L’importante comparto ittico del Nord Adriatico

L’Osservatorio Socio Economico della Pesca e dell’Acquacoltura di Veneto Agricoltura ha realizzato una analisi congiunturale e strutturale della filiera ittica delle tre Regioni del Nord Adriatico, report denominato “Il settore ittico dell’Alto Adriatico – 2022”. In esso sono state analizzate tutte le componenti socio economiche del comparto ittico dell’area settentrionale del Mare Adriatico, compreso una sintesi del settore ittico delle vicine Slovenia e Croazia.

Dal report può evincersi come la flotta dell’Alto Adriatico, 1.594 unità totali rilevate nel 2021, continua a perdere unità marittime, visto che rispetto al 2012 si registra un calo dei pescherecci per il Friuli Venezia Giulia del -10,7%, con l’Emilia-Romagna che si attesta al -17,4%, mentre il Veneto si ferma al -6,2%. Di pari passo con la consistenza delle imbarcazioni, nel periodo diminuiscono anche stazza e potenza motore dei pescherecci. Migliore la situazione nella decade in esame per le imprese, con i rialzi registrati per Emilia-Romagna (+9,6%) e Veneto (+3,3%), mentre in Friuli c’è un calo del -23,5% rispetto al 2012. Diversificata la situazione nel campo occupazionale, con la sola Emilia-Romagna che incrementa nel periodo del +22,7%, con Veneto e Friuli Venezia Giulia che perdono rispettivamente il -1,6% e -14,7%.

Sono 14 i mercati ittici attivi nell’area alto adriatica, con i principali che si trovano a Trieste, Venezia, Chioggia e Rimini. Molto variegata la situazione rilevata nei vari siti, anche se nella maggioranza dei casi si registrano variazioni negative nell’ultimo decennio per i quantitativi, mentre c’è la tenuta degli incassi anche grazie ad un generale rialzo dei prezzi dei prodotti ittici. Un comparto che non vive momenti felici negli ultimi anni è quello della pesca gestita ai molluschi bivalve di mare, operata nell’area da circa 260 imprese, attività di pesca che da oltre trent’anni viene regolata da parte dei Consorzi di Gestione. Forte la perdita di produzione per le vongole di mare di Venezia (-42,9%) e Chioggia (-57,2%), a cui fa eco il calo per il comparto dei fasolari. Stessa situazione rilevata anche per i Cogemo di Ravenna (-69,6%) e Rimini (-8,7%), dove tra l’altro si pescano solo vongole. Stessa situazione evidenziata anche per l’allevamento di vongole filippine, che hanno forti nuclei produttivi in Laguna di Venezia, Delta del Po veneto, Sacca di Goro e Laguna di Grado. Anche la mitilicoltura paga dazio nell’ultima decade, in particolare nel Golfo di Trieste (-40,2%) e nell’area veneziana, mentre tengono i quantitativi di cozze prodotti nel Polesine (+11,2%) e nel litorale Romagnolo (+5,6%).

Se la pesca in Slovenia è una attività del tutto marginale sul PIL nazionale, ben diversa cosa rappresenta per la Croazia, che presenta molti rialzi per i maggiori valori statistici della filiera ittica nazionale.

Per avere ulteriori informazioni, scarica qui il report “Il settore ittico dell’Alto Adriatico – 2022”.