VITIGNI RESISTENTI: FOCUS DI VENETO AGRICOLTURA

Pilzwiderstandfähig (in acronimo PIWI) indica i vitigni resistenti ai funghi, una delle frontiere del vino che guarda al futuro. Al Vinitaly, Veneto Agricoltura ha presentato lo stato di avanzamento di un interessante progetto regionale e proposto una seguitissima degustazione ad hoc. La registrazione del focus è disponibile sul canale YouTube di Veneto Agricoltura.

“PIWI”, sta per pilzwiderstandfähig, ovvero i vitigni resistenti ai funghi. Ieri al Vinitaly, su questo interessante tema, Veneto Agricoltura ha proposto un focus durante il quale Stefano Soligo ha fatto il punto sullo stato di avanzamento di un progetto pluriennale regionale che mira alla riduzione dell’utilizzo dei fitofarmaci in viticoltura. Si tratta di un’attività sperimentale avviata alcuni anni fa per individuare soluzioni ad un problema serio per i viticoltori, specie di fronte agli evidenti mutamenti climatici in atto, ed agli orientamenti che stanno assumendo i consumatori rivolti sempre più verso prodotti frutto di un’agricoltura sostenibile e a bassa immissione di input.

Le selezioni di vitigni PIWI, che datano tra il 1880 e il 1935, hanno fornito in passato vitigni dalle uve di qualità non sempre ottimale. Da allora però molti passi in avanti sono stati fatti, tanto che oggi il vino ottenuto dai vitigni resistenti difficilmente  è distinguibile da quello prodotto con vitigni tradizionali.

In questo campo, Germania, Austria e Svizzera sono tra i Paesi più attivi in fatto di selezione, valutazione e coltivazione. Nel Veneto, l’introduzione alla coltura di alcuni di questi vitigni resistenti è avvenuta nel 2014, e strada ne è stata fatta parecchia. Il focus è servito dunque a fornire una serie di informazioni sullo stato di avanzamento dell’attività di ricerca e sperimentazione in corso dalla quale i produttori attendono specifiche indicazioni produttive.

La ricerca e la sperimentazione in Italia vedono particolarmente attive, assieme a Veneto Agricoltura, la Fondazione Edmund Mach – Istituto Agrario San Michele all’Adige, l’Università di Udine, Innovitis (Istituto privato con sede a Bolzano) e il CREA-VE, che ha iniziato un lavoro di selezione per produrre vitigni resistenti, tra i quali Glera e Raboso Piave.

Al termine dell’incontro, l’enologo Emanuele Serafin ha condotto una partecipata degustazione guidata di alcuni vini prodotti da varietà resistenti a bacca bianca, come il Fleurtai, Muscaris, vari Sauvignon, e nera quali il Prior.

La registrazione del focus è disponibile sul canale YouTube di Veneto Agricoltura al seguente indirizzo: https://youtu.be/Q-iixHCxxuo