare scelte più consapevoli. In questo modo, si intende mettere fine alle richieste, diverse e inconsistenti, avanzate spesso dai singoli Stati e fornire una serie di regole univoche a livello europeo.

Chi ben comincia ….

Il Rapporto è un buon inizio per i negoziati con il Consiglio, che dovrebbero giungere ad un accordo entro luglio. Cosa cambierà? Secondo una recente indagine di Eurobarometro sui consumatori (si veda notizia a pagina 5), solo il 58% degli intervistati è in grado di leggere correttamente le etichette degli ingredienti e ben il 18% non riesce a identificare con certezza la data di scadenza. Cosa si può fare per rendere le informazioni più leggibili e chiare?

Le (possibili) nuove etichette

Vediamo, in sintesi, le principali modifiche alla legge attualmente in vigore approvate nei giorni scorsi dalla Commissione Ambiente, Sanità e Sicurezza del Parlamento europeo:

– Leggibilità: i caratteri utilizzati devono essere almeno di 1,2 mm, in modo da rendere le indicazioni più chiare e visibili per i consumatori. Oggi i cittadini possono trovare molte informazioni sui prodotti, ma spesso non sono oleggibili a causa dei caratteri di stampa troppo piccoli;

– Informazioni sugli allergeni: la lista completa degli allergeni, oggi presente solo sui prodotti alimentari preconfezionati, diventerà obbligatoria anche per gli alimenti serviti nei ristoranti e nelle mense, o venduti nelle bancarelle, o per quelli confezionati nei negozi;

– Data di congelamento: i produttori dovranno segnalare sulla confezione la data di primo congelamento di

carne non lavorata, pollame e pesce;

– Luogo di provenienza: dovrà essere indicata l’origine di tutti i singoli ingredienti del prodotto (carne, pollame, latticini, frutta e verdura) e di alcuni cibi trattati. Nel Rapporto si propone anche di segnalare tutti i Paesi, se diversi, di nascita, allevamento e macellazione del bestiame;

– Informazioni obbligatorie sul retro del prodotto: si dovrà fornire, sulla parte posteriore della confezione, la quantità e il contenuto energetico di grassi, grassi saturi, zuccheri, sali, proteine, carboidrati e grassi transgenici;

– Indicazione delle sostanze alimentari imitate: devono essere chiaramente etichettati prodotti come la “carne formata”, consistente di tagli differenti che combinati insieme danno l’impressione di un unico pezzo;

– Eccezioni: le nuove direttive non saranno obbligatorie per le bevande alcoliche, confezioni regalo, prodotti stagionali, alimenti non imballati per il consumo immediato e prodotti artigianali delle microimprese

Cosa ci dicono oggi le etichette?

Le etichette dei prodotti alimentari, così come sono impostate oggi ci dicono troppo poco, ovvero: nome di chi vende il prodotto; lista degli ingredienti; quantità di certi ingredienti; quantità netta; data di scadenza; grado alcolico delle bevande; indicazioni sull’uso e la conservazione del prodotto; nome e indirizzo del produttore, confezionatore o venditore in Europa; luogo di provenienza. Per ulteriori informazioni su questo importante (per tutti noi) argomento:

http://www.europarl.europa.eu/it/headlines/content/20110415STO17909/html/Nuove-etichette-alimentari-un-gioco-daragazzi