02.09.2011 Vivaismo frutticolo e viticolo veneto in difficoltà

 

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L’estate è la stagione più “calda” per frutta e vite: nell’ultimo numero della newsletter Florovivaismo Veneto n. 17 – Giugno 2011 anche gli esperti di Veneto Agricoltura hanno messo “a fuoco” il vivaismo frutticolo e viticolo, evidenziando le difficoltà del comparto che negli ultimi cinque anni ha visto diminuire il numero di aziende attive e le quantità prodotte. Analizzando i dati forniti dal Servizio Fitosanitario Regionale, le aziende autorizzate in Veneto in base alla L.R. 19/99 e attive nel 2010 in questi comparti del florovivaismo sono risultate essere 317 (-6% circa rispetto al 2005): più nel dettaglio, le aziende operanti nel vivaismo frutticolo sono 266 (-2,5% rispetto al 2005), mentre quelle che si dedicano al vivaismo viticolo sono 51 (-21,5% rispetto a cinque anni fa).

I dati confermano la leadership della provincia di Padova, dove si concentrano circa il 38% delle aziende e di Verona, dove, in virtù anche della sua elevata vocazione produttiva frutticola, si localizzano circa il 21% delle aziende; seguono Treviso e Venezia.

Si evidenzia la particolarità del comune di Saonara, dove si concentrano oltre la metà delle aziende con vivaismo frutticolo della provincia di Padova, 55 unità, che costituiscono il 21% del totale regionale.

In generale si registra un elevato livello di specializzazione delle aziende nel rispettivo comparto di attività e molto alta è anche la percentuale di aziende che hanno ottenuto la certificazione CAC (Conformità Agricola Comunitaria) condizione necessaria per la commercializzazione in ambito comunitario (31% rispetto al 12% della media del settore a livello regionale).

aziende con vivaismo frutticolo e viticolo in Veneto

La produzione è in calo di oltre il 30% rispetto al 2005, in particolare quella del vivaismo viticolo si è più che dimezzata. Per entrambi i comparti, il prodotto è in prevalenza materiale vivaistico (generalmente ceduto ad altri operatori professionalmente impegnati nel settore); ma mentre la quota del vivaismo viticolo si allinea a quella del settore florovivaistico considerato nel complesso (rispettivamente 76% e 79%), nel vivaismo frutticolo raggiunge “appena” il 51%, mentre il prodotto considerato “pianta finita”, generalmente venduto all’utilizzatore finale, rappresenta il 37% della produzione realizzata.

È questo un aspetto molto interessante, come positivo è il fatto che comunque le superfici di coltivazione investite per queste due tipologie di vivaismo siano in sensibile aumento (in particolare quelle destinate a vivaismo frutticolo): nel 2010 hanno raggiunto gli 820 ettari (+60% circa rispetto al 2005), il 26% di tutto il florovivaismo regionale.

L’evoluzione nella tipologia del prodotto finale realizzato, che sempre più sta passando da materiale vivaistico a piante finite, può essere infatti letta come il tentativo, da parte dei produttori, di posizionarsi su una fascia di prodotto e di clientela che permette di conseguire una maggiore redditività dall’attività vivaistica.

Un tentativo per superare le difficoltà incontrate negli ultimi anni.